Il leader del Partito Comunista dell’India (marxista) ospite dei comunisti russi
www.kprf.ru - 1
luglio 2003
Il segretario generale del Partito Comunista dell’India (marxista) Harkishan
Singh Surjeet è stato ospite, nei giorni scorsi, del Partito Comunista della
Federazione Russa. Al termine del suo incontro con il leader dei comunisti
russi Ghennadij Zjuganov, il compagno Surjeet ha dichiarato quanto segue:
“Il movimento comunista e di sinistra mondiale considera una tragedia il
dissolvimento dell’URSS. L’URSS era il paese che rappresentava la speranza per
una parte significativa dell’umanità, era un segnale lanciato a tutto il mondo
che affermava la possibilità di una costruzione sociale alternativa, più
giusta. Ma anche oggi, quando l’Unione Sovietica non esiste più, gli
avvenimenti che si verificano nella Federazione Russa hanno conseguenze globali
per tutto il mondo. Per questa ragione in India consideriamo la rinascita e la
ripresa del PCFR un grande successo, garanzia di futuri positivi cambiamenti.
(…)
L’attuale mondo unipolare rappresenta una condizione innaturale. Sono convinto
che tale situazione non possa durare a lungo e che il mondo debba tornare a una
condizione multipolare. Senza il ripristino del ruolo storico della Russia, è
semplicemente impossibile l’esistenza pacifica dell’umanità. Ne è
testimonianza, in condizioni di egemonia americana, la crescente sequela di
guerre e conflitti regionali.
Desidero ricordare alla direzione, ai quadri e agli attivisti del PCFR la
particolare responsabilità che i comunisti russi hanno di fronte al movimento
di sinistra mondiale, alle forze che fronteggiano il diktat americano. Dalla
forza e dall’influenza del PCFR, dallo sviluppo della situazione in Russia e
nello spazio postsovietico, dipende in rilevante misura l’affermarsi di
un’alternativa all’attuale mondo “all’americana”.
Per parte sua il Partito Comunista dell’India (marxista) ha ben chiaro che
l’India, rappresentando uno dei potenziali centri d’influenza mondiale, rientra
nei piani di sovvertimento degli americani.
Il nostro attuale governo esprime una linea di subalternità agli USA. Ma ciò
non significa che il popolo accetti questa politica. Noi abbiamo portato in
piazza un milione di dimostranti e, allo stesso tempo, abbiamo prevenuto le
intenzioni del governo di inviare truppe in Iraq in appoggio agli USA. In
parlamento si sta inoltre rafforzando la collaborazione con diversi settori del
Congresso Nazionale Indiano che, ne sono convinto, otterrà il risultato di cambiare
radicalmente la situazione politica interna del nostro paese.”
Traduzione dal russo
di Mauro Gemma