Fonte: Prensa Latina
In Russia cresce l’opposizione
al blocco USA contro Cuba
Mosca, 1 novembre (PL). La Russia mantiene inalterabile il suo rifiuto del blocco economico e commerciale degli Stati Uniti contro Cuba, ha affermato oggi Mikhail Kamynin, portavoce del Ministero degli Affari Esteri.
“La nostra posizione è stata espressa in svariate occasioni ed è totalmente coincidente con la risoluzione presentata da Cuba alle Nazioni Unite che esige la sospensione immediata di questa misura discriminatoria”, - ha detto il portavoce a Prensa Latina.
“Condividiamo l’opinione che predomina nella comunità internazionale, che si riflette nel rifiuto da parte della maggioranza degli stati di questa politica imposta da più di quattro decenni.
L’uso del blocco come strumento di pressione sugli stati indipendenti membri dell’ONU non può in alcun modo essere giustificato”, - ha affermato Kamynin.
“Pensiamo che la linea caratterizzante le relazioni internazionali debba essere l’orientamento verso un’ampia cooperazione multilaterale e l’integrazione, così come la lotta comune contro le nuove sfide e minacce”, - ha concluso (…)
rgc/jpm
Mosca, 3 novembre (PL). La politica degli Stati Uniti contro Cuba è fallita di fronte agli indici di sviluppo che mette in evidenza questo paese ed alla forza della sua resistenza, si è affermato oggi durante un dibattito in merito al blocco.
“E’ innegabile la vittoria del popolo cubano, perché in più di 40 anni gli Stati Uniti non sono riusciti ad ottenere il loro obiettivo di far arrendere la rivoluzione”, ha sottolineato Marina Vassilieva, presidente del Comitato Russo di Cooperazione con l’America Latina.
“Stiamo rafforzando le nostre azioni attraverso le organizzazioni di solidarietà e i raggruppamenti giovanili per porre fine al blocco ingiusto imposto da Washington come parte della sua politica egemonica di dominio mondiale”, - ha dichiarato Vassilieva in esclusiva per Prensa Latina.
Ragionando su tale tema, ha detto che Cuba è riuscita a sopravvivere alle tragiche conseguenze di questa misura e che il suo potenziale è un esempio ammirevole per tutto il mondo, così come il sentimento di giustizia sociale che distingue questa società.
L’accademica russa ha fatto riferimento anche alla necessità di affrontare il monopolio che esercitano gli Stati Uniti nelle relazioni internazionali allo scopo di imporre un modello ideologico senza tenere in considerazione la sovranità dei paesi e il diritto a scegliere la propria via di sviluppo.
A suo giudizio, il cosiddetto modo di vita americano è affondato di fronte all’incapacità di questa società di affrontare i disastri naturali – l’uragano Katrina -, il marcato individualismo e i problemi sociali con i senzatetto, le malattie, nonostante lo sviluppo tecnologico da prima potenza.
A tal riguardo, Vassilieva ha ricordato che di fronte a minacce simili, quali gli uragani, a Cuba non si è registrata alcuna vittima e il governo non ha abbandonato a sé stesso nessun cittadino.
L’ambasciatore cubano nella Federazione Russa, Jorge Marti, da parte sua, ha valorizzato l’opportunità avuta per scambiare opinioni sul tema e analizzare in profondità l’essenza della politica nordamericana nei confronti dell’isola, che si propone deliberatamente l’annessione.
“Noi difendiamo”, - ha sottolineato Marti - “le conquiste sociali della Rivoluzione, e vogliamo che si rispetti il diritto del nostro popolo a scegliere la propria via di sviluppo”.
Ha detto che, nonostante il blocco, Cuba esibisce indici di avanguardia a livello mondiale nella sfera sociale, quali la mortalità infantile al sei per mille nati vivi e una speranza di vita che si avvicina agli 80 anni.
Il diplomatico ha rilevato che ogni anno, nella comunità internazionale, cresce il numero dei paesi che si oppongono a questa posizione anticubana e ha fatto l’esempio dell’approvazione, durante il Vertice Iberoamericano di Salamanca, di una risoluzione di condanna.
22 stati latinoamericani, insieme a Spagna e Portogallo, hanno espresso il loro rifiuto e per la prima volta è stato utilizzato il termine “blocco” in questo tipo di riunione, ha fatto notare Marti.
Come uno dei principali impegni di Cuba, l’ambasciatore ha indicato l’aiuto che il paese del Caribe presta ad altre nazioni di America Latina, Africa e Asia, soprattutto attraverso la presenza di migliaia di medici in luoghi geografici di difficile accesso.
Il prossimo 8 novembre l’Assemblea Generale dell’ONU sottoporrà a votazione la risoluzione in merito alla necessità di porre fine al blocco economico-commerciale e finanziario contro Cuba.
Pgh/Oda
Traduzione a cura del
Centro di Cultura e Documentazione Popolare