I comunisti russi in merito all’ “affare Khodorkovskij”
www.strana.ru - 25 ottobre 2003
Con l’avvicinarsi della scadenza elettorale, l’amministrazione presidenziale,
allo scopo di rafforzare la posizione del suo partito “Russia Unitaria”, cerca
di accreditare quell’immagine di coerenza nella lotta contro i grandi poteri
oligarchici, che aveva rappresentato il “cavallo di battaglia” di Putin nelle
elezioni politiche del 1999 e in quelle presidenziali del 2000 e che è stata
abbondantemente smentita nel corso di praticamente tutta la legislatura, in cui
il presidente e il suo esecutivo hanno tranquillamente convissuto (si pensi al
caso di Cjubais, i cui uomini imperversano nei ministeri economici e
finanziari) con le lobbies che hanno dominato la Russia nell’ultimo decennio e
che, nel governo Kasjanov, hanno sempre visto, di volta in volta, salvaguardati
i loro interessi, con un’accelerazione brusca dei processi di liberalizzazione
e privatizzazione dell’economia.
Ora, nel momento in cui sono necessari allo schieramento “centrista” al governo
“solidi” argomenti propagandistici per scongiurare definitivamente la
possibilità di un ribaltamento dei rapporti di forza alla Duma, a vantaggio dei
comunisti (da sempre fautori della guerra a tutti gli oligarchi), scoppia,
amplificato dai “media” occidentali, il “caso Khodorkovskij”, di cui anche da
noi sono stati resi noti i più “piccanti” particolari.
E’ degno di nota come questa vicenda sia servita a fornire una nuova versione
del ruolo “negativo” che svolgerebbero i comunisti nella società russa.
Diventata inservibile (almeno in Russia) la favoletta dei “comunisti che
mangiano i bambini” o dei comunisti “sciovinisti”, ci si inventa quella dei
“comunisti conniventi con le grandi oligarchie”, scoprendo che Putin
(naturalmente alla vigilia della campagna elettorale…dopo si vedrà) sta
svolgendo il ruolo di difensore degli interessi dello stato dagli assalti del
capitale straniero, quasi di restauratore del socialismo nel suo paese.
La favoletta, naturalmente, ha trovato un’eco anche nella sinistra italiana,
dove non si è ancora guariti dalla micidiale malattia che porta il nome di
“gorbaciovismo”. Va fatto notare che pare che sia proprio il gruppo dei
liquidatori dell’URSS, che si raccoglie attorno a Mikhail Gorbaciov (che,
guarda caso, ha recentemente stretto un patto d’azione elettorale proprio con
“Russia Unitaria”!) a diffondere in occidente i veleni “più efficaci” contro il PCFR.
Siamo proprio curiosi di vedere quale uso farà il regime russo della sconfitta
(sempre più probabile, dopo la gigantesca strumentalizzazione propagandistica,
amplificata dai “media”, in larghissima parte sotto controllo presidenziale)
del suo principale avversario, il PCFR (certo non lo spregiudicato Khodorkovskij,
con cui domani, dopo averlo ridimensionato, si potrà sempre trattare) e quali
vantaggi potranno derivarne ai fautori di una linea di abbandono, o anche solo
di revisione, dei processi di trasformazione capitalistica in atto in Russia.
Noi, che non abbiamo mai dimenticato il ruolo decisivo e criminale che
Gorbaciov ha avuto nella tragedia russa, ci schieriamo fin da ora dalla parte
dei pessimisti.
Per ora, ci limitiamo a fornire (attraverso la traduzione di un breve commento
di agenzia) la posizione dei comunisti russi a riguardo della vicenda, che
viene utilizzata come un’arma propagandistica contro di loro, rammaricandoci
del fatto che la loro opinione non venga mai presa in considerazione dalla
stragrande maggioranza degli strumenti di informazione della sinistra italiana.
M.G.
IL PARERE DEI COMUNISTI: “CIO’ CHE E’ ACCADUTO CON “JUKOS” E’ UN REGOLAMENTO DI
CONTI TRA DIVERSI SETTORI DEL POTERE”
Olga Bobrovskaja
Il leader dei comunisti Ghennadij Zjuganovsi è rifiutato di commentare la cattura avvenuta oggi del
capo della compagnia “JUKOS” Mikhail Khodorkovskij, precisando che su quanto è
accaduto egli si era già espresso. A suo parere, questi sono i segni di “un
sistema di capitalismo oligarchico”, quale quello che si è affermato nel paese.
A una nostra domanda ha risposto, con un suo commento, Ilja Ponomariov, capo
del centro di tecnologie informatiche del CC del PCFR.
Secondo Ponomariov, questa situazione non ha assolutamente a che vedere con il
partito comunista.
“Ghennadij Zjuganov ha già illustrato in più di un’occasione la posizione, che
esclude categoricamente che riceviamo sostegno dal sistema del capitalismo
oligarchico. Al contrario, noi riteniamo che quanto sta avvenendo in relazione
a “JUKOS” non sia uno scontro di sistema, ma una banale resa dei conti tra
diversi settori del potere. Sotto questo punto di vista noi intendiamo
affrontare quanto ora sta accadendo…”
Traduzione dal russo di Mauro Gemma