da http://www.contrtv.ru/common/1091
Come cercheranno di
rovesciare Putin
Mikhail Cernov, rbc.ru
Un tentativo
di estromettere dal potere il presidente della Russia Vladimir Putin verrà
realizzato entro la primavera del 2008. Di ciò è convinta la maggior parte
degli esperti, indipendentemente dalle personali simpatie politiche. La
situazione nel paese sta peggiorando sensibilmente, e di conseguenza anche
l’autorità degli attuali poteri. Il grado di violenza sta crescendo. In tali
condizioni i giocatori cominciano a puntare.
Recentemente ha fatto così il proprietario del gruppo “Menatep” Leonid Nevslin.
Egli ha dichiarato che sosterrà l’ex primo ministro Mikhail Kasjanov. “Se avrà
bisogno di aiuto, naturalmente siamo pronti”, - ha affermato il signor Nevslin
in un’intervista alla rivista “Kommersant-Vlast”. Si capisce comunque che la
posizione di Nevslin non ha la possibilità di influire particolarmente, dal
momento che se ne è andato dal paese. Leonid Nevslin è tra gli oligarchi
colpiti dal potere, mentre le attività più rilevanti di “Menatep” in Russia
hanno subito una disfatta. Egli non ha praticamente nulla da perdere, e per
questa ragione non esita a fare apertamente le sue puntate. Ma non è tanto importante
il parere di Nevslin, quanto il segnale lanciato. Gli oligarchi hanno detto
“pora!” (“è arrivato il momento”, slogan della “rivoluzione arancione” di
Kiev, nota del traduttore), “occorre passare all’azione”, e sono
passati all’azione.
Una testimonianza tangibile che “il processo si è avviato” è rappresentata
dalla decisa crescita dell’attività dei partiti e dei politici di opposizione.
Sugli schermi televisivi sempre più spesso hanno cominciato ad apparire gli
ormai quasi scomparsi “cadaveri politici” di Boris Nemtsov e Irina Khakamada.,
e nello stesso tempo anche Mikhail Kasjanov ha manifestato le proprie ambizioni
presidenziali. Inaspettatamente è passata all’opposizione dichiarata anche
“Rodina”, considerata fino ad ora “filo-putiniana”, ed è risorta anche l’Unione
Popolare-Patriottica di Russia (UPPR) di Ghennadij Semighin. E’ evidente che
tutto ciò non è dovuto al caso.
Non è più da tempo un segreto il fatto
che tutti i partiti russi, inclusa la famigerata “Russia Unitaria” (il
partito filo-presidenziale di governo), e l’amministrazione presidenziale
che manipola i processi politici in Russia sono composti in gran parte proprio
da creature delle stesse strutture oligarchiche. I “boss” più in vista dei
partiti non nascondono nemmeno più che starebbero coordinando le proprie azioni
con i dirigenti dell’amministrazione presidenziale. L’attività non è cresciuta
solamente nell’ambito della politica “ufficiale”. Ad esempio, operano
apertamente il movimento “Pora”, “Mela Giovanile”, che praticamente lavorano
per ripetere lo scenario ucraino in Russia. Nel medesimo campo operano anche i
nazi-bolscevichi. Parallelamente sorgono strani movimenti del tipo “Nashi” (i
nostri), che i “media” collegano alla stessa amministrazione presidenziale,
che, a parere dei giornalisti, si proporrebbe di creare partiti di sinistra e
di destra “sotto pieno controllo”.
Obiettivo dei
processi avviati è la ristrutturazione dello spettro politico russo, la
creazione di un sistema, che possa diventare uno strumento efficace per l’ulteriore
destabilizzazione della nave “stato Russia” fino al punto di farla affondare.
Si finanziano tutti i “movimenti politici” e i possibili candidati non solo e
non tanto di Leonid Nevslin, quanto di uomini che manterrebbero una lealtà
formale al presidente Putin. Costoro finanziano allo stesso tempo sinistre e
destre. Sferrando un attacco simultaneo da entrambi i fianchi, è possibile
manipolare la situazione con maggiore efficacia. Il sistema verrà condotto ad
un comune denominatore. I suoi contorni si stanno già delineando ora.
L’organizzazione, che farà leva su “Mela”, sul Partito Nazional-bolscevico e su
più piccole formazioni e gruppi, comincerà ad operare nel campo più di
sinistra. Non sarà enorme, ma comunque in grado di sviluppare azioni efficaci e
di formare un blocco.
Un’ala più moderata, probabilmente, sarà rappresentata dall’UPPC di Ghennadij
Semighin, che viene dichiarata filo-putiniana. Il PCFR, in questa situazione,
molto probabilmente, non giocherà un ruolo significativo e perderà posizioni.
Ciò è dovuto al fatto che per il PCFR sono decisive le tecniche elettorali,
campo nel quale il partito è tradizionalmente forte. Ma le tecniche di lotta,
“richieste dal momento”, le tecniche della lotta di piazza di un partito, che
solo per un qualche fraintendimento si definisce “comunista”, sono
assolutamente inadeguate. Così, non è neppure escluso che alla guida delle
sinistre possa venirsi a trovare, nel caso sia liberato dalla detenzione,
Mikhail Khodorkovskij, che ha avuto modo di meditare in carcere sugli errori
degli oligarchi russi.
Sulla base del medesimo schema “radicali e moderati” verrà strutturata anche l’ala destra. I radicali si uniranno dietro alle parole d’ordine più nazionaliste, praticamente fasciste, che reclamano la “pulizia” della Russia dai lavoratori immigrati e dagli ebrei. Nel nuovo movimento entreranno pezzi di “Rodina” in via di dissoluzione e movimenti tradizionalmente nazionalisti. La frazione di destra più moderata, che non avanzerà slogan inneggianti al pogrom, sarà probabilmente formata da una parte di “Rodina” e persino da alcuni deputati di “Russia Unitaria”. Potrebbe unirsi a questo gruppo anche Mikhail Kasjanov, che, per evitare una prematura morte politica, è poco probabile si leghi alla copia Nemtsov-Khakamada.
Tale schema potrebbe funzionare molto efficacemente: una parte si occuperebbe della lotta parlamentare, mentre i “reparti combattenti” scenderebbero dietro a parole d’ordine incitanti al rovesciamento del potere nei “maydan” (il luogo simbolo della “rivoluzione arancione” ucraina, nota del traduttore) di Mosca e di San Pietroburgo. A parere del membro del consiglio dell’ “Associazione dei politologi e degli esperti-consulenti” Vladimir Goriunov, dalla popolazione viene richiesta solo l’ideologia nazionalista di sinistra. Così saranno caratterizzati i simboli dei “maydan” russi. “Su Putin la popolazione aveva riposto grandi speranze. Da lui ci si aspettava la ricostruzione della potenza. Ora il rating di fiducia nei confronti del presidente diminuisce sensibilmente. Putin ha pochissimo tempo a disposizione per instaurare l’ordine. Egli stesso deve proporre l’ideologia richiesta dal popolo o proporne una propria. Ma in questo momento il presidente sta solo ad ascoltare e si limita a dire “si” o addirittura a tacere. E di qui al 2008 non c’è tempo da perdere”, - ha dichiarato a “RBC daily” il signor Goriunov.
Traduzione dal russo di Mauro Gemma