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“GAJDAR CRITICA IL POTERE”

di Olga Tropkina
“Nezavisimaja Gazeta” - 23 dicembre 2002

L’articolo che traduciamo è apparso su uno dei più prestigiosi giornali “indipendenti” russi. La presa di distanze dalle principali linee dell’attuale corso politico e l’attacco sferrato allo stesso Putin da parte di uno dei più importanti protagonisti del devastante periodo di riforme eltsiniane (posizioni apparentemente condivise dal potentissimo oligarca Anatolij Cjubais) sta ad indicare la complessità del processo di “riforme” in corso in Russia e l’inadeguatezza di molte analisi formulate dagli osservatori occidentali.
M.G.

“Ciò che è stato detto oggi da Egor Gajdar rappresenta un contributo intellettuale di tale portata da permettere di ripensare ciò che sta accadendo oggi nel paese e quello che accadrà in Russia nei prossimi 20-30 anni”, - così il copresidente dell’ “Unione delle forze di destra” (SPS) Anatolij Cjubais ha caratterizzato il rapporto del suo collega Egor Gajdar al consiglio del partito di ieri, svoltosi alla periferia di Mosca. Sebbene l’appassionato intervento di Gajdar abbia superato abbondantemente il tempo previsto dal regolamento, i militanti del suo partito lo hanno ascoltato, trattenendo letteralmente il fiato.
“Voglio subito smentire le voci, secondo le quali il mio rapporto costituisce il programma che ho preparato per Vladimir Putin”, - con queste parole il dirigente del SPS ha cominciato il suo intervento. “Se così fosse stato, - ha sottolineato, - il programma sarebbe stato illustrato dallo stesso Putin”. Allo stesso tempo Gajdar ha messo in rilievo che l’ “Istituto di economia del periodo di transizione” da lui guidato ha preso parte all’elaborazione del programma economico del paese per il periodo 2000-2002, ed ha espresso la speranza che le nuove proposte della destra vengano prese in considerazione anche nel 2004-2008.
Ma la parte fondamentale del discorso di Egor Gajdar è stata dedicata all’illustrazione delle caratteristiche rovinose del corso dell’attuale politica del potere. A parere del dirigente del SPS, solo due riforme sono state condotte alla loro logica conclusione: quella della terra e quella giudiziaria. Gajdar si mostra scettico rispetto all’opinione che la causa del rallentamento delle riforme sia rappresentata dall’approssimarsi delle elezioni parlamentari. Tra i principali colpevoli di quanto sta accadendo egli ha citato il partito “Russia unita”, che “all’inizio rappresentava un discreto strumento a favore della liberalizzazione, ma che ora non influenza in alcun modo la politica che viene condotta dal potere”. Politica che, a parere di Gajdar, si riassume in questo: è stata bloccata la riforma dei servizi comunali, dei monopoli sulle risorse naturali, non ha neppure avuto inizio la riforma militare, mentre il potere consapevolmente rallenta la riforma tributaria e le trasformazioni (leggi privatizzazioni, nota del traduttore) nell’ambito dell’istruzione e della sanità. E tale processo, ha fatto notare, continuerà anche in futuro.
Una particolare attenzione Gajdar ha dedicato alla natura della crescita economica in Russia, che potrebbe rappresentare il solito “esperimento avventuristico”. Presto o tardi simile “crescita inerziale” produrrà, a suo parere, una ancora più grande corruzione dell’apparato dello stato e l’interruzione degli investimenti. Gajdar ha definito ciò che sta accadendo nel paese con il termine “democrazia chiusa”. Riferendosi alla questione dell’ “immigrazione non controllata”, il dirigente del SPS ha proposto di risolverla, in particolare, con l’introduzione di un sistema di permessi di soggiorno e l’assunzione di una normale legge sulla cittadinanza. Gajdar ha valutato in modo critico anche le proposte di Vladimir Putin in merito al finanziamento privato della sanità e alle assicurazioni mediche. In conclusione del suo intervento egli ha esortato i suoi compagni di partito a raggiungere l’unità delle forze della destra democratica e a creare un’alternativa di centro destra al potere.
Commentando l’intervento di Egor Gajdar, il leader del SPS Boris Nemtzov ha dichiarato ai giornalisti che le tesi fondamentali del suo rapporto saranno inserite nel programma elettorale del partito. Inoltre egli ha ancora una volta sottolineato la necessità dell’unificazione di tutte le forze democratiche, a dispetto delle ambizioni personali di Grigorij Javlinskij (leader dell’altra formazione liberale, “MELA”, avvicinatosi recentemente alle posizioni di Putin e intenzionato a “scaricare” le figure più compromesse con il corso eltsiniano, come Gajdar, Cjubais e Kirienko, nota del traduttore). “Il processo di unificazione tra SPS e “Mela” andrà fino in fondo”, - ha concluso Nemtzov.

Traduzione dal russo
di Mauro Gemma