Non consentire che la Russia venga coinvolta nella guerra coloniale in IRAQ!
Dichiarazione del presidente del Partito Comunista della Federazione Russa G.A.
Zjuganov
24 settembre 2003
http://www.kprf.ru/zuganov/news/19059.shtml
Il 26-27 settembre a Camp David avrà luogo l’incontro tra i
presidenti degli USA e della Russia. Non c’è dubbio che il tema fondamentale
che verrà affrontato sarà quello riguardante la situazione in Iraq, dove si va
rafforzando la lotta popolare contro gli occupanti americani.
Cercando di sbarazzarsi dei costi politici, delle crescenti perdite umane e
delle spese finanziarie, l’America ambisce a scaricare, tramite il mandato
dell’ONU, i costi sugli alleati europei e a ricevere un contributo di “carne da
cannone” dai nuovi vassalli dell’Europa Occidentale. In questo sporco disegno
si cerca di coinvolgere anche la Russia.
All’inizio di settembre il ministro della difesa della Federazione Russa S.
Ivanov ha dichiarato pubblicamente che non è esclusa la possibilità dell’invio
di un contingente militare russo in Iraq. In precedenza Putin aveva affermato
che non c’e nulla di male nel fatto che forze internazionali in Iraq siano
poste sotto il comando americano. In tal modo si è già creato lo schema che
prevede la partecipazione dei nostri soldati alla guerra coloniale USA in Medio
Oriente.
Non molto tempo fa Putin ha dichiarato che nostri soldati non saranno inviati
in Iraq. Ma c’è da fidarsi poco di questa affermazione. Nell’estate del 2001,
al tempo della sua visita a Cuba, Putin aveva dichiarato che era necessario
rafforzare il centro di investigazione elettronica russo. Dopo due mesi venne
la decisione di chiuderlo.
Il PCFR e l’Unione Popolare Patriottica di Russia (UPPR) condannano con
decisione i piani di coinvolgimento della Russia nella guerra di rapina in
Medio Oriente, scatenata nell’interesse dei monopoli petroliferi USA, e
dichiarano che nessuna risoluzione dell’ONU potrà mai legittimare la
partecipazione della Russia alla repressione del popolo iracheno e al
saccheggio delle sue risorse naturali.
Siamo convinti che solo la stretta collaborazione della Russia con i paesi
arabi, con la Francia, la Germania, la Cina, l’India e i paesi del movimento
dei “non allineati”, che respingono il diktat degli USA negli affari
internazionali, aiuterà a trovare una via di uscita dalla crisi, attraverso la
rapida trasmissione del potere in Iraq a un governo legalmente eletto e la
cessazione dell’occupazione del paese.
Desta in noi profonda preoccupazione anche la possibilità di intese segrete tra
i presidenti degli USA e della Russia in merito ad azioni contro Cuba, la
Repubblica Popolare Democratica di Corea, l’Iran e contro la Bielorussia e il
suo stimato leader, il presidente A. Lukashenko. Esprimiamo profonda
inquietudine per il fatto che, nel corso di questo incontro, potrebbero essere
esaminate le questioni relative a un ulteriore allargamento della NATO, con
l’inclusione in questo blocco ostile alla Russia dell’Ucraina, della Moldavia,
della Georgia, dell’Azerbaigian e degli stati dell’Asia Centrale.
Il PCFR e l’UPPR seguiranno attentamente l’andamento dei colloqui di Putin
negli USA e si riservano il diritto di intraprendere le azioni necessarie,
anche nella Duma di Stato della Federazione Russa, in caso di incombente
minaccia agli interessi nazionali della Russia.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma