www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 17-12-03

“Non siamo ne’ di destra ne’ di sinistra, ma, secondo i parametri europei, il nostro orientamento puo’ definirsi socialdemocratico”

Conferenza on-line di Serghey Glazjev, leader di “Rodina”
http://online.izvestia.ru/archive.pl

Proponiamo la traduzione di due delle risposte fornite da Serghey Glazjev (che, in precedenza, aveva annunciato che il suo gruppo parlamentare è ora il terzo per dimensioni, dopo aver raccolto l’adesione di  50 deputati), nel corso della  conferenza in rete organizzata dal sito internet del quotidiano “Izvestia”.

D. Come posiziona il blocco “Rodina” nella mappa politica: è socialdemocratico, patriottico di sinistra, patriottico di destra, o contemporaneamente estende la sua influenza su tutti questi tre settori? Se è così, non emerge forse la possibilità di scissioni all’interno del blocco?

R.
Non è un caso che il nostro blocco si chiami Unione popolare-patriottica “Rodina”. Intendiamo unire la società sulla base della difesa dei nostri interessi nazionali comuni, realizzando il programma di azione “per la giustizia sociale e la crescita economica”.

Gli obiettivi e i compiti della nostra attività, fissati nel patto del blocco “Rodina” con gli elettori, rispondono agli interessi e alle aspirazioni della parte di gran lunga più rilevante della società. Noi non vogliamo dividere la gente in “destra” e “sinistra”. Siamo convinti che questi concetti nella nostra vita politica hanno perso ogni reale significato. In particolare, i veri esponenti della destra, che, coerentemente con la tradizione russa, sono sostenitori di un sano conservatorismo, che aspirano alla restaurazione delle tradizioni russe di grande potenza, si schierano con noi, e non con l’ “Unione delle forze di destra” (gli ultraliberisti “occidentalisti”, ndt). Ad esempio, noti politici e filosofi come Baburin, Narocnizkaja, Krutov (che si batte per la restituzione al clero ortodosso delle proprietà confiscate dalla rivoluzione socialista, ndt).

Stanno con noi anche autentici uomini “di sinistra” come Varennikov (esponente del KGCP dell’agosto 1991, ndt), Rodionov e altri. Intendiamo unire la società sulla base di una politica concreta, della crescita economica, del miglioramento del benessere della gente, della difesa degli interessi nazionali del paese. Secondo i parametri del sistema europeo, questo orientamento può essere definito socialdemocratico. E naturalmente, patriottico, perché si basa su una precisa comprensione degli interessi del paese e di ogni cittadino della Russia.

D. Il Suo rapporto con il PCFR e personalmente con Ghennadij Zjuganov. Quali sono le prospettive del PCFR e, secondo Lei, in quel partito sono presenti forze in grado di attuare una modernizzazione?

R.
Fino a ieri il PCFR era l’unico partito parlamentare, che adempiesse a tutti gli impegni presi con gli elettori e che difendesse gli interessi nazionali nella politica economico-sociale. Sono sicuro che il blocco “Rodina” e il PCFR si intenderanno sulle questioni essenziali del lavoro legislativo. Personalmente, auguro di cuore a Ghennadij Zjuganov un fruttuoso lavoro anche in futuro e sono convinto che indicherà le decisioni corrette ai fini del superamento della complessa situazione, emersa dopo le elezioni parlamentari.

Traduzione dal russo di Mauro Gemma