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Ivan Melnikov interviene in merito alle divisioni in seno alla sinistra russa

Intervista concessa all’Agenzia d’informazione “Marketing i Consulting” il 5 settembre 2003 e ripresa dal sito internet del PCFR
http://www.kprf.ru/melnikov/articles/17913.shtml

E’definitivamente tramontata ogni possibilità che l’opposizione russa partecipi alle elezioni politiche del prossimo dicembre con una vasta coalizione unitaria di centro-sinistra.
Dopo l’improvvisa decisione di Serghey Glaziov, leader del “Congresso delle Comunità Russe” (l’organizzazione che, in passato, ebbe come esponente più rappresentativo il generale  Lebed), di concorrere con un proprio blocco elettorale, comprendente organizzazioni laburiste, della “sinistra nazionalista” e alcune personalità provenienti dall’ “establishment”, come V. Gerashenko, ex governatore della Banca Centrale, anche il PCFR insieme alla maggioranza degli esponenti dell’Unione Popolare Patriottica di Russia (UPPR), nel suo congresso del 6 settembre ha definitivamente sciolto le riserve circa la presentazione di un raggruppamento elettorale “patriottico di sinistra” con la denominazione di “Partito Comunista della Federazione Russa”. Anche il gruppo di ex comunisti di Ghennadij Selezniov, la cui scissione “di destra” ha generato il “Partito della rinascita della Russia”, si raccoglieranno, insieme all’attuale speaker del Consiglio della Federazione Mironov (leader del “Partito della pace e della concordia” e fedelissimo di Putin), in un blocco che si definisce “al di sopra della destra e della sinistra”.
La lista federale per il proporzionale, approvata dal congresso del PCFR dopo un vivace dibattito svoltosi “a porte chiuse”, è guidata dal presidente del partito Ghennadij Zjuganov ed è formata da 6 dirigenti del PCFR e da 12 personalità indipendenti o appartenenti a organizzazioni dello schieramento “patriottico”. Tra i candidati: il leader degli “agrari di sinistra” Nikolay Kharitonov, il premio Nobel per la fisica Zhores Alfiorov, il membro del Consiglio della Federazione Nikolay Kondratenko, la cosmonauta Svetlana Savitskaya, dirigenti del partito come Valentin Kuptzov e Ivan Melnikov e, a sorpresa, il presidente del Comitato Esecutivo dell’UPPR, Ghennadij Semighin, protagonista nei mesi scorsi di una durissima polemica con Ghennadij Zjuganov e l’organizzazione del PCFR di San Pietroburgo.
Il dato politicamente più significativo appare la presenza tra i 18 componenti della lista federale di Viktor Tiulkin, leader del “Partito Comunista Operaio Russo – Partito Rivoluzionario dei Comunisti”. L’accordo elettorale tra il PCFR e il PCOR-PRC (che alle scorse elezioni si presentò da solo, raccogliendo oltre 1.400.000 voti comunisti, il 2,2%, andati dispersi in virtù del sistema elettorale, e che è senz’altro la più robusta tra le organizzazioni “alla sinistra” del PCFR) è stato raggiunto alla fine dello scorso agosto. L’intesa non segna certamente il superamento delle acute divergenze ideologiche e politiche tra i due partiti comunisti russi nati dalla polverizzazione del PCUS, ma è comunque certo che il lavoro comune nel corso della campagna elettorale potrà dare un significativo impulso alla ricomposizione di un fronte unitario dei comunisti.
Come già nelle scorse elezioni, restano ancora fuori dalla coalizione Viktor Anpilov (che, provocando giustificato scandalo tra i militanti di tutte le altre organizzazioni comuniste, ha addirittura avviato, in modo spregiudicato, trattative elettorali con Zhirinovskij) e alcune personalità della “nuova sinistra”, come Boris Kagarlitskij, che, dopo essersi scagliato contro il “nazionalismo” del PCFR, con ogni probabilità finirà poi di invitare a votare per il raggruppamento di centro-sinistra di Glaziov, a cui, al momento, danno la loro preferenza anche settori militari ultranazionalisti, formazioni del tipo “Partito della potenza russa” e aree vicine alle gerarchie della Chiesa Ortodossa Russa, che rivendicano la restituzione di tutte le proprietà ecclesiastiche confiscate dopo la Rivoluzione d’Ottobre.
Alla vigilia del congresso del PCFR, il suo vicepresidente Ivan Melnikov ha rilasciato un’intervista in merito alle divisioni intervenute in seno alla sinistra russa, di cui si propone la traduzione.
M.G.

Delle prospettive del raggruppamento elettorale di S. Glaziov ha parlato, in un’intervista al nostro corrispondente I. Tarasova, il deputato alla Duma di Stato, membro della Commissione per l’Istruzione e la Scienza e vicepresidente del PCFR Ivan Ivanovic Melnikov.

D. Ivan Ivanovic, ci spieghi come il PCFR reagisce di fronte al fatto che S. Glaziov ha invitato i patrioti a riunirsi sotto la sua direzione?

R. In realtà, una forte coalizione popolare patriottica è stata creata da molto tempo, ed una sola persona se ne è allontanata: Serghey Jurevic Glaziov. Gli altri sono rimasti nell’Unione Popolare Patriottica di Russia (UPPR), nonostante le sue affermazioni che se ne sarebbero andati anche V. Iliukhin, N. Kharitonov, N. Kondratenko e molti altri. Tutti sono rimasti nella coalizione popolare patriottica. Fino all’ultimo abbiamo invitato anche S. Glaziov e ancora oggi siamo disposti ad averlo insieme a noi. Ma Serghey Glaziov ha tutte le intenzioni di creare una sua coalizione. Penso che anche voi abbiate difficoltà a individuare le organizzazioni e i partiti che sono entrati nel suo blocco. Il problema naturalmente sta nel cercare di capire perché ciò stia avvenendo. Penso che giochino un loro ruolo alcuni tratti della personalità di S. Glaziov, quali la sua grande ambizione. Inoltre, in una certa misura interviene anche l’aspirazione diretta o nascosta del Cremlino a creare, per così dire, una seconda colonna patriottica, che lavori nel campo delle forze di sinistra-patriottiche, per impadronirsi di voti che, trasformati in deputati alla Duma di Stato, costituiranno, su tutte le questioni fondamentali, un sostegno alla posizione del Cremlino.

D. Qual è il potenziale elettorale del raggruppamento di Glaziov?

R. Al momento le sue prospettive non sono ancora chiaramente definite. Spiego perché. Un raggruppamento serio non si costituisce a due-tre mesi dalle elezioni. La possibilità di superare lo sbarramento del 5% c’è solo nel caso che a Glaziov vengano concessi spazi adeguati nei mezzi di informazione di massa. Naturalmente essi verranno concessi solo a condizione che l’amministrazione del Cremlino possa avere la certezza che la maggior parte delle persone entrate in quel blocco elettorale, siano disposte a collaborare con il Cremlino nella nuova Duma di Stato. Se il Cremlino  non avrà tale certezza, non ci sarà certamente alcun sostegno politico dei “media” a tale blocco, e allora le sue possibilità di raccogliere la quantità necessaria di voti diminuirebbero in maniera rilevante.

D. In altre parole, è possibile affermare che, se a Glaziov daranno spazio nei “media”, ciò rappresenterà una sorta di segnale che tra lui e il Cremlino esistono accordi precisi?

R. Non è certo un segreto per nessuno che non viene concesso spazio televisivo al PCFR e che si fa di tutto per cancellare l’informazione su di noi. E’ evidente che il Cremlino concederà le sue reti solo a coloro, sui quali potrà fare affidamento nella futura Duma di Stato. E naturalmente converrete anche voi che si tratterebbe di un’evidente conferma che questo raggruppamento elettorale, sia nella fase attuale che dopo le elezioni, è intenzionato a collaborare con il Cremlino.

Traduzione dal russo
di Mauro Gemma