www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 14-12-04

“Pora” si avvicina a Mosca

 

I radical-liberali russi sono già in contatto con il movimento ucraino


di Anastasja Kornja

“Nezavisimaja Gazeta”

10 dicembre 2004

http://www.ng.ru

 

L’articolo di cui proponiamo la traduzione potrebbe sembrare una velenosa insinuazione del “regime di Putin” nei confronti della propria opposizione interna. Un’insinuazione simile a quelle (di segno contrario) a cui ci ha abituato la propaganda di casa nostra funzionale agli interessi dell’imperialismo (ce n’è per tutti i gusti, di destra, di centro e di sinistra), quando, per giustificare interferenze, sanzioni, embarghi e guerre “umanitarie”, “esibisce le prove” dell’ “avvelenamento di Juschenko”, delle “violazioni dei diritti umani da parte di Castro e Chavez”, delle “crudeltà dei comunisti cinesi e vietnamiti” o dei “rapimenti di oppositori di Lukashenko”.


In realtà, questo articolo è apparso su uno dei più diffusi organi di stampa dell’opposizione liberale russa a Putin, “Nezavisimaja Gazeta”, finanziata dal magnate Berezovskij, tra i principali responsabili del saccheggio dell’economia russa nel decennio di “libertà” garantito da Boris Eltzin e oggi “in esilio” a Londra.

“Nezavisimaja Gazeta” ha simpatizzato apertamente per la “rivoluzione arancione” fin dal primo giorno.

Dall’articolo emergono chiaramente i legami esistenti tra gli ambienti politici vicini alla borghesia compradora russa e gli autori del colpo di stato in Ucraina.

Non sfuggirà neppure ai lettori il tono dell’appello lanciato dai sostenitori russi di “Pora” alla gioventù russa perché “si sollevi” e si rechi in massa a Kiev. Tanto paga qualcun altro!

M.G.

 

La dichiarazione di Julja Timoshenko in merito alla sua disponibilità a trasmettere “gli ideali arancioni” ai russi non stanno più solo sulla carta. Nei “media” è apparsa l’informazione circa l’apparizione in Russia di filiali dell’organizzazione “Pora”, promotrice dei metodi rivoluzionari di lotta in Ucraina. I suoi seguaci russi hanno già trovato le denominazioni “Pora Rossa” e “Mosca Arancione”, anche se al Ministero della Giustizia negano che siano state registrate organizzazioni con tali nomi. Ma i rappresentanti dei partiti e dei movimenti liberali affermano di avere già iniziato a coordinare le loro azioni con i rivoluzionari ucraini.


L’informazione sull’apparizione in Russia di strutture chiamate “Pora Rossa”, “Pora Russa” e “Mosca Arancione” è apparsa in alcuni siti, che stanno propagandando l’attività dell’opposizione ucraina, e in particolare proprio in quello di “Pora”. Rappresentanti delle nuove organizzazioni hanno pubblicato un proclama “agli onesti giuristi, politici, avvocati, deputati, uomini d’affari, imprenditori, banchieri, giornalisti, editori, fotografi, cineoperatori, scrittori russi”, in cui si fa appello a partecipare ad azioni dirette ad ottenere l’ “impeachment” di Vladimir Putin. I nomi e i numeri di telefono degli autori non sono stati indicati, e non è stato possibile collegarsi elettronicamente con essi.


Al dipartimento del Ministero della Giustizia per le questioni delle associazioni sociali e religiose è stato comunicato al nostro giornale che non risulta la registrazione di alcuna organizzazione sociale o “no profit” dal nome “Pora”. Ma ciò non esclude la possibilità di una sua apparizione in una delle regioni, con lo status di organizzazione sociale regionale, anche se tale variante è ritenuta poco probabile.


(…) In ogni caso, i liberali moscoviti non negano di avere già avviato consultazioni con i rivoluzionari ucraini. E’ così che un gruppo di “jablocniki” (seguaci del partito liberale “Mela”, nota del traduttore), guidato dal leader dell’organizzazione giovanile Ilja Jashin, si è recato in Ucraina per partecipare alle azioni sul “Majdan” (i moscoviti agitavano il tricolore russo, listato con i colori arancione). Hanno collaborato a Kiev con gli oppositori anche i membri del consiglio politico dell’Unione delle forze di destra Ivan Starikov e Boris Nemtsov. Stando alle affermazioni di Ilja Jashin, in questo momento le “idee arancione” circolano in Russia a livello di maturazione delle coscienze. Al momento attuale non sarebbero ancora state investite risorse organizzative e finanziarie. Nessuno ha ancora trasferito in Russia istruttori dall’Ucraina e dalla Bielorussia, per la semplice ragione che essi sono attualmente tutti impegnati in Ucraina. “Cominciano a farsi sentire attivisti, piccoli gruppi di iniziativa studentesca che, in linea di principio, non sono ostili”, -spiega Jashin, - ma al momento il principale interlocutore in Russia dell’organizzazione “Pora” rimane “Mela” giovanile, che, nell’immediato futuro, conta di svolgere una parte da protagonista nel movimento giovanile unitario di opposizione. Ma, almeno per ora, non sono previste azioni in Russia. Tutti devono stare a Kiev.


Jashin ricorda che a Volgograd la scorsa settimana è stato notato un gruppo di giovani particolarmente attivi con sciarpe arancione al collo: essi hanno bloccato il palazzo dell’organizzazione locale del partito “Russia unitaria”, hanno infranto i vetri dell’edificio e hanno scagliato arance sulle insegne dell’entrata, senza che la polizia sia stata in grado di fermare uno solo dei manifestanti.


Contemporaneamente, nel sito del Congresso civile panrusso “La Russia per la democrazia, contro la dittatura” è apparso un appello agli studenti con l’esortazione a recarsi, in previsione del terzo turno elettorale, a Kiev, per sostenere gli oppositori: “Studente! Studentessa! Sveglia! E’ venuto il momento di sollevarsi! E’ venuto il momento di dare un senso alla vita! Stiamo formando una squadra che tra tre giorni sarà a Kiev, per prendere parte alla Storia, che si plasmerà davanti ai tuoi occhi. Unisciti ai tuoi coetanei. Affrettati! Il viaggio lo finanziamo noi”.


A tal proposito, ricordiamo che anche gli attivisti di “Pora” hanno tratto frutto dall’esperienza dell’analoga organizzazione serba “Otpor” e di quella georgiana “Kmara” (“Basta!”).

 

Traduzione dal russo di Mauro Gemma