Lettera aperta di G. Zjuganov al presidente della Federazione Russa
1 dicembre 2003 - Ufficio stampa del Comitato Centrale del PCFR
http://www.kprf.ru/385833
A pochi giorni dalle elezioni politiche in
Russia, è sicuramente opportuno far conoscere il contenuto della lettera
aperta, indirizzata dal presidente del Partito Comunista della Federazione
Russa al presidente Vladimir Putin e diffusa in tutto il mondo, nella quale si
denuncia il carattere truffaldino dell’imminente consultazione, i cui risultati
saranno sicuramente condizionati dalle discriminazioni e dalle intimidazioni
anticomuniste attuate durante la campagna elettorale e dai massicci brogli,
dati per scontati nel corso dello scrutinio delle schede.
M.G.
Al Presidente della Federazione Russa
V.V. Putin
Signor Presidente!
E’ ormai chiarissimo a tutti che le elezioni parlamentari del prossimo 7
dicembre non saranno corrette e neppure libere. Si sta realizzando una
manipolazione spudorata dell’opinione pubblica, si sta preparando una palese
falsificazione dei risultati delle elezioni.
La società sta seguendo disgustata il torrente di menzogne e di calunnie che
sgorga da una televisione controllata completamente dalla Sua amministrazione.
Goebbels impallidirebbe di fronte a ciò che inventano i dirigenti dei canali
televisivi statali Dobrodejev e Ernst. Il potere non è capace di condurre una
competizione corretta con il blocco elettorale del PCFR. Noi presentiamo un
programma per la rinascita della Russia, mentre il partito del potere appare
intenzionato a continuare a saccheggiarla. Non ha nulla da dire agli elettori.
Di qui il vergognoso rifiuto di “Russia Unitaria” di partecipare ai dibattiti
televisivi! Si capisce che, dopo il cumulo di leggi distruttive che ha
approvato “Russia Unitaria”, essa non può certo mantenere intatto il sostegno
degli elettori. Perciò, si punta a fare in modo che, attraverso la menzogna e
le calunnie più rabbiose, di tale sostegno venga privata la principale forza
dell’opposizione, il PCFR.
Ma la povertà di spirito dei Suoi collaboratori, che si sono mobilitati in
questa campagna, si manifesta anche nei loro sforzi tesi a diffamare
l’opposizione. E’ così caduta miseramente l’accusa a “Rosagropromstroy”
relativa a presunti abusi e finanziamenti al PCFR. Sono crollate le accuse
avanzate al PCFR di essere “amico” di Berezovskij, dal momento che tutti sanno
bene che questo anticomunista patentato è stato l’iniziatore della costruzione
del Suo partito “Unità” e l’organizzatore della Sua elezione al posto di
presidente. Hanno pure perso vigore le accuse al PCFR di avere rapporti con gli
oligarchi, poiché è da tempo noto che il fondo elettorale del partito del
potere ammonta a più di un miliardo di rubli, vale a dire dieci volte di più di
quello del PCFR. Da dove arrivano questi soldi al partito del potere? Dal
bilancio dello stato? Oppure da quello degli oligarchi?
In questo momento, come nei peggiori tempi dello “eltsinismo”, contro
l’opposizione si fa ricorso senza scrupoli agli strumenti di pressione
amministrativa. Decine di governatori, ministri e sindaci, candidati nelle
liste di “Russia Unitaria”, si sono messi formalmente in congedo. Ma non sono
andati in congedo i loro apparati, che impediscono in ogni modo che possano
svolgersi incontri con gli elettori dei candidati dell’opposizione, appongono i
sigilli alle sale, tolgono l’elettricità, minacciano gli elettori.
La “Commissione elettorale centrale”, guidata da Vesnjakov, non svolge il suo
compito e non interviene neppure per impedire gli innumerevoli episodi di
flagrante violazione della legge. I tribunali, senza ribellarsi, cancellano i
nostri candidati dalle liste elettorali. Perché si oppongono così tenacemente
alla partecipazione alle elezioni dell’ex procuratore generale Ju. I. Skuratov?
Non è forse perché, nel procedere alla sua illegale destituzione, un ruolo non
insignificante lo ha giocato proprio quel FSB, che Lei guidava a quel tempo? E
dopo ciò che è successo, Lei se ne va dai Suoi amici occidentali per
convincerli che si sta edificando la democrazia in Russia. Ma se questa è la
democrazia, che cosa sono allora l’autoritarismo e l’assenza della legalità?
Poiché non ci si fida abbastanza delle menzogne e delle minacce, non senza il
Suo benestare, si sta preparando la falsificazione dei risultati elettorali.
Già si fa sapere che “Russia Unitaria” otterrà dal 35% al 40% dei voti. Un
partito che esiste da poco tempo, che ha fatto passare leggi antipopolari, noto
solamente per il fatto che appoggia il presidente e che dal presidente viene
sostenuto. Vi sostenete l’un l’altro, per non cadere, dal momento che i
sondaggi vengono con ogni evidenza gonfiati. Shaymiev, nelle precedenti
elezioni, ci ha scippato 600.000 voti. E’ stato dimostrato in sede giudiziaria.
E tuttavia, Shaymiev è alla testa di “Russia Unitaria”. Che cos’è, se non un
segnale che ci si sta apprestando alle abituali falsificazioni?
Noi consideriamo tutte queste bugie dei sondaggi, come il preludio ad una
falsificazione su vasta scala dei risultati elettorali. A tutti, ed anche a
Lei, è ben noto che il PCFR è appoggiato da più di un terzo degli elettori. Se
nutre qualche dubbio, chieda gli ultimi dati ai Suoi servizi speciali. E
l’appoggio alle forze patriottiche è ancora più grande. Noi non abbiamo alcun
dubbio che il potenziale del PCFR sia superiore al 50%. Ci conceda solo un
quarto dello spazio televisivo che viene concesso al partito del potere,
compreso Zhirinovskij, e se ne convincerà subito. Ma è proprio sull’ “impero
delle menzogne” che domina il potere. E’ per questa ragione che i centri
televisivi vengono tenuti sotto sorveglianza più strettamente di qualsiasi
reattore nucleare.
Noi, naturalmente, comprendiamo che ciò che sta succedendo non è certo opera
dell’iniziativa autonoma di un gruppo di funzionari. Senza ombra di dubbio, le
loro azioni hanno la Sua piena approvazione. Lo scopo è evidente.
L’instaurazione di un regime di potere personale. Ci si propone di spingere la
Russia in un angolo remoto, facendone un’appendice dell’oligarchia mondiale, e
trasformando il parlamento in un ufficio della Sua amministrazione, sotto la
direzione di mediocri funzionari.
Sarebbe ora, però, di preoccuparsi delle conseguenze di lungo periodo. Non
dimentichi mai che, sempre e dovunque, il bonapartismo finisce. Non deve
pensare che il potere, in Russia, possa far affidamento a lungo sui bugiardi di
professione e su una folla di cortigiani ingordi e inaffidabili, che transitano
da un partito del potere all’altro e che oggi si raccolgono in “Russia
Unitaria”. Essi hanno già venduto tutti i regimi che hanno servito. Venderanno
anche Lei. Dia loro solo il tempo.
Le dichiaro che abbiamo dato indicazione ai nostri sostenitori di recarsi alle
urne, esercitando il più rigido controllo sui risultati. I nostri osservatori
non se ne andranno dai seggi, prima di avere ricevuto copia dei verbali. I
nostri sostenitori sono pronti a presidiare i seggi, nel caso venga violata la
legge. I presidenti delle commissioni elettorali, qualora si rifiutassero di
consegnare copia dei verbali, verranno da noi considerati come criminali senza
limite di prescrizione. Se si dovesse verificare una falsificazione delle
elezioni, metteremmo in dubbio la loro legalità, con tutte le conseguenze che
ne derivano.
Si capisce che, con questa lettera, io non spero certo di ricondurLa sul
cammino della virtù. A tal proposito, non nutro alcuna illusione. Lei ha
promesso al paese di “annientare” i banditi, ma in realtà sta cercando di
annientare l’opposizione patriottica. Ma sono obbligato a metterLa in guardia. E’
mio preciso dovere di fronte a milioni di cittadini della Russia, che ormai da
oltre dieci anni stanno soffrendo a causa di un capitalismo criminale e di una
burocrazia vorace. E’ mio dovere anche di fronte all’opinione pubblica
mondiale, che guarda con preoccupazione e sconcerto a quanto sta accadendo in
Russia.
Le bugie hanno le gambe corte. Con esse non si va lontano!
Il presidente del PCFR
G. A. Zjuganov
Traduzione dal russo di Mauro Gemma