www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 07-09-04

Lettera a Liberazione

La tragedia di Beslan


Caro Direttore,
commentare quanto accaduto a Beslan è sicuramente un compito ingrato. Grande il rischio di farsi sopraffare dalle emozioni. Nonostante questo, occorrerebbe tentare di individuare con lucidtà i maggiori responsabili e le dinamche alla base di questo massacro. Che ci sia stata improvvisazione da parte dei servizi di sicurezza russi è sotto gli occhi di tutti. Così come i limiti dell’intera gestione. Quello che non si può davvero sostenere è che alla base di fatti sanguinosi come Beslan od il teatro Dubrovka vi sia la politica di Putin e dell’esercito russo in Cecenia.

La domanda è:
Chi ha interesse a destabilizzare l’intero Caucaso per imporre i propri disegni egemonici sul piano economico e geopolitico, come già accaduto nei territori della ex-Jugoslavia?
Chi ha interesse a staccare la Cecenia dalla Russia con ogni mezzo, compreso il finanziamento di gruppi islamici radicali?
Chi ha interesse ad indebolire in prospettiva la Russia (altro che alleanza!)?

Gli Stati Uniti e la Nato, già presenti in Azerbaigian e Georgia.
Gli stessi che hanno finanziato gli estremisti islamici in Bosnia-Erzegovina (il “democratico” Izetbegovic) e l’Uck in Kosovo, portato i Talebani a Kabul e sostenuto i “moderati” sauditi almeno fino all’11 settembre. Gli stessi che stanno tentando di penetrare militarmente nel cuore del Medio Oriente e dell’Asia. Non è il “cinico” Putin il responsabile del bagno di sangue di Beslan, ma chi non bada a spese per imporre i propri disegni di egemonia mondiale. A ben altri soggetti Prodi, fido paladino della Nato, dovrebbe chiedere spiegazioni…

Marcello Graziosi (Modena)