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Opposizione senza alternative


di E. Komissarciuk
Agenzia d’informazione “Marketing i Konsulting” - 1 giugno 2003
Ripreso da www.kprf.ru

Recentemente si è svolta a Mosca una conferenza che ha raccolto gli esponenti di diverse forze dello schieramento di centro-sinistra della Federazione Russa, per discutere le forme e i contenuti della partecipazione alle prossime elezioni legislative di dicembre.
Abbiamo ritenuto di tradurre ampi stralci di un resoconto dell’assemblea.
M.G.

La conferenza di Mosca del 19 maggio, dal titolo “Dalla contrapposizione alla responsabilità sociale”, si è svolta sui binari dei tradizionali seminari teorico-scientifici. Oltre ai leader ed ai rappresentanti del “Congresso delle Comunità Russe” (CCR), presieduto dal deputato alla Duma (eletto nelle liste del PCFR, nota del traduttore) Serghey Glaziov, e del PCFR ad essa hanno preso parte i dirigenti dell’ “Unione della potenza militare”, del Partito “eurasista”, del “Partito Comunista Operaio Russo – Partito Rivoluzionario dei Comunisti”, del Partito della Rinascita Nazionale “Narodnaja Volja”, del Partito del Lavoro (piccola forza politica di ispirazione trotskista, nota del traduttore) e di alcune altre organizzazioni di orientamento patriottico e di centro-sinistra. Di fatto, alla conferenza, il discorso verteva su una nuova forma di blocco patriottico (rispetto all’Unione Popolare Patriottica di Russia, attraversata ai suoi vertici da una disputa lacerante, nota del traduttore).

Nella relazione di S. Glaziov l’accento è stato posto sulla situazione paradossale venutasi a creare negli ultimi anni, quando “l’elettore vota per la prosecuzione della politica che contraddice gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione”. Secondo il relatore, “i nemici della nostra Patria si sono lasciati coinvolgere in una guerra insensata di tutti contro tutti, in cui, invece dell’unione della società, invece dell’unità attorno agli obiettivi costruttivi dello sviluppo del paese, degli interessi nazionali, vediamo svilupparsi la lotta per la sopravvivenza, in cui anche il più vicino diventa un concorrente”. I partecipanti alla conferenza sono stati unanimi nel considerare necessità vitale la creazione di una vasta coalizione di tutte le forze patriottiche, per la realizzazione della sovranità nazionale della Russia, del suo sviluppo indipendente nel mondo, della crescita economica e delle garanzie sociali per il popolo.

Alla Conferenza è risuonata anche la critica all’indirizzo del PCFR. Dell’assenza di reciproca comprensione con i comunisti si sono lamentati il leader dell’ “Unione della potenza militare” L.Ivashov, il presidente del PCOR-PRC V. Tiulkin, il capo del “Partito Russo del Lavoro” O. Shein ed alcuni altri intervenuti. Riferendosi a ricerche sociologiche obiettive e sottolineando che l’idea comunista e socialista è sostenuta da circa il 22% della popolazione, mentre quella patriottica incontra la simpatia del 59% dell’elettorato, il generale L.Ivashov, ad esempio, ha suggerito di presentarsi alle elezioni con due blocchi: “comunista” e “patriottico - di potenza”. Tale idea sembra essere appoggiata dalla maggioranza dei partecipanti alla conferenza. Ivashov ha sottolineato comunque che “se alle elezioni occorre andare separati, nella Duma, bisognerà intervenire con un fronte unico”
(…)
In effetti non tutti i leader dei diversi raggruppamenti, che si definiscono di opposizione, condividono oggi idee comuniste o socialiste. Secondo i sondaggi, V. Zhirinovskij, che già da molti anni sfrutta con successo la retorica patriottica – di potenza, ancora oggi può contare sul 7% dei voti dell’elettorato. Alcuni partiti non sono disposti a condividere il valore imperituro dell’ideologia comunista. Queste valutazioni sono state formulate, in particolare, nell’intervento di uno dei leader del “Partito nazionale della potenza di Russia” S. Terekhov, pronunciato nel corso del congresso straordinario di questo partito: “Non dobbiamo confonderci con il settore comunista-di sinistra sotto lo stesso simbolo. Certo non siamo loro nemici e non intendiamo litigare o aprire polemiche. Ma noi occupiamo un preciso settore dello spettro politico: quello nazionale e di potenza, che non bisogna consegnare né al PCFR né al potere”.
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Ma l’idea di andare alle elezioni in due colonne non viene appoggiata dalla direzione del PCFR. Tale posizione venne definita nel plenum del CC del PCFR il 22 giugno dello scorso anno e ribadita al plenum del 6 marzo di quest’anno. E’ sintetizzabile in tal modo. In Russia effettivamente c’è una grossa fetta di elettorato (circa il 9%) che non vota per il PCFR, ma che è disposta ad appoggiare l’opposizione patriottica di sinistra. Ma la risoluzione dei compiti patriottici e democratici è concepita dal PCFR solo nella prospettiva del socialismo e del ripristino del potere sovietico. I comunisti invitano nel blocco federale guidato dal partito (vale a dire nel proporzionale, nota del traduttore) quegli alleati, che accettino un accordo che preveda il sostegno a candidati comuni nei collegi uninominali.
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L’ultima dichiarazione del leader del PCFR G.Zjuganov ha ribadito ancora una volta tale posizione. Stando alle indiscrezioni della stampa, nel corso del prossimo congresso di settembre del PCFR verrà proposto di includere nella testa di lista “del raggruppamento elettorale dei comunisti, degli agrari e dei patrioti”, oltre a Zjuganov, anche S.Glaziov e Zh. Alfiorov (Premio Nobel per la fisica, nota del traduttore). Colloqui in merito alla costituzione di un blocco elettorale sono in corso anche con i leader del PCOR-PRC. Tutti potranno partecipare alle elezioni a titolo personale nei collegi uninominali, aiutando il PCFR a ottenere quanti più voti possibile, mentre i comunisti per parte loro li aiuteranno a vincere nel maggioritario uninominale.

Traduzione dal russo
di Mauro Gemma