http://www.voltairenet.org/article129476.html?var_recherche=kononenko?var_recherche=kononenko
e http://www.rebelion.org , 18 ottobre 2005
I ricchi e i poveri in Russia
Di Vasilij Kononenko
Ria Novosti/Red Voltaire
L’articolo che proponiamo è apparso nella sezione di analisi e commenti dell’agenzia russa RIA “Novosti” (http://www.rian.ru) il 10 ottobre 2005 ed è stato ripreso dall’edizione in lingua spagnola del sito di “Reseau Voltaire”.
A Vladimir Putin restano tre anni per governare la Russia, per quanto alcuni cerchino di modificare la Costituzione o di realizzare qualche altra manovra al fine di prorogare il mandato dell’attuale presidente.
Lo fanno constatare tutti i politologi seri e le fonti dei corridoi del potere, con cui ha potuto conversare l’autore di queste note. Tutti sono convinti che Putin non potrà cambiare la propria decisione, divenuta di dominio pubblico: per un militare come lui, ciò equivarrebbe ad uno spergiuro. Così, assumendo come “punto di riferimento” l’argomento dell’inizio della fase finale del governo dell’attuale presidente, si può trarre la conclusione che nel tempo che gli rimane Putin si sforzerà di lasciare un’impronta nella Storia.
Per il primo presidente della Russia, Boris Eltsin, l’obiettivo consisteva nel distruggere il sistema totalitario in modo irreversibile, mentre per Vladimir Putin è quello di vincere due grandi mali della Russia: il pericolo di disintegrazione e la povertà. Se il primo problema, che Putin dovette affrontare giungendo al potere, oggi non desta più preoccupazione, la povertà e una vertiginosa divisione della società vengono percepite come una minaccia che incombe sul futuro della Russia. E’ proprio per questa ragione, da quando in primavera ha indirizzato il suo messaggio annuale fino ad oggi, che Putin cerca di mobilitare tutte le risorse dello Stato per distribuire più equamente la ricchezza nazionale.
Ma i suoi sforzi difficilmente potranno cambiare in poco tempo la vita dei cittadini della Russia, specialmente di quelli che dispongono di bassi redditi, perché lo Stato non è onnipotente.
Dopo l’approvazione dei noti progetti nazionali in materia sociale, per la cui realizzazione è previsto lo stanziamento di 115 milioni di rubli, il Presidente ha incaricato il governo di presentare in ottobre un piano sistematico di investimento di tali risorse nella modernizzazione della sanità, dell’istruzione pubblica, della scienza e dello sviluppo dell’edilizia abitativa. Un altro passo è stato il suo incontro con rappresentanti plenipotenziari, a cui è stato assegnato il compito di organizzare un efficace sistema di monitoraggio: il denaro in questione deve aiutare veramente i poveri, che sono ancora molti in Russia.
Secondo dati dell’Istituto di Progetti Sociali e della compagnia di sondaggi “ROMIR-MONITORING”, in condizione di povertà si trova circa il 60% della popolazione adulta della Russia. I sociologi hanno stabilito che i redditi della “classe più bassa” della popolazione non superano i 110 dollari mensili. Molti non dispongono nemmeno del denaro per alimentarsi. La maggioranza dei poveri vive in campagna, mentre il grosso dello “strato più basso” è occupato nel settore statale. Il gruppo più povero è quello dei pensionati.
Poi seguono coloro, il cui reddito non supera il livello della sussistenza. Secondo dati del Ministero dello Sviluppo Economico di Russia, a giugno il salario del cittadino medio russo ha raggiunto il suo massimo storico: 303 dollari (8.655 rubli). Questa somma permette di sopravvivere senza che ci si possa concedere alcun lusso, è di molto superiore alla media salariale di molti paesi della CSI, ma è misera in confronto al salario degli europei. Inoltre, metà dell’aumento salariale in Russia è assorbita dall’inflazione.
Nel gradino seguente si trova la classe media che si è formata e che rappresenta il 25% dei russi attivi, il cui salario mensile supera i 20.000 rubli.
E, infine, in Russia si è formata la classe superiore, abbastanza stabile, dei ricchi, corrispondente allo 0,4% della popolazione attiva e che cresce di anno in anno. E’ proprio questa categoria di russi che provoca una grande avversione nella società. Gli esperti temono che il vertiginoso aumento del numero di coloro che dispongono di milioni di dollari (secondo dati statistici, i loro redditi crescono due volte più rapidamente di quanto i più poveri riescano ad emergere dalla voragine finanziaria) possa provocare una esplosione sociale.
Sarà in grado Putin di realizzare il suo compito fondamentale, quello di vincere la povertà, senza che l’economia sprofondi nella spirale inflazionistica? Lo sapremo nel giro di un anno, quando nel paese inizierà il finanziamento degli ambiziosi progetti sociali previsti.