Dichiarazione del C.C. del PCFR in merito alla prosecuzione del boicottaggio informativo del partito
http://www.kprf.ru/zuganov/news/17694.shtml
- 29 agosto 2003
Con l’approssimarsi della scadenza delle consultazioni
politiche di dicembre in Russia, si intensificano i tentativi da parte del
regime di condizionare l’andamento della campagna elettorale, attraverso un
ulteriore inasprimento del già rigido controllo sugli strumenti di informazione
di massa. Se ciò non dovesse bastare, appare scontato il ricorso all’uso
massiccio della pratica dei brogli, che già in passate consultazioni hanno
sottratto ai comunisti milioni di voti. Come risorsa estrema, settori del
regime (è la tesi sostenuta dal giornale “Novaya Gazeta”, ripresa da “Radio
Free Europe/Radio Liberty”) potrebbero addirittura tentare la strada di un vero
e proprio colpo di stato, sapendo di poter contare, come avvenne ai tempi del
sanguinoso golpe del 1993, sul sostegno dell’Occidente. La partita in gioco è
estremamente delicata: se i comunisti confermassero gli attuali sondaggi, che
li danno ampiamente in testa, potrebbero riconquistare una maggioranza
determinante alla Duma. Non solo. In un simile scenario politico, si
scatenerebbe, con esiti imprevedibili, una lotta (al momento condotta in modo
sotterraneo) senza esclusione di colpi all’interno dello stesso schieramento
governativo e delle forze centriste – caratterizzato da un precario equilibrio
- tra i fautori di un’accelerazione dei processi di integrazione della Russia
nel “nuovo ordine mondiale” ed i settori più sensibili alla difesa degli
“interessi nazionali”, sostenitori di un maggiore protagonismo della potenza
eurasiatica nello scenario mondiale. In tali condizioni di netto spostamento a
sinistra, la condotta politica dello stesso Putin sarebbe soggetta a
condizionamenti tali da riservare sorprese alla vigilia della campagna per le
elezioni presidenziali.
Già al momento dell’avvio dell’accordo sulle procedure della campagna elettorale,
sottoscritto, oltre che dai partiti partecipanti alla competizione, anche dalla
“Commissione elettorale centrale”, e definito “Patto sociale Elezioni 2003”, si
sono verificate le prime gravi violazioni a danno proprio del PCFR.
L’accordo ha avuto il suo primo “banco di prova”con lo svolgimento di una
“Fiera” propagandistica, aperta alla partecipazione di tutti i principali
partiti. Essa si è svolta alla fine d’agosto nel centro di Mosca ed è stata
visitata da decine di migliaia di cittadini. In tale occasione, il PCFR è stato
protagonista delle iniziative di gran lunga più affollate: i sondaggi,
effettuati tra i visitatori, hanno attribuito ai comunisti il 30% dei consensi
(il dato è ancor più significativo, se si considera che a Mosca il PCFR è tradizionalmente
molto debole).
Ebbene, la partecipazione dei comunisti alla “Fiera”, non è stata ripresa da
alcun canale televisivo nazionale russo. Solo l’edizione russa di “Euronews” ha
ospitato un breve servizio.
L’episodio, che non lascia certo ben sperare nel corretto svolgimento della
campagna elettorale, soprattutto nelle ultime fasi, è stato immediatamente
denunciato dal leader del PCFR Ghennadij Zjuganov in una dura dichiarazione.
M.G.
29 agosto 2003
Il presidente del CC del PCFR G.A.Zjuganov
Non si è ancora asciugato l’inchiostro, con cui i rappresentanti dei partiti,
dei movimenti, della comunità giornalistica, degli esperti di tecnologie
politiche e della “Commissione elettorale centrale” hanno firmato il “Patto
sociale Elezioni 2003”, che già assistiamo alla prima violazione dello spirito
e della lettera di tale documento.
La televisione russa, i suoi canali principali – sia quello cosiddetto
“sociale” che quello statale – hanno deciso di mantenere il silenzio in
occasione della presentazione del più forte partito del paese: il PCFR. L’unico
canale televisivo, che ha trovato il coraggio di concedere uno spazio ai
comunisti di Russia, è stato la rete “Euronews”.
In tal modo, uno dei protagonisti del processo elettorale, vale a dire il
sistema degli strumenti di informazione di massa, si schiera apertamente dalla
parte dei partiti filogovernativi, filopresidenziali, rifiutandosi di adempiere
al proprio dovere nei confronti del popolo e della società. I corrispondenti e
i redattori degli strumenti di informazione di massa sono venuti meno in
pratica all’obiettività e all’imparzialità, che dovrebbero costituire il
fondamento della loro professione.
Se ciò accade immediatamente dopo la sigla di un “patto di buone intenzioni”,
significa che ci si appresta a mettere in pratica i disgustosi metodi di
“killeraggio” televisivo, che abbiamo già dovuto subire nel 1999. Noi, e con
noi la società russa, sappiamo bene chi (Putin,
nota del traduttore) è debitore del proprio successo politico alle
tecniche di manipolazione politica utilizzate a quel tempo.
Ma la società non tollererà che si ripeta quanto accadde allora. Il popolo
della Russia è ormai immunizzato nei confronti della menzogna televisiva, e non
si riuscirà ad ingannarlo una seconda volta con la nuova edizione del “partito
del potere”.
Ricordiamo che il PCFR ha firmato il “Patto sociale Elezioni 2003” con la
precisa clausola, che contempla la creazione di reali meccanismi di controllo
dell’osservanza del trattato.
Se il Consiglio di Vigilanza del “Patto sociale” non indirizzerà al Presidente
della Federazione Russa, al Presidente della Corte Suprema della Federazione
Russa, al Procuratore Generale della Federazione Russa, ai dirigenti degli
organi di tutela giudiziaria e del Ministero della Giustizia una dichiarazione
con la richiesta di garantire effettivamente la difesa della espressione della
volontà dei cittadini, il PCFR si vedrà costretto a mettere in discussione
l’opportunità di continuare il suo lavoro nell’ambito del Consiglio stesso.
Inoltre, restiamo in attesa di una presa di posizione del Consiglio di
Vigilanza in merito a un avvenimento che mette in evidenza la mancanza di
obiettività della televisione russa.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma