www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 27-10-03

I comunisti russi in merito all’ “affare Khodorkovskij”


www.strana.ru - 25 ottobre 2003

Con l’avvicinarsi della scadenza elettorale, l’amministrazione presidenziale, allo scopo di rafforzare la posizione del suo partito “Russia Unitaria”, cerca di accreditare quell’immagine di coerenza nella lotta contro i grandi poteri oligarchici, che aveva rappresentato il “cavallo di battaglia” di Putin nelle elezioni politiche del 1999 e in quelle presidenziali del 2000 e che è stata abbondantemente smentita nel corso di praticamente tutta la legislatura, in cui il presidente e il suo esecutivo hanno tranquillamente convissuto (si pensi al caso di Cjubais, i cui uomini imperversano nei ministeri economici e finanziari) con le lobbies che hanno dominato la Russia nell’ultimo decennio e che, nel governo Kasjanov, hanno sempre visto, di volta in volta, salvaguardati i loro interessi, con un’accelerazione brusca dei processi di liberalizzazione e privatizzazione dell’economia.

Ora, nel momento in cui sono necessari allo schieramento “centrista” al governo “solidi” argomenti propagandistici per scongiurare definitivamente la possibilità di un ribaltamento dei rapporti di forza alla Duma, a vantaggio dei comunisti (da sempre fautori della guerra a tutti gli oligarchi), scoppia, amplificato dai “media” occidentali, il “caso Khodorkovskij”, di cui anche da noi sono stati resi noti i più “piccanti” particolari.
E’ degno di nota come questa vicenda sia servita a fornire una nuova versione del ruolo “negativo” che svolgerebbero i comunisti nella società russa. Diventata inservibile (almeno in Russia) la favoletta dei “comunisti che mangiano i bambini” o dei comunisti “sciovinisti”, ci si inventa quella dei “comunisti conniventi con le grandi oligarchie”, scoprendo che Putin (naturalmente alla vigilia della campagna elettorale…dopo si vedrà) sta svolgendo il ruolo di difensore degli interessi dello stato dagli assalti del capitale straniero, quasi di restauratore del socialismo nel suo paese.

La favoletta, naturalmente, ha trovato un’eco anche nella sinistra italiana, dove non si è ancora guariti dalla micidiale malattia che porta il nome di “gorbaciovismo”. Va fatto notare che pare che sia proprio il gruppo dei liquidatori dell’URSS, che si raccoglie attorno a Mikhail Gorbaciov (che, guarda caso, ha recentemente stretto un patto d’azione elettorale proprio con “Russia Unitaria”!) a diffondere in occidente i veleni  “più efficaci” contro il PCFR.

Siamo proprio curiosi di vedere quale uso farà il regime russo della sconfitta (sempre più probabile, dopo la gigantesca strumentalizzazione propagandistica, amplificata dai “media”, in larghissima parte sotto controllo presidenziale) del suo principale avversario, il PCFR (certo non lo spregiudicato Khodorkovskij, con cui domani, dopo averlo ridimensionato, si potrà sempre trattare) e quali vantaggi potranno derivarne ai fautori di una linea di abbandono, o anche solo di revisione, dei processi di trasformazione capitalistica in atto in Russia.
Noi, che non abbiamo mai dimenticato il ruolo decisivo e criminale che Gorbaciov ha avuto nella tragedia russa, ci schieriamo fin da ora dalla parte dei pessimisti.

Per ora, ci limitiamo a fornire (attraverso la traduzione di un breve commento di agenzia) la posizione dei comunisti russi a riguardo della vicenda, che viene utilizzata come un’arma propagandistica contro di loro, rammaricandoci del fatto che la loro opinione non venga mai presa in considerazione dalla stragrande maggioranza degli strumenti di informazione della sinistra italiana.
M.G.


IL PARERE DEI COMUNISTI: “CIO’ CHE E’ ACCADUTO CON “JUKOS” E’ UN REGOLAMENTO DI CONTI TRA DIVERSI SETTORI DEL POTERE”

Olga Bobrovskaja

Il leader dei comunisti Ghennadij Zjuganovsi è rifiutato di commentare la cattura avvenuta oggi del capo della compagnia “JUKOS” Mikhail Khodorkovskij, precisando che su quanto è accaduto egli si era già espresso. A suo parere, questi sono i segni di “un sistema di capitalismo oligarchico”, quale quello che si è affermato nel paese.
A una nostra domanda ha risposto, con un suo commento, Ilja Ponomariov, capo del centro di tecnologie informatiche del CC del PCFR.
Secondo Ponomariov, questa situazione non ha assolutamente a che vedere con il partito comunista.
“Ghennadij Zjuganov ha già illustrato in più di un’occasione la posizione, che esclude categoricamente che riceviamo sostegno dal sistema del capitalismo oligarchico. Al contrario, noi riteniamo che quanto sta avvenendo in relazione a “JUKOS” non sia uno scontro di sistema, ma una banale resa dei conti tra diversi settori del potere. Sotto questo punto di vista noi intendiamo affrontare quanto ora sta accadendo…”

Traduzione dal russo di Mauro Gemma