“L’occidente continua a non fidarsi della Russia”
L’opinione di Nikolaj Shmeliov, direttore dell’Istituto per l’Europa
dell’Accademia delle Scienze di Russia
www.strana.ru - 25
dicembre 2002
Pochi giorni prima della nuova “sospetta” azione terroristica cecena, il sito
ufficiale “strana.ru” ha raccolto l’opinione di uno dei più autorevoli studiosi
di questioni europee sui possibili sviluppi delle relazioni tra la Russia e il
mondo occidentale. E’ di un certo interesse l’accento posto sul ruolo di freno
all’approfondimento di relazioni con la Russia, determinato da un atteggiamento
generalmente ostile dell’opinione pubblica europea, condizionata da storici
pregiudizi di ordine culturale.
…L’Occidente continua a non fidarsi della Russia. Non si è
ancora riusciti a cambiare l’approccio poco benevolo dell’Europa, della società
europea nei confronti della nuova Russia. Fino ad ora non si è riusciti a
superare la sfiducia, e talvolta persino un approccio, per dirla con franchezza,
semplicemente prevenuto. Richiamerei l’attenzione su tre momenti. Prima di
tutto L’Europa ha espresso troppe e sfacciate condizioni al nostro ingresso nel
WTO e non è stata capace di abbandonare la politica dei “due pesi e due
misure”. Le richieste che ci vengono avanzate per alcuni aspetti sono assurde,
e naturalmente, fino a quando tali richieste saranno presenti, semplicemente
non riusciremo ad entrare nel WTO, nonostante tale prospettiva appaia
strategica nella nostra politica estera. Secondo: nonostante si sia raggiunto
un compromesso, che permette di risolvere almeno per qualche tempo la
situazione, il problema di Kaliningrad comunque rimane aperto, e nessuno è in
grado di dire se non si ripresenterà. Per un po’ di tempo non sorgeranno
conflitti, ma occorre dire che ci troviamo in presenza di questioni pericolose
tuttora non risolte. E terzo: da un punto di vista prettamente psicologico, il
cittadino russo non può non essere indignato per l’approccio di una parte
dell’opinione pubblica europea, in particolare dei circoli di sinistra, al
problema del terrorismo. Perché dunque, 2 edifici distrutti e 3.000 morti negli
USA devono essere considerati un mostruoso crimine internazionale, mentre
alcune centinaia di sequestrati a Mosca, nella vicenda “Nord-Ost”, al
contrario, la lotta di un popolo per la sua liberazione? Noi russi non potremo
mai concordare con questa posizione, e non sarà certo facile convincere di ciò
l’opinione pubblica europea…
Traduzione dal russo
di Mauro Gemma