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Ha sorpreso Kharitonov


di Elena Shishkunova
www.gazeta.ru  - 15 marzo 2004

Con il 98,1% delle schede scrutinate, le elezioni presidenziali russe del 14 marzo hanno ormai dato il loro verdetto. Con una partecipazione al voto del 61,2% degli aventi diritto, il presidente uscente Vladimir Putin raccoglie ben il 71,2% dei consensi, confermando le previsioni della vigilia che lo davano come sicuro vincitore. A distanza lo seguono tutti gli altri candidati. Una certa sorpresa ha destato il risultato ottenuto dal candidato del Partito Comunista della Federazione Russa, Nikolay Kharitonov: personaggio di secondo piano, accreditato dai sondaggi di un 4-6% dei voti, ha ottenuto invece il 13,8%, superando così il 12,7% realizzato dai comunisti alle elezioni politiche del 7 dicembre 2003 e segnando una “rimonta”, che testimonia almeno dell’efficacia del radicamento organizzativo del PCFR e dell’esistenza di un suo “zoccolo duro”, che è difficile intaccare. Il “socialista” Glazjev si ferma al 4,1%, dimezzando i voti raccolti dal suo raggruppamento “Rodina” alle elezioni politiche e pagando la grave crisi che il nuovo blocco di centro-sinistra sta vivendo, dopo la decisione dell’altro suo leader, Dmitrij Rogozin, e della maggioranza del gruppo parlamentare di “scaricare” Glazjev, per orientare il proprio voto direttamente su Putin. In caduta libera appare il partito dell’ultranazionalista Zhirinovskij che, attorno al suo candidato Malyshkin, raccoglie appena il 2% di suffragi. Si conferma infine la grave crisi dello schieramento neoliberista, la cui candidata, Irina Khakamada ottiene solo il 3,8%.
Come primo commento al risultato delle presidenziali russe, si propone la traduzione di alcune dichiarazioni, rilasciate “ a caldo” al sito “indipendente” “Gazeta.ru”.
M.G.
 

La vittoria di Putin non ha sorpreso nessun politologo. Hanno invece stupito altre cose: Il rilevante risultato di Nikolay Kharitonov, l’attivismo dell’elettorato di protesta e il carattere democratico delle elezioni.
La prima vice-speaker della Duma di Stato Liubov Sliska è soddisfatta per i risultati delle elezioni. “I risultati testimoniano che il presidente ha vinto in modo convincente, e che gli elettori gli hanno rinnovato la fiducia per altri quattro anni. E’ del tutto evidente che non ci sarà bisogno di un secondo turno”. Ma, nonostante tutto, secondo Sliska, c’è stato qualcosa di inatteso, dal momento che ci si aspettava una più alta partecipazione al voto. Una sorpresa si è rivelato il candidato Nikolay Kharitonov che, a suo avviso, ha ricevuto una quantità abbastanza rilevante di voti.
Il compagno di partito di Sliska, Jurij Volkov, dirigente del Comitato Centrale Esecutivo di “Russia Unitaria”, è convinto che “nelle attuali elezioni presidenziali, il paese abbia fatto un altro fondamentale passo in avanti sulla strada della democrazia”.

“Indubbiamente, le elezioni hanno dimostrato che la democrazia nel nostro paese è diventata più matura. La gente capisce che è venuto il tempo, in cui dal voto di ciascuno dipende realmente il futuro del paese e, di conseguenza, anche di ogni cittadino”, ha affermato con soddisfazione. A suo parere, “i russi hanno votato per la stabilità e la prosperità del paese, per lo sviluppo della società civile, per la prosecuzione di ponderate e necessarie trasformazioni economiche e sociali”.
Il leader del gruppo parlamentare “Rodina”, Dmitrij Rogozin, non è stato per nulla sorpreso dalle elezioni. Putin, a suo avviso, ha solo “migliorato le proprie posizioni in rapporto alle precedenti elezioni presidenziali di quattro anni fa”. Il buon risultato di Kharitonov, inoltre, induce a riflettere. “L’alta percentuale di sostegno a Kharitonov sta ad indicare che nel paese una parte significativa della popolazione vive molto male, non fa affidamento sul proprio futuro, rimane in attesa della scomparsa definitiva delle conseguenze del capitalismo oligarchico in Russia”, - ha sottolineato Rogozin.

Del fatto che non si andasse al secondo turno era convinto anche il politologo Gleb Pavlovskij. “Putin, questa volta, ha raccolto i voti di tutti gli strati intermedi della popolazione. E’ una grande forza. Ad essa fa riferimento circa il 40% dei russi”,- ha constatato, aggiungendo che a favore di Putin ha votato una parte degli elettori di Javlinskij e di Zjuganov. A parere di Pavlovskij, negli ultimi quattro anni, l’elettorato di Putin è ringiovanito, e i cittadini istruiti in età lavorativa ne costituiscono la componente principale”.

(…)
Secondo il presidente del fondo “Politika”, Vjaceslav Nikonov, le elezioni sono state “abbastanza democratiche”. “La consultazione, in linea di massima, si è svolta normalmente, ma ci saranno sempre persone che diranno che non è stato così”,- ha dichiarato ad “Interfax”. “Se si cerca la perfezione nelle procedure elettorali, allora c’è da dire che la Russia non è ancora pronta. Pur tuttavia, in Russia le elezioni si svolgono in modo più democratico che nella maggior parte dei paesi che conosco”- ha aggiunto (…)

Traduzione dal russo di Mauro Gemma