Cominciano le manovre elettorali in Russia
Avvicinandosi la scadenza delle elezioni parlamentari in
Russia, si manifesta, sempre più apertamente, il tentativo, da parte
dell’intero arco politico russo, di insidiare il primato dei comunisti, che
continuano ad essere stimati dai sondaggi ben al di sopra del 30% dei consensi
(in questi giorni Zjuganov ha accennato alla preoccupazione del Cremino di
fronte ai rapporti confidenziali che danno il PCFR poco al di sotto del 40%
delle intenzioni di voto).
La “rincorsa a sinistra”, che potrebbe essere
dettata, in particolare per quanto riguarda “Russia unita” (il partito più
vicino a Putin) pure da preoccupazioni non prettamente elettoralistiche,
dimostra come gli attuali gruppi dirigenti russi, a ormai 11 anni dalla caduta
dell’URSS, debbano continuare a fare seriamente i conti con la tenace
resistenza di parte fondamentale del paese (che stenta, comunque, ad andare
oltre il terreno elettorale e a tradursi in un possente movimento di massa) di
fronte alle riforme che segnano il cammino della trasformazione capitalistica.
La tattica elettorale che i “partiti del potere” sembrano intenzionati ad
adottare, è ben evidenziata nei due articoli, tratti da fonti “indipendenti”,
di cui proponiamo la traduzione.
M.G.
“IN ATTESA DELLE ELEZIONI LA DUMA HA COMINCIATO A SPOSTARSI A SINISTRA”
di Ivan Rodin
“Nezavisimaja Gazeta” - 27 dicembre 2002
E’ possibile definire la tendenza all’erosione della maggioranza
filogovernativa e il generale spostamento a sinistra dei gruppi parlamentari,
come le caratteristiche principali della Duma nell’anno che sta volgendo al
termine. Entrambi i fenomeni sono generati dall’avvicinarsi della scadenza
elettorale.
Questi cambiamenti hanno riguardato ogni gruppo presente alla Duma, ad
eccezione forse del Partito liberal-democratico (di Zhirinovskij, nota del traduttore), le cui parole, del resto, tendono sempre a divergere in modo
radicale dalle azioni. I centristi, nel corso dell’anno, hanno dimostrato fragilità strutturale e indeterminatezza sul
piano delle idee. Così, se all’inizio del 2002 il drago a tre teste di “Russia
unita”, ha cercato di occupare tutti gli spazi politici, cercando di creare
difficoltà non solo ai comunisti, ma anche alle destre, ultimamente ha dato
corso ad uno slittamento verso sinistra. E’ possibile prevedere che tale
spostamento continuerà anche nel 2003.
Grazie allo spostamento a sinistra dei centristi, l’ “Unione delle forze di
destra” (SPS) ha cominciato a sentirsi molto più tranquilla. Ma anch’essa, in
qualche misura, non sembra essere sfuggita alla tendenza generale, cercando di
conquistare posizioni alla sua sinistra. In tal modo, un più ampio campo di
manovra ha consentito alla formazione di destra di aumentare il livello della
fiducia degli elettori: il risultato è stato la correzione della previsione
elettorale della destra, cresciuta a non meno del 10% dei voti. D’altra parte,
sembrerebbe che il rafforzamento dell’ “Unione delle forze di destra” abbia
spinto il Cremino a preparare un progetto di sistema tripartitico, che avrebbe
come presupposto l’eliminazione dalla scena politica di “MELA” (il movimento liberale di Javlinskij,
schierato oggi a fianco di Putin, nota del traduttore). I sostenitori di Javlinskij amano
definirsi il più efficiente gruppo parlamentare e si vantano di presentare in
continuazione progetti di legge per risolvere i più acuti problemi del popolo.
Proprio “MELA” ha contribuito a rafforzare la maggioranza filopresidenziale
alla Duma, la quale, ad esempio nell’affare “RAO JEES” (gigante energetico russo, nota del traduttore), ha completamente ignorato il
parere del governo, che stava promovendo la riforma del settore dell’energia.
La moda del “sinistrismo”, che sembra aver conquistato le altre forze
politiche, poteva creare preoccupazioni ai comunisti. Ma nei loro ranghi non si
avverte panico: i comunisti comprendono bene che l’esito della battaglia
dipende dal luogo, sul quale si svolge. E’ chiarissimo che, nel campo della
sinistra, nessuna forza è in grado di battere i comunisti: né il Partito popolare
di Rajkov, e neppure il Partito della rinascita russa creato da Selezniov. Se a
metà del 2002 i deputati del PCFR e del gruppo agrario, esposti ai colpi dei
centristi, che li avevano esclusi da tutte le commissioni più importanti della
Duma, ancora cercavano di difendere la loro reputazione di forza trainante
della Duma, in autunno si sono trovati praticamente messi da parte. La presenza
parlamentare delle sinistre si nota appena. Oggi essi chiaramente non hanno
interesse ad ostacolare la Duma, quando vara legge antipopolari e sembrano
maggiormente interessati a spiegare nel modo più efficace agli elettori le
caratteristiche di “tradimento” del comportamento della maggioranza
parlamentare.
“RUSSIA UNITA PASSA ALL’OPPOSIZIONE?”
www.apn.ru
- 30 dicembre 2002
A giudicare dai fatti, il dirigente (sottoposto ultimamente a dure
critiche) del partito “Russia unita” Aleksandr Bespalov è uscito allo scoperto.
Alla vigilia del nuovo anno ha concesso un’intervista all’agenzia “Rosbalt”, in
cui ha affermato quasi letteralmente che il “partito del potere” passerà
all’opposizione nei confronti della politica del governo della Russia.
“Quando abbiamo svolto il congresso costitutivo del dicembre 2001, erano in
pochi, persino tra i nostri sostenitori, a credere che da organizzazioni
politiche, fino ad allora ostili tra loro, saremmo riusciti a creare qualcosa
di buono”, - ha fatto notare Bespalov. “Ma alla fine abbiamo formato un partito
vitale, a cui i sondaggi attribuiscono un consenso maggiore che ai comunisti”.
“Nel nostro partito sono entrate già 300.000 persone ed ogni settimana al
nostro comitato centrale esecutivo giungono migliaia di richieste di adesione”,
- ha sottolineato Bespalov. “E’ la testimonianza che la gente semplice ha visto
in noi una forza capace di difendere i suoi interessi”. “Russia unita è
chiamata partito del potere, ma ciò non è affatto vero”, - ha continuato
Bespalov. Ed ha affermato che su alcune questioni di fondo le valutazioni di
“Russia unita” divergono oggi radicalmente dalle posizioni del governo in
carica, in particolare in merito alla riforma dei servizi comunali e del
settore energetico. “Noi partiamo dal presupposto che la Russia è, secondo la
Costituzione, un paese democratico, garante della giustizia sociale, e che, di
conseguenza, le riforme devono essere varate nell’interesse della popolazione,e
non viceversa. Di fatto, ciò che il governo ha proposto porta a un
peggioramento della vita dei cittadini”, ha sottolineato Bespalov….
Traduzione dal russo
di Mauro Gemma