Lettera a Liberazione
La tragedia di Beslan
Caro Direttore,
commentare quanto accaduto a Beslan è sicuramente un compito ingrato. Grande il
rischio di farsi sopraffare dalle emozioni. Nonostante questo, occorrerebbe
tentare di individuare con lucidtà i maggiori responsabili e le dinamche alla
base di questo massacro. Che ci sia stata improvvisazione da parte dei servizi
di sicurezza russi è sotto gli occhi di tutti. Così come i limiti dell’intera
gestione. Quello che non si può davvero sostenere è che alla base di fatti
sanguinosi come Beslan od il teatro Dubrovka vi sia la politica di Putin e
dell’esercito russo in Cecenia.
La domanda è:
Chi ha interesse a destabilizzare l’intero Caucaso per imporre i propri disegni
egemonici sul piano economico e geopolitico, come già accaduto nei territori
della ex-Jugoslavia?
Chi ha interesse a staccare la Cecenia dalla Russia con ogni mezzo, compreso il
finanziamento di gruppi islamici radicali?
Chi ha interesse ad indebolire in prospettiva la Russia (altro che alleanza!)?
Gli Stati Uniti e la Nato, già presenti in Azerbaigian e Georgia.
Gli stessi che hanno finanziato gli estremisti islamici in Bosnia-Erzegovina
(il “democratico” Izetbegovic) e l’Uck in Kosovo, portato i Talebani a Kabul e
sostenuto i “moderati” sauditi almeno fino all’11 settembre. Gli stessi che
stanno tentando di penetrare militarmente nel cuore del Medio Oriente e
dell’Asia. Non è il “cinico” Putin il responsabile del bagno di sangue di
Beslan, ma chi non bada a spese per imporre i propri disegni di egemonia
mondiale. A ben altri soggetti Prodi, fido paladino della Nato, dovrebbe
chiedere spiegazioni…
Marcello Graziosi (Modena)