I rapporti tra la Russia e la Moldova
Intervista al Portavoce
ufficiale del Ministero degli esteri russo
www.rian.ru - 6 febbraio 2003
Pubblichiamo la traduzione dell’intervista concessa dal Portavoce del ministero
degli esteri russo Aleksandr Jakovjenko, in occasione della visita a Mosca del
presidente moldavo Vladimir Voronin.
Nel sottolineare il netto miglioramento dei rapporti tra i due paesi,
registrato negli anni del governo monocolore comunista, Jakovjenko non manca di
esprimere la netta contrarietà della Russia al manifestarsi dei nuovi tentativi
di destabilizzazione della situazione politica moldava, messi in opera dai
settori nazionalisti romeni di orientamento filoccidentale.
D. Quali sono gli aspetti che attualmente caratterizzano i rapporti
tra la Russia e la Moldavia?
R. I rapporti di amicizia e
collaborazione russo-moldavi hanno assunto negli ultimi anni una dinamica
particolare e sono orientati ad avere le caratteristiche di partnership
strategica.
In Russia vengono valutati positivamente gli sforzi, intrapresi dalla dirigenza
moldava, per sostenere la stabilità della situazione politica interna,
rafforzare la concordia interetnica e innalzare il livello di vita della
popolazione. Noi disapproviamo con decisione i tentativi di introdurre
nuovamente disordine nella vita politico-sociale del paese, di seminare la
discordia nazionale, di mettere in discussione persino l’assetto statale della
repubblica.
Si stanno sviluppando con successo i legami economico-commerciali
russo-moldavi. Si realizzano in comune alcuni progetti di investimento nei
settori energetico, dei trasporti, dell’industria di trasformazione, ecc.
Aggiungiamo che, in merito a tutte queste questioni, incluso il problema del
rimborso del debito moldavo per il gas e per le linee di credito statali
concesse in precedenza, verranno prese decisioni nella VII seduta della
Commissione intergovernativa russo-moldava per la collaborazione
economico-commerciale, prevista per il prossimo mese di maggio.
D. Cosa ci può dire sulla cooperazione tra Mosca e Kishinev nel contesto della
CSI e negli affari internazionali?
R. In Russia si prende atto con
soddisfazione dell’interesse crescente di Kishinev a partecipare ai processi di
integrazione nell’ambito della CSI, testimoniato, in particolare, dallo
svolgimento nella capitale moldava del vertice della Comunità nel mese di
ottobre 2002. Pensiamo anche alle nuove prospettive, che si aprono sia per i
legami bilaterali, sia per la crescita della stessa economia moldava, con
l’avvicinamento della repubblica all’EvraAsES (la Comunità di collaborazione economica eurasiatica, che comprende la
Russia e alcuni paesi della CSI, nota del traduttore), in cui, nel maggio del 2002, essa
è stata accettata in qualità di osservatore.
Sono simili e, a volte, coincidono gli approcci della Russia e della Moldavia
alle questioni fondamentali della politica internazionale, inclusa la
contrapposizione alle nuove minacce e sfide che deve affrontare la comunità
mondiale.
D. Qual è, a suo avviso, il ruolo della Russia nel regolamento della questione
della Transdnestria?
R. La Russia è pronta a proseguire
i suoi sforzi di intermediazione (insieme all’Ucraina e all’OSCE) Nella ricerca
di una soluzione regolata alla questione della Transdnestria. Abbiamo salutato
il rilancio del dialogo tra Kishinev e Tiraspol e ci pronunciamo perché assuma
un carattere stabile e permanente. Oggi è essenziale proseguire il lavoro per
la stipula di un accordo su un documento finale di regolamento, sulla base del
progetto, suggerito dai negoziatori nel corso dell’incontro del luglio 2002 a
Kiev. In tale contesto, riteniamo positivo il fatto che le parti trattanti
siano d’accordo sulla necessità di porre le basi del futuro assetto del
progetto di federalizzazione della Transdnestria, mantenendo la sovranità e
l’integrità territoriale della Repubblica di Moldova.
La Russia dichiara la sua disponibilità politica alla realizzazione degli
obblighi stabiliti ad Istanbul, che prevedono l’uscita dalla Transdnestria dei suoi
armamenti e dei suoi arsenali. Riteniamo che gli sforzi, come pure il dialogo
su tale problema, profusi permanentemente con la dirigenza di Tiraspol, possano
garantire che ciò verrà effettuato nei termini, fissati nelle risoluzioni del
Consiglio dei ministri degli affari esteri OSCE svoltosi a Oporto.
Traduzione dal russo
di Mauro Gemma