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Gli ostaggi della scuola in Russia: chi è il responsabile di
tante morti?
06/09/2004
Peter Franssen
Durante gli ultimi 25 anni, gli Stati Uniti hanno utilizzato alcuni fondamentalisti
religiosi in parecchie guerre sporche.
L’uomo alla base di questa strategia è Zbigniew Brzezinski. Nel luglio del 1979
è l’allora consigliare nazionale alla sicurezza e persuade il presidente Jimmy
Carter ad incastrare l’Unione Sovietica nella trappola di una guerra di lunga
durata. Il governo afgano si avrebbe sicuramente fatto appello all’Unione
Sovietica se si fosse scontrato con una forte opposizione militare interna,
ritiene Brzezinski. E’ per questo che gli USA organizzano questa opposizione,
la addestrano e la dotano di un armamento moderno. E quello che Brzezinski
aveva previsto si avverò. L’Unione Sovietica invia decine di migliaia di
soldati in Afghanistan, per poi ritirarsi dieci anni più tardi, indebolita e
demoralizzata.
Gli americani hanno applicato questa strategia una seconda volta in Bosnia
negli anni ‘90. Un rapporto del Parlamento americano ha affermato quanto segue:
“Gli Stati Uniti hanno trasformato la
Bosnia in una base islamica militante dove vengono addestrati migliaia di
Mujaheddin.” Lo scopo ed il risultato, in questo caso, è la distruzione
della Jugoslavia.
Dal 1991, gli americani seguono la stessa strategia in Cecenia. Qui, la
strategia deve condurre all’esplosione del Caucaso ed all’indebolimento della
Russia.
Zbigniew Brzezinski, attualmente, è co-presidente del Comitato americano per la
pace in Cecenia, un comitato che dice di lottare per la pace in Cecenia, ma
che, in realtà, determina la strategia di guerra degli USA nel Caucaso. L’altro
co-presidente è Alexander Haig, un generale di estrema destra. Brzezinski è
anche, e non è un caso, un consigliere lautamente pagato della società
petrolifera BP-Amoco. La Cecenia si trova nel cuore del Caucaso, una regione
ricca di petrolio e di gas. È attraversata dalle condotte di gas e di petrolio
che collegano il Mare Caspio al Mare Nero.
La Cecenia è importante a causa del petrolio, ma anche per la sua posizione
strategica. Nel passato, l’Europa occidentale ha considerato la regione come
una testa di ponte per fare esplodere la Russia da sud. Dopo la rivoluzione
comunista del 1917, è di là che le truppe francesi e britanniche si sono
dirette verso Mosca. Nel 1942, la Germania nazista ha occupato una parte della
Cecenia per aprire da lì un secondo fronte. Se gli Stati Uniti arrivassero a
staccare la Cecenia dalla madre-patria, sarebbe un duro colpo per la Russia che
ha perso già l’Estonia, la Lettonia e la Lituania nel nord, l’Ucraina, la
Bielorussia e la Moldavia ad ovest, la Georgia e l’Azerbaigian a sud-ovest, e
le cinque repubbliche dell’Asia centrale.
Un massacratore “coraggioso e degno di elogi”
L'uomo che ha organizzato la presa di ostaggi nella scuola di Beslan la
settimana scorsa è Chamil Bassaïev. Nel 1991, con un mitra ed alcune granate in
mano, lo troviamo al fianco del futuro presidente della Russia, Boris Eltsin,
all’epoca del colpo di stato condotto da quest’ultimo, che porterà alla
frantumazione dell’Unione Sovietica. Più tardi, la CIA (i servizi segreti
americani) fa passare Bassaïev per i suoi campi di addestramento in Afghanistan
ed in Pakistan. L’uomo qui riceve la visita del ministro della Difesa
pakistano, Aftab Shahban Mirani, del ministro degli Interni Naserullah Babar e
del capo dei servizi segreti pakistani, Javed Ashraf. Tre generali che
collaborano strettamente con la CIA e che sono gli organizzatori del sostegno
fondamentalista alla ribellione cecena.
Chamil Bassaïev è in Cecenia dal 1995. È l’autore di parecchi orribili atti di
terrore, come il raid contro la città di Budennovsk. Qui prende 1.500 malati in
ostaggio, in un ospedale. 147 di essi perderanno la vita. Il maggiore americano
Raymond Finch descrive questo crimine nella rivista ufficiale dell’esercito
USA, il Military Review del giugno 1997, e ne trae questa conclusione: “I metodi utilizzati da Bassaïev sono
crudeli e violano le leggi della guerra. Ma se consideriamo queste azioni alla
luce del lotta cecena per l’indipendenza, allora appaiono come coraggiose e
degne di elogi.” Quello stesso uomo coraggioso e degno di elogi ha di
nuovo sulla coscienza la morte di centinaia di bambini.
La citazione del maggiore non è un lapsus di un militare isolato. All’inizio di
agosto di quest’anno, Brzezinski stesso fa sapere che gli Stati Uniti
accorderanno l’asilo ad Ilyas Akhmadov. Quest’uomo è complice di crimini di
guerra. È uno dei collaboratori più importanti del dirigente separatista ceceno
Aslan Maskhadov. In luglio, Maskhadov promette un aumento degli attentati.
Promette di assassinare chi vincerà le elezioni presidenziali di fine agosto.
Cosa che non impedisce gli americani di accordare l’asilo al suo collaboratore (come suo “ministro degli esteri”, ndt)
Akhmadov.
Non solo, questo personaggio è assunto con un buono stipendio alla National
Endowment for Democracy, un’organizzazione diretta da Paul Wolfowitz
(vice-ministro della Difesa), Frank Carlucci (ex-direttore della CIA) e dal
generale Wesley Clark (ex-comandante in capo della NATO). Gli americani
dimostrano così ancora una volta che sostengono il terrorismo contro la Russia
ed i Russi, uomini, donne e bambini.
La mancanza di volontà di Putin
All’epoca sovietica, si poteva passeggiare la sera senza paura nelle grandi
città. Uno o due volte all’anno,
si sentiva uno sparo. Oggi, al centro di Mosca e di Leningrado, dei colpi
d’arma da fuoco echeggiano 50 volte al
giorno.
Fino al 1991, prima della restaurazione del capitalismo nella vecchia Unione
Sovietica, non c’erano frontiere interne.
Nel Caucaso vivevano in amicizia popoli russi e non russi. Nessuno si chiedeva
dove era esattamente la frontiera, per esempio, tra la Georgia e la provincia
russa della Cecenia. Non c’erano guardie alla frontiera, né degli incidenti di
frontiera. La sicurezza e la pace sono scomparse. La restaurazione del
capitalismo ha portato guerra e terrore. I genitori russi si chiedono con
ansia: il mio bambino oggi tornerà da scuola sano e salvo?
Nel 1945, alcuni politici e delle bande di mafiosi hanno provato a separare
l’Ucraina dall’Unione Sovietica. Ma gli operai ed i contadini ucraini hanno
organizzato dei gruppi di difesa e di propaganda politica, dei comitati di
quartiere, hanno rafforzato il Partito comunista... Dopo cinque anni, quei
banditi sono stati battuti. Ed ora? Invece di fare la guerra ai terroristi,
Putin ed i suoi predecessori sono stati trascinati nella guerra contro il
popolo della Cecenia.
È la ragione per cui i separatisti possono rimanere in sella per così tanto
tempo. Il presidente ed il governo, complici della restaurazione del
capitalismo, non vogliono mobilitare il popolo, perché questo significherebbe
la fine dei terroristi, ma anche la loro. In Russia non c’è altra soluzione che
il socialismo. Solo il popolo in prima persona può eliminare il problema del
terrorismo e del separatismo.