Intervista
a Ivan Melnikov
Primo vicepresidente del PCFR
www.strana.ru - 30
aprile 2003
Il 1 maggio a Mosca si è svolta una grande manifestazione di massa organizzata
dal Partito Comunista della Federazione Russa. Al corteo, conclusosi con un
comizio del leader comunista Ghennadij Zjuganov, hanno preso parte non meno di
50.000 moscoviti, con una nutrita presenza di giovani. Alla giornata
di lotta hanno aderito altre numerose formazioni marxiste-leniniste e
antagoniste (compresi gruppi trotskisti e “alternativi”). Di particolare
significato la presenza anche di Viktor Anpilov, che ha parlato dal palco,
insieme ai dirigenti del PCFR, a testimonianza di un clima unitario, che, alla
vigilia delle elezioni politiche, fa ben sperare in un impegno di gran parte
delle aree rivoluzionarie e di sinistra russe per garantire una grande
affermazione comunista.
Nel pomeriggio, sempre di fronte a decine di migliaia di persone, ha poi avuto
luogo un grande concerto rock, con la presenza di tutti i più popolari gruppi
musicali alternativi, organizzato in collaborazione tra il PCFR (nel corso del
concerto ha preso la parola, applauditissimo, Ivan Melnikov) e molti gruppi e
movimenti della “sinistra no global” russa, compresa la sezione moscovita di
ATTAC.
Il successo delle iniziative comuniste risulta ancor più significativo, se si
pensa che la manifestazione organizzata in alternativa dai movimenti vicini al
partito di governo “Russia unita”, pur essendo stata ampiamente sponsorizzata
dai principali “media” del paese e trasmessa da canali televisivi ufficiali, ha
visto la partecipazione di non più di 1.500 persone (nel 2002 erano presenti
25.000 manifestanti del partito di Putin).
Alla vigilia della tradizionale festa del
lavoro, il sito filopresidenziale russo ha ospitato una intervista al primo
vicepresidente del PCFR Ivan Melnikov, in merito all’andamento della fase
preparatoria della campagna elettorale.
Abbiamo ritenuto di proporre la traduzione delle parti più
significative.
Segnaliamo, inoltre, che un ampio ed emozionante reportage fotografico sulle due importanti iniziative di Mosca è
reperibile in www.kprf.ru/actions/11066.shtml?print
M.G.
D. Ivan Ivanovic, rispondendo recentemente ad una domanda sulle
possibilità di affermazione del PCFR nelle elezioni parlamentari, le ha
definite ottime. Ha anche affermato che più del 40% dei cittadini sostiene il
PCFR. Ma, stando ad un sondaggio del “Fondo per l’opinione pubblica” (FOM), per
i comunisti in questo momento sarebbe disposto a votare il 23% degli
intervistati. Come pensa allora di convincere quella parte che vi appoggia, ma
che non ha intenzione di concedervi il voto?
R. I sondaggi fatti a livello regionale ci permettono di ritenere
che il 40% è la stima reale. Dobbiamo certo risolvere due compiti fondamentali.
Primo: far giungere il nostro punto di vista e la nostra piattaforma al maggior
numero possibile di elettori. Questo per noi è certamente un compito molto difficile.
Noi siamo di fatto esclusi dai “mass media” e ci vediamo costretti ad
utilizzare canali alternativi. Per quanto concerne invece Internet, ritengo che
il nostro lavoro sia ormai in una fase avanzata. Ma occorrerà ancora tempo
perché Internet uguagli, dal punto di vista dell’influenza, i canali televisivi
centrali. Per questa ragione dovremo sfruttare tutte le possibilità di accesso
alle televisioni e alle radio regionali. Già utilizziamo il sistema degli
“spot”.
Il nostro secondo compito è garantire il conteggio preciso dei voti di coloro
che ci accorderanno la loro preferenza. Per questo abbiamo lanciato
l’iniziativa “Per elezioni pulite e oneste”. A tal fine, ci rivolgiamo a tutti
i partiti perché sostengano questa iniziativa…Proponiamo di creare un gruppo
misto di coordinamento, che dovrebbe avere il compito di vigilare sul corretto
svolgimento della campagna elettorale. Occorrerebbe unire gli sforzi degli
osservatori, in particolare il 14 dicembre, giorno delle elezioni. Se non
riusciremo ad organizzare qualcosa di simile, il livello delle falsificazioni
dello scrutinio elettorale potrà essere altissimo.
D. Con chi avete intenzione di
allearvi?
R. Dividerei la questione in due parti: la coalizione reale e la sua
forma giuridica ed organizzativa. Se parliamo della coalizione reale, già un
anno fa affermammo che avremmo formato un grande fronte elettorale con i nostri
alleati dell’Unione Popolare Patriottica di Russia e di altre organizzazioni di
sinistra. Anche nelle precedenti elezioni ci comportammo così. Con noi erano
schierati Zhores Alfiorov (premio
Nobel per la fisica, n.d.tr.), Serghej Glaziov (economista di rilievo, già ministro nei primi governi postsovietici,
n.d.tr.), Nikolaj Kharitonov (leader
degli “agrari” di sinistra, n.d.tr), Aleksandr Davydov (leader dei sindacati agricoli, n.d.tr)
e altri ancora.
Oggi siamo in trattativa con il PCOR-PRC (Partito
Comunista Operaio Russo-Partito Russo dei Comunisti, la più importante
formazione alla sinistra del PCFR, che ha come leader Viktor Tiulkin e Anatolij
Kriuchkov, n.d.tr.). Vorremmo unire le nostre forze con quelle di questi
compagni almeno nei collegi uninominali. Per quanto riguarda la forma giuridica
della coalizione dobbiamo fare i conti con le molte sottigliezze e sfumature
della legislazione elettorale. Ci sono due possibilità: o un blocco giuridico,
oppure una formazione elettorale chiamata “PCFR” che, come già in passato,
comprenda un ampio fronte di alleati. Definiremo nel futuro prossimo la nostra
scelta. Personalmente sono favorevole alla seconda variante.
D. Qualcuno afferma che Serghej Glaziov è
entrato in contrasto con Ghennadij Zjuganov e che, alla vigilia delle elezioni
abbandonerà i ranghi della sinistra patriottica. Sarebbe il risultato di un
“congiura del Cremlino”, ordita per provocare scissioni nell’opposizione. Cosa
ne pensa?
R. Penso che sia la continuazione
dell’intrigo dell’amministrazione del Cremlino, che è molto preoccupata
dell’alto livello di consensi che si registra attorno al PCFR. In questa chiave
interpreto ciò che è avvenuto qualche tempo fa con Selezniov e i problemi che
abbiamo dovuto fronteggiare nell’Unione Popolare Patriottica di Russia…Si
stanno attrezzando per la fase più calda della campagna elettorale. Noi
comunisti ci aspettiamo ogni genere di provocazione…
D. E voi non vi siete preparati ad affrontare
la fase più calda della campagna elettorale?
R. Certo. E abbiamo indicato due
componenti fondamentali della nostra strategia elettorale. Da un lato, dobbiamo
far conoscere quanto più possibile come vanno effettivamente le cose alla Duma
di Stato. Come possiamo ottenere ciò? Solo facendo chiarezza sui risultati
delle votazioni parlamentari sui problemi fondamentali che stanno a cuore ai
nostri concittadini. Ad esempio, dobbiamo far conoscere al maggior numero di
cittadini come si sono comportati al momento del voto i diversi gruppi presenti
alla Duma. In tal modo gli elettori avranno gli elementi per giudicare chi si è
comportato bene e chi, invece, ha tradito le loro aspettative. Abbiamo
predisposto un opuscolo, in cui sono pubblicati i risultati delle votazioni su
una ventina di leggi a nostro parere fondamentali.
D. E’ ancora all’ordine del giorno la
richiesta di dimissioni del governo?
R. Naturalmente. Due anni fa abbiamo messo ai voti la questione della
sfiducia. Allora non fummo appoggiati. In particolare fummo ostacolati dagli
esponenti del partito “Mela” (i
liberali “di sinistra”, n.d.tr.).
D. Ora “Mela” ha maturato tale convinzione. I
suoi parlamentari sono intenzionati a porre la questione della sfiducia al
governo, dopo le feste di maggio. Appoggerete la loro iniziativa?
R. Certamente interverremo a fianco di “Mela”. Ma siamo pochi. Noi
125, loro meno di 20. E occorrono 226 voti. Bisognerebbe esercitare una
pressione dalla base sui deputati di altri gruppi perché ci appoggino.
Riponiamo qualche speranza nelle azioni di lotta programmate per il mese di
maggio. Se ci saranno azioni incisive in tutto il paese, ciò potrebbe sbloccare
la situazione alla Duma di Stato.
(…)
D. Avete già deciso la “testa di lista”?
R. Non ancora. Voglio esprimermi con franchezza. L’esperienza di
tutte le precedenti elezioni ci porta a concludere che la “testa di lista” deve
essere definita alla vigilia del congresso del partito. Comunque, ci sono già
alcuni nomi. Ghennadij Zjuganov, Zhores Alfiorov, Nikolaj Kharitonov, Serghej
Glaziov. La lista sarà integrata da alcuni governatori. Tra le donne emerge il
nome di Svetlana Savitzkaja (cosmonauta
sovietica, n.d.tr.).
D. Cosa resta del vostro “gruppo agrario”?
Dopo il passaggio del gruppo guidato da Gordejev a “Russia unita” e la
decisione del Partito Agrario di Lapshin di “correre da solo”, quali forze del
mondo agricolo si presenteranno dietro le bandiere del PCFR?
R. Il gruppo più importante degli “agrari”, l’Unione agroindustriale
di Russia guidata da Kharitonov e dal leader dei sindacati agricoli Davydov, e
un prestigioso gruppo di scienziati dell’Accademia delle scienze agrarie…
Traduzione dal russo
di Mauro Gemma