www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 04-10-03

Per non dimenticare


Sono trascorsi 10 anni dal sanguinoso colpo di stato in Russia, che ha permesso a Eltsin, con la complicità di tutto l’Occidente, di consolidare la controrivoluzione borghese

10 anni fa, il 4 ottobre 1993
, Boris Eltsin dava ordine ai reparti delle truppe speciali a lui fedeli, di impadronirsi del parlamento russo, in cui si erano asserragliati i deputati e moltissimi cittadini che intendevano difendere il diritto costituzionale del “Congresso dei deputati del popolo” e del “Soviet Supremo della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa” ad esercitare la propria attività legislativa. In tal modo, veniva spianata la strada a quelle modifiche istituzionali che avrebbero concesso al presidente della repubblica poteri straordinari, in grado di imporre, senza contrappesi di rilievo, le riforme tese a consolidare il processo di restaurazione capitalistica.
Nel corso del sanguinoso attacco al palazzo del parlamento, in cui sono stati utilizzati carri armati e armi pesanti, e della successiva incursione, sulle cui modalità è stato impedito di testimoniare ai pochi giornalisti occidentali che non si sono prestati a rendersi complici dell’eccidio, hanno perso la vita più di 140 persone (se ci atteniamo alle versione fornita dagli stessi massacratori).
Il tragico anniversario è passato incredibilmente inosservato nel nostro paese, mentre in Russia è stato ricordato da una serie di manifestazioni commemorative, la più importante delle quali è stata organizzata, esattamente il 4 ottobre, dal Partito Comunista della Federazione Russa insieme all’associazione che raccoglie i familiari delle vittime del colpo di stato.
Al termine dell’emozionante manifestazione, è stata approvata dai partecipanti la seguente risoluzione
M.G.

“Risoluzione del meeting, dedicato al 10° anniversario del colpo di stato del 4 ottobre 2003 nella Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa”

4 ottobre 2003

Noi, partecipanti al meeting, rappresentanti dell’opposizione di sinistra-patriottica dichiariamo che gli avvenimenti di 10 anni fa che si sono svolti qui a Mosca, sono stati tra i più tragici della storia millenaria dello stato Russo. Il capitale criminale e le sue creature - il presidente, il potere esecutivo e i vertici dell’esercito - hanno compiuto un colpo di stato: hanno calpestato la costituzione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, hanno liquidato la democrazia rappresentata dai Soviet, hanno usurpato il potere del popolo.
I giorni sanguinosi dell’ottobre 1993 con le loro centinaia di vittime innocenti hanno mostrato chiaramente a tutto il mondo la bestiale ferocia del capitalismo selvaggio che è si è affermato in Russia. Noi ci inchiniamo di fronte al ricordo dei coraggiosi difensori del Soviet Supremo. Il sangue dei caduti pulsa nei nostri cuori! Nessuno è stato dimenticato, nulla è stato dimenticato! Il futuro giudizio del popolo aspetta tutti i carnefici, gli organizzatori e gli ispiratori del colpo, gli accaniti assassini e i vili provocatori. I loro nomi sono noti e non li dimenticheremo mai. Non hanno giustificazioni e non sfuggiranno al castigo.
Oggi il potere nel nostro paese è stato privatizzato dal grande capitale. Non si riesce più a mascherare le sue mostruosità e la sua essenza antipopolare con la menzogna dei “media” venduti, con la propaganda più volgare, con l’esercito dei manutengoli asserviti.
I cittadini della Russia, di anno in anno, provano sulla propria pelle le “delizie” della trasformazione capitalistica del paese. L’economia è allo sbando. Le spese nella sfera sociale sono catastroficamente esigue e vengono ridotte in continuazione. L’aumento del costo della vita erode le miserabili elemosine del potere. Una politica cannibalesca spinge il 40% della popolazione oltre la soglia della povertà, conduce all’estinzione fisiologica del popolo. L’attuale regime criminale-oligarchico difende con zelo solo gli interessi vitali di un gruppetto di nuovi ricchi, profondamente estranei ai semplici cittadini. Ecco perché noi, come del resto la grande maggioranza della popolazione del paese, non abbiamo fiducia nei confronti del governo Putin-Kasjanov e chiediamo le sue dimissioni.
Abbiamo un obiettivo chiaro: il ristabilimento del potere del popolo del lavoro! Abbiamo un programma preciso di fuoruscita del paese dalla crisi e, giunti al potere, lo realizzeremo. Le nostre parole d’ordine sono semplici e comprensibili da tutti:
Una vita dignitosa per ogni cittadino della Russia!
La terra a chi la lavora!
Le risorse del sottosuolo devono appartenere a tutti i russi!
Non permettiamo che il potere sia nelle mani del capitale oligarchico!

La salvezza del popolo e del paese sta nella nostra vittoria alle elezioni! La Russia deve essere sovietica e socialista!

Il testo della risoluzione è apparso, a cura dell’ Ufficio stampa del PCFR, nel sito
www.kprf.ru

Traduzione dal russo
di Mauro Gemma