I risultati quasi definitivi delle elezioni politiche in Russia
fonte: www.gazeta.ru
Alle h. 10,00 (8,00 in Italia) la “Commissione elettorale centrale” della
Federazione Russa ha fornito i dati relativi allo scrutinio del 90,58% delle
schede delle elezioni svoltesi domenica 7 dicembre.
Avrebbe votato neppure la metà degli iscritti alle liste elettorali.
Per la parte di seggi attribuiti con il sistema proporzionale e sbarramento al
5%, passerebbero solo 4 blocchi elettorali:
- “Russia Unitaria” – 36,84% (al di sopra delle aspettative, anche se è
praticamente la stessa percentuale raccolta, nel 1999, dai due partiti che in
seguito vi sono confluiti, “Unità” di Putin e “Patria-Tutta la Russia” del
sindaco di Mosca, Luzhkov);
- PCFR – 12,74% (rispetto a oltre il 24% del ’99);
- Partito liberal-democratico di V. Zhirinovskij – 11,8%;
- Blocco “Rodina” (Patria) – 9,02%.
Seguono, sotto il 5%, il partito social-liberale “Mela” – 4,3% e
l’ultraliberista “Unione delle Forze di Destra” – 3,9% (curiosamente di gran
lunga i primi tra gli elettori russi residenti negli USA), che ben
difficilmente riusciranno a conquistare molti seggi nella parte uninominale e
che rischiano così di quasi scomparire dal parlamento.
Certamente disastrosa appare la sconfitta del PCFR, che ha pagato il travaso
massiccio di suoi voti, in parte minima sull’estrema destra del “Bossi” russo,
Zhirinovskij (oggi tra i più fedeli alleati di Putin, che ha già dichiarato
questa notte di voler appoggiare il governo di “Russia Unitaria”) e,
soprattutto sul blocco “Rodina” formato, tre mesi fa, con l’appoggio evidente
dell’amministrazione presidenziale, da settori dell’Unione Popolare Patriottica
di Russia, prima alleati del PCFR, da esponenti presi in prestito dalla stessa
“Russia Unitaria”, da piccoli gruppi socialisti (alcuni di provenienza
trotskista, come il piccolo Partito Russo del Lavoro), da esponenti del KGCP (i
protagonisti del tentativo di colpo di stato dell’agosto 1991), come il
generale Varennikov, e da settori clericali e di destra estrema, antisemita e
nazista (una sorta di asse rosso-bruno, che, in campagna elettorale, ha
auspicato anche una soluzione estrema della questione cecena).
Il successo di “Rodina”, che (anche per ricambiare il massiccio sostegno
ricevuto in campagna elettorale dal “partito del potere”, per il ruolo di
disturbo svolto nei confronti del PCFR) ha subito dopo le elezioni dichiarato
la sua disponibilità a collaborare con Putin, e i cui sostenitori sono scesi
nelle strade a festeggiare insieme a quelli di “Russia Unitaria”, sembra
comunque da attribuirsi soprattutto alla presentazione di un programma
elettorale di aperta critica al corso del governo Kasjanov e di rivendicazione
di un ruolo essenziale dello stato nella gestione dell’economia e nella
definizione di una politica estera da grande potenza.
In attesa di dare avvio al dibattito, che si annuncia molto vivace, per
chiarire le cause politiche del disastro elettorale, il presidente del PCFR ha
rilasciato una dichiarazione (di cui, nelle prossime ore, verrà fornita la
traduzione), in cui si lancia l’allarme per il clima di “fascistizzazione” che
si starebbe per instaurare nel paese, in ragione della eclatante vittoria del
presidente e della natura “antidemocratica” delle alleanze, con cui Putin si
troverà a fare i conti.
Non si può neppure, in questa occasione, tacere il ruolo importante che, nel
determinare il crollo del PCFR, hanno giocato le discriminazioni, le
intimidazioni, le pressioni di ministeri, governatorati e apparati dello stato,
la vergognosa campagna di insulti e diffamazioni condotta da oltre il 90% dei
“mass media”che ha dovuto subire questo partito (una dura denuncia dell’operato
delle autorità russe nei confronti del PCFR, del resto, è stata avanzata anche da
molti osservatori internazionali); al momento delle elezioni e dello scrutinio,
hanno influito anche i massicci brogli e frodi, che il sito internet dei
comunisti ha denunciato per tutta la notte, verificando clamorose differenze
tra i dati ufficiali e i conteggi paralleli effettuati dalle centinaia di
migliaia di scrutatori e osservatori del PCFR. Nella stessa capitale, Mosca, il
locale segretario comunista Kuvajev ha denunciato la presentazione, in decine
di seggi della città, di innumerevoli certificati di persone decedute.
(a breve seguirà maggior documentazione)
8 dicembre 2003
Mauro Gemma