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L’impegno dei giovani comunisti dei paesi del Caucaso per la pace e l’unita’ tra tutti i popoli della regione

di Dmitrij Novikov
Segretario dell’Unione della Gioventù Comunista della Federazione Russa
www.kprf.ru - 18 giugno 2003

Il sito del PCFR ha ospitato il seguente intervento che illustra le iniziative messe in campo dai giovani comunisti di tutti gli stati ex sovietici della regione caucasica, per superare il clima di odio interetnico e interconfessionale, generato dalle guerre e dalle crisi degli ultimi anni, e per rilanciare gli ideali della pace e della solidarietà internazionalista, patrimonio del movimento operaio internazionale. Il “Congresso della gioventù del Caucaso” è un altro significativo episodio che merita di essere conosciuto e che smentisce clamorosamente i luoghi comuni, così diffusi tra la sinistra occidentale, sul presunto nazionalismo “grande russo” dei comunisti di quel paese.

Il 15 giugno a Vladikavkaz si è svolto il primo Congresso della gioventù del Caucaso. L’iniziativa della convocazione del Congresso è partita dalle organizzazioni giovanili comuniste della Russia, della Georgia e dell’Azerbaigian, ed è stata realizzata grazie al sostegno dell’Unione dei partiti comunisti-PCUS, del presidente della Repubblica dell’Ossezia Settentrionale e del Comitato repubblicano del PCFR.
Il forum giovanile si proponeva l’obiettivo di realizzare un attivo coinvolgimento nel processo di creazione di una situazione di pace, amicizia e buon vicinato nella regione, che favorisca il superamento di quella discordia tra le nazionalità e le confessioni religiose, che è stata seminata nel Caucaso dopo la criminale distruzione dell’Unione Sovietica.

L’aspirazione al superamento del clima di sfiducia e al ristabilimento di relazioni fraterne tra i popoli vicini è stata affermata attraverso la partecipazione di circa 300 rappresentanti di 26 organizzazioni giovanili della regione caucasica della Russia, dell’Azerbaigian, dell’Armenia e della Georgia.
Prima di iniziare il congresso i partecipanti hanno deposto una corona di fiori al monumento di Lenin, dove hanno ricordato i caduti nella lotta per il potere sovietico, contro l’aggressione fascista e per la difesa della repubblica dalle bande criminali. La seduta del congresso è iniziata con l’esecuzione degli inni dell’Unione Sovietica e della Repubblica dell’Ossezia Settentrionale. Al Forum della gioventù del Caucaso hanno portato il loro saluto, tra gli altri, il presidente del parlamento dell’Ossezia Settentrionale T.D. Mansurov, il viceministro dell’istruzione della Federazione Russa Ju.V. Kovrizhnikh e il primo vicepresidente dell’UPC-PCUS E.I. Kopyshov. Il presidente del CC del PCFR G.A. Zjuganov ha inviato un caloroso messaggio di saluto al Congresso.

La ferma determinazione dei giovani ad impegnarsi per la rinascita delle tradizioni di amicizia tra i popoli della grande Unione Sovietica è stata affermata negli interventi dell’azero Ravshan Guseynov, dell’armena Margarita Markarjan, del russo Vladimir Bessonov e di molti altri delegati e ospiti del Congresso.
A conclusione del Forum è stata approvata la “Dichiarazione del I Congresso della gioventù del Caucaso”, dove viene espressa preoccupazione per le dure prove, cui sono state sottoposte le relazioni tra i popoli fratelli. E’ stato indicato il percorso che potrebbe favorire l’aggregazione dei giovani della regione dietro la parola d’ordine “L’amicizia tra i popoli è la garanzia della pace e della sicurezza nel Caucaso”. Nella Dichiarazione si afferma: “La gioventù del Caucaso può e deve diventare garante di un efficace sviluppo economico-sociale e culturale della regione, in grado di agevolare una soluzione pacifica dei problemi del Caucaso”.
Per la realizzazione degli obiettivi e dei principi proclamati, i partecipanti al Congresso hanno espresso l’intenzione di creare un’ “Associazione delle organizzazioni giovanili del Caucaso” e di impegnarsi per la realizzazione di progetti comuni, come la fondazione di “Club dell’amicizia internazionale”, la formazione di brigate del lavoro internazionali studentesche, l’organizzazione di festival dal titolo “La gioventù per la pace nel Caucaso”.

Traduzione dal russo di Mauro Gemma