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I due maggiori partiti della sinistra russa di fronte alla tragedia di Beslan


PCFR e “Rodina” esigono cambiamenti negli assetti di potere del paese

Agenzia di informazioni “IA Regnum”
6 settembre 2004
ripreso in http://www.kprf.ru/news/party_news/26361.html

Il 6 settembre il partito “Rodina” (Patria) ha diffuso una dichiarazione contenente la richiesta di dimissioni del governo in relazione ai tragici avvenimenti di Beslan. “La direzione del partito politico “Rodina” si rivolge al presidente della Federazione Russa V.V. Putin con la richiesta di scioglimento del governo, in particolare per la leggerezza dimostrata dai ministeri della sicurezza, che ha provocato moltissime vittime tra la popolazione pacifica per mano dei terroristi”, - ha dichiarato oggi Dmitrij Rogozin. Il gruppo parlamentare di “Rodina” rivendica il diritto di condurre un’autonoma inchiesta parlamentare in merito a tutte le questioni legate al comportamento delle strutture federali, che ha consentito la presa in massa degli ostaggi il 1 settembre nella città di Beslan nell’Ossezia settentrionale.

Inoltre, nel comunicato si afferma che, a parere di D. Rogozin e di altri deputati del gruppo di “Rodina”, il rifiuto del Consiglio della Duma di Stato di interrompere le ferie dei deputati e di convocare una seduta straordinaria in presenza del massacro dei bambini sequestrati, pone la questione del carattere antipopolare dell’attuale Duma e della necessità di elezioni parlamentari anticipate in grado di dare uno sbocco alla crisi del potere. Come ha detto al corrispondente di “IA Regnum” il responsabile del servizio stampa di “Rodina” Serghey Butin, insieme ad una “dichiarazione formale” la Duma avrebbe dovuto esprimere una valutazione del lavoro dei funzionari federali: non c’era un solo ministro della Federazione a Beslan al momento dell’assalto e nella fase precedente. S. Butin ha osservato che la Duma avrebbe dovuto porre all’ordine del giorno la questione delle dimissioni di tutto il blocco dei dicasteri preposti alla sicurezza, “ma ciò non è avvenuto”.

Il responsabile del servizio stampa di “Rodina” ha voluto sottolineare che lo scioglimento del governo non porterebbe certo ad una maggiore destabilizzazione della situazione nel paese: “esso non sa lavorare”, - ha affermato. Però S. Butin non ha spiegato in che modo sia possibile, senza violare la Costituzione, convocare elezioni parlamentari anticipate nel paese. Egli ha solo fatto notare che la Duma “è antipopolare” e che occorre scioglierla “senza aspettare un solo secondo”.

Rileviamo che oggi anche il comitato centrale del PCFR ha diffuso una dichiarazione, in cui si afferma che le ragioni della tragedia vanno ricercate non tanto nel terrorismo internazionale, quanto all’interno del nostro paese. “La dissoluzione dell’economia, accompagnata da un carico di problemi sociali come la disoccupazione, la povertà, l’imperversare della criminalità, la corruzione nel potere e negli organi di sicurezza, l’interminabile e sconsiderata riforma delle strutture di sicurezza, la negligenza nell’affrontare i problemi che insorgono tra le nazionalità, l’indebolimento dei legami culturali tra i popoli della Russia, gli errori commessi in Cecenia: ecco le cause vere dei tragici avvenimenti in corso.

L’attuale potere, che ha generato tutti questi problemi, non è nelle condizioni di venirne a capo ed è preoccupato solo della propria conservazione”. Nella dichiarazione il concetto di “potere” è a volte accompagnato da quello di “regime di Putin”. “La sicurezza dei cittadini è riposta nelle mani del popolo: è il popolo che deve scegliere coloro che assicurano tale sicurezza. Siamo convinti che, dopo la sequela di terribili tragedie, la società finalmente sarà in grado di riconoscere il vero volto dell’attuale potere e si pronuncerà per un cambiamento della direzione del paese”.

In tal modo, “Rodina” e PCFR si sono pronunciati per il cambiamento degli assetti di potere nel paese. Ma se il PCFR attribuisce le colpe della tragedia in primo luogo all’attuale presidente della Federazione Russa, “Rodina”, invece, si rivolge a Vladimir Putin con la richiesta di indicare i colpevoli, escludendo allo stesso tempo che il capo dello stato si trovi tra costoro.

Traduzione dal russo di Mauro Gemma