www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 08-01-03

Cominciano le manovre elettorali in Russia


Avvicinandosi la scadenza delle elezioni parlamentari in Russia, si manifesta, sempre più apertamente, il tentativo, da parte dell’intero arco politico russo, di insidiare il primato dei comunisti, che continuano ad essere stimati dai sondaggi ben al di sopra del 30% dei consensi (in questi giorni Zjuganov ha accennato alla preoccupazione del Cremino di fronte ai rapporti confidenziali che danno il PCFR poco al di sotto del 40% delle intenzioni di voto).
La “rincorsa a sinistra”, che potrebbe essere dettata, in particolare per quanto riguarda “Russia unita” (il partito più vicino a Putin) pure da preoccupazioni non prettamente elettoralistiche, dimostra come gli attuali gruppi dirigenti russi, a ormai 11 anni dalla caduta dell’URSS, debbano continuare a fare seriamente i conti con la tenace resistenza di parte fondamentale del paese (che stenta, comunque, ad andare oltre il terreno elettorale e a tradursi in un possente movimento di massa) di fronte alle riforme che segnano il cammino della trasformazione capitalistica.
La tattica elettorale che i “partiti del potere” sembrano intenzionati ad adottare, è ben evidenziata nei due articoli, tratti da fonti “indipendenti”, di cui proponiamo la traduzione. 
M.G.


“IN ATTESA DELLE ELEZIONI LA DUMA HA COMINCIATO A SPOSTARSI A SINISTRA”
di Ivan Rodin
“Nezavisimaja Gazeta” - 27 dicembre 2002

E’ possibile definire la tendenza all’erosione della maggioranza filogovernativa e il generale spostamento a sinistra dei gruppi parlamentari, come le caratteristiche principali della Duma nell’anno che sta volgendo al termine. Entrambi i fenomeni sono generati dall’avvicinarsi della scadenza elettorale.
Questi cambiamenti hanno riguardato ogni gruppo presente alla Duma, ad eccezione forse del Partito liberal-democratico (di Zhirinovskij, nota del traduttore), le cui parole, del resto, tendono sempre a divergere in modo radicale dalle azioni. I centristi, nel corso dell’anno, hanno dimostrato  fragilità strutturale e indeterminatezza sul piano delle idee. Così, se all’inizio del 2002 il drago a tre teste di “Russia unita”, ha cercato di occupare tutti gli spazi politici, cercando di creare difficoltà non solo ai comunisti, ma anche alle destre, ultimamente ha dato corso ad uno slittamento verso sinistra. E’ possibile prevedere che tale spostamento continuerà anche nel 2003.
Grazie allo spostamento a sinistra dei centristi, l’ “Unione delle forze di destra” (SPS) ha cominciato a sentirsi molto più tranquilla. Ma anch’essa, in qualche misura, non sembra essere sfuggita alla tendenza generale, cercando di conquistare posizioni alla sua sinistra. In tal modo, un più ampio campo di manovra ha consentito alla formazione di destra di aumentare il livello della fiducia degli elettori: il risultato è stato la correzione della previsione elettorale della destra, cresciuta a non meno del 10% dei voti. D’altra parte, sembrerebbe che il rafforzamento dell’ “Unione delle forze di destra” abbia spinto il Cremino a preparare un progetto di sistema tripartitico, che avrebbe come presupposto l’eliminazione dalla scena politica di “MELA” (il movimento liberale di Javlinskij, schierato oggi a fianco di Putin, nota del traduttore). I sostenitori di Javlinskij amano definirsi il più efficiente gruppo parlamentare e si vantano di presentare in continuazione progetti di legge per risolvere i più acuti problemi del popolo. Proprio “MELA” ha contribuito a rafforzare la maggioranza filopresidenziale alla Duma, la quale, ad esempio nell’affare “RAO JEES” (gigante energetico russo, nota del traduttore), ha completamente ignorato il parere del governo, che stava promovendo la riforma del settore dell’energia.
La moda del “sinistrismo”, che sembra aver conquistato le altre forze politiche, poteva creare preoccupazioni ai comunisti. Ma nei loro ranghi non si avverte panico: i comunisti comprendono bene che l’esito della battaglia dipende dal luogo, sul quale si svolge. E’ chiarissimo che, nel campo della sinistra, nessuna forza è in grado di battere i comunisti: né il Partito popolare di Rajkov, e neppure il Partito della rinascita russa creato da Selezniov. Se a metà del 2002 i deputati del PCFR e del gruppo agrario, esposti ai colpi dei centristi, che li avevano esclusi da tutte le commissioni più importanti della Duma, ancora cercavano di difendere la loro reputazione di forza trainante della Duma, in autunno si sono trovati praticamente messi da parte. La presenza parlamentare delle sinistre si nota appena. Oggi essi chiaramente non hanno interesse ad ostacolare la Duma, quando vara legge antipopolari e sembrano maggiormente interessati a spiegare nel modo più efficace agli elettori le caratteristiche di “tradimento” del comportamento della maggioranza parlamentare.


“RUSSIA UNITA PASSA ALL’OPPOSIZIONE?”
www.apn.ru - 30 dicembre 2002

A giudicare dai fatti, il dirigente (sottoposto ultimamente a dure critiche) del partito “Russia unita” Aleksandr Bespalov è uscito allo scoperto. Alla vigilia del nuovo anno ha concesso un’intervista all’agenzia “Rosbalt”, in cui ha affermato quasi letteralmente che il “partito del potere” passerà all’opposizione nei confronti della politica del governo della Russia.
“Quando abbiamo svolto il congresso costitutivo del dicembre 2001, erano in pochi, persino tra i nostri sostenitori, a credere che da organizzazioni politiche, fino ad allora ostili tra loro, saremmo riusciti a creare qualcosa di buono”, - ha fatto notare Bespalov. “Ma alla fine abbiamo formato un partito vitale, a cui i sondaggi attribuiscono un consenso maggiore che ai comunisti”. “Nel nostro partito sono entrate già 300.000 persone ed ogni settimana al nostro comitato centrale esecutivo giungono migliaia di richieste di adesione”, - ha sottolineato Bespalov. “E’ la testimonianza che la gente semplice ha visto in noi una forza capace di difendere i suoi interessi”. “Russia unita è chiamata partito del potere, ma ciò non è affatto vero”, - ha continuato Bespalov. Ed ha affermato che su alcune questioni di fondo le valutazioni di “Russia unita” divergono oggi radicalmente dalle posizioni del governo in carica, in particolare in merito alla riforma dei servizi comunali e del settore energetico. “Noi partiamo dal presupposto che la Russia è, secondo la Costituzione, un paese democratico, garante della giustizia sociale, e che, di conseguenza, le riforme devono essere varate nell’interesse della popolazione,e non viceversa. Di fatto, ciò che il governo ha proposto porta a un peggioramento della vita dei cittadini”, ha sottolineato Bespalov….

Traduzione dal russo
di Mauro Gemma