Da “Molnija” novembre 2003
traduzione dal russo a cura del Ccdp
Appello dei minatori di Belaja Kalitva
ai minatori di Shachta e
Novoshachtinsk e a tutti i cittadini della regione di Rostov
COMPAGNI! Nella città di Belaja Kalitva dal 1996 sono state chiuse 7 miniere
delle 8 esistenti. La disoccupazione in città raggiunge l’80%. La nostra città
è al primo posto nella regione per mortalità e tossicodipendenza. Sono stati
rubati centinaia di miliardi di rubli elargiti dal FMI per la creazione di
posti di lavoro. Nel 1999 noi abbiamo presentato all’amministrazione del
premier Stepashin i documenti, 120 pagine, che testimoniavano il furto da parte
dell’amministrazione della città della tranche di 62 miliardi destinata ai
minatori. Negli anni 1999-2000 ci siamo più volte rivolti a V.Putin, ma il
governatore della regione di Rostov V. Ciub ogni volta con il suo potere
chiudeva le inchieste.
Per questo abbiamo deciso di promuovere l’iniziativa per organizzare nella
nostra regione un movimento politico-sociale panrusso “Per la difesa sociale
dei minatori”. Noi dobbiamo sormontare la passività della gente; la sua
riluttanza ad opporsi ad un gruzzolo beffeggiante di arroganti, che ha
arraffato tutte le ricchezze del paese, poiché è stato superato quel limite
dopo il quale la passività diventa reato, dato che si tratta del destino dei
nostri figli, del futuro del nostro paese.
Una tra le prime nostre pretensioni è l’immediata restituzione del denaro e
l’organizzazione con questo posti di lavoro per i minatori. L’immancabile
procedere contro gli autori dell’indebita appropriazione della tranche con
responsabilità penali, incominciando dai dirigenti della regione fino ai
dipendenti del ministero. Basta sopportare
il banditismo senza limiti del potere. Oggi sono con noi artisti,
scienziati, tutta l’intellighenzia, con il popolo è il nostro esercito. I
democratici si sono nascosti dietro gli scudi dei reparti speciali.
Noi vediamo l’impotenza del potere, la sua bancarotta, esso non è in grado di
opporre resistenza alla criminalità nel paese. La nostra forza è nell’unità. Se
saremo uniti il potere sarà costretto a delle concessioni, conscio di non poter
resistere al popolo. A giudicare dalle riforme nell’ambito del patrimonio
edilizio popolare, dell’energetica, delle ferrovie, Putin promuove una politica
antipopolare, noi siamo cacciati nell’angolo, noi non abbiamo scelta.
CARI COMPAGNI! Noi ci rivolgiamo a VOI per chiedervi sostegno, chiediamo a
tutti di partecipare nell’organizzazione del movimento “Per la difesa sociale
dei minatori”, nella raccolta di firme per le nostre rivendicazioni rivolte al
presidente V.Putin. Senza lotta non c’è vittoria. Ricordiamoci dei nostri
figli, gettati da noi in pasto ai lupi-democratici. Oggi per la tranche tutto
il paese paga i debiti, per questo non è solo una questione dei minatori, ma di
tutta la popolazione della regione. Ed allora facciamo il nostro dovere.
Solo la partecipazione di ognuno di noi nel movimento organizzato e di massa di
protesta attiva darà la possibilità di creare quella insuperabile slavina, che
in modo pacifico spazzerà via il potere dei ladri, dei distruttori e instaurerà
il potere dei lavoratori.
Gruppo d’iniziativa
Belaja Kalitva, regione Rostov