Ghennadij Zjuganov sulla situazione in Russia e sui compiti della solidarietà internazionalista con i comunisti russi
Di seguito, parte significativa dell’intervento del presidente del Partito Comunista della Federazione Russa, pronunciato nel corso dell’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai di Lisbona del 10-12 novembre 2006.
(…) Noi (comunisti russi) non dobbiamo solo lottare contro le nostre autorità compradore. Ma anche contro le forze della reazione nel mondo che capiscono perfettamente quali conseguenze un radicale cambiamento del corso politico in Russia avrebbe sui loro piani e calcoli.
Le autorità stanno mettendo in pratica una politica tesa a isolare, screditare e indebolire il Partito Comunista della Federazione Russa e a liquidare i diritti e le libertà democratici. La libertà di manifestare è stata radicalmente ristretta, i referendum sono stati di fatto aboliti. Il sistema elettorale è stato modificato allo scopo di limitare al massimo il diritto di voto popolare. I canali televisivi e la maggior parte dei giornali sono stati trasformati in casse di risonanza della propaganda governativa. Le elezioni vengono manipolate a favore dei partiti controllati dal Cremlino. I tribunali russi stanno trasformandosi in strumenti del potere esecutivo.
Una vasta offensiva è stata lanciata contro i diritti sociali. Praticamente ogni legge sancisce nuovi balzelli per la popolazione, che viene privata di diritti costituzionali, come il diritto all’assistenza medica e all’educazione gratuite. L’arbitrario controllo poliziesco, la corruzione e il crimine organizzato penetrano in ogni poro del potere statale.
In ogni caso, i capitalisti russi e del mondo hanno subito una totale sconfitta, quando hanno cercato di imporre alla Russia un mercato ad essa estraneo e nella sostanza caratterizzato da relazioni di tipo criminale. La borghesia compradora russa ha gettato il paese in una profonda crisi. Essa ha rovinato l’industria e l’agricoltura, ha spinto più del 30% della popolazione oltre la soglia minima di povertà, ha rapinato centinaia di miliardi di dollari e li ha trasferiti all’estero. La borghesia compradora ha distrutto l’esercito, la scienza e l’educazione. Quando essa ha capito di aver portato la Russia ad un punto di non ritorno, ha cominciato ad avere paura di un’esplosione sociale. Allora sono stati intrapresi nuovi tentativi di ingannare il popolo, offrendogli sedicenti “progetti nazionali” e sfoggiando di fronte al mondo le vesti del patriottismo.
Nonostante le pesanti pressioni e manipolazioni, il risultato ottenuto dal partito nelle elezioni locali dell’ultimo mese è stato buono. Pur in presenza di brogli clamorosi, abbiamo ottenuto mediamente tra il 12% e il 15% dei voti praticamente ovunque. Un candidato del Partito Comunista ha vinto le elezioni suppletive per la Duma di Stato nell’Isola di Sakhalin, ricca di petrolio e gas, con il 41% dei voti.
Il destino del regime che l’Occidente aveva portato al potere in Russia e che si è affermato con l’arrivo di Eltsin, grazie al denaro pagato dall’estero, è diventato fonte di seria preoccupazione per i padroni occidentali. Essi hanno paura di perdere il controllo della Russia, che rappresenta un potente protagonista della scena internazionale e un inesauribile forziere di risorse naturali. Questa è la ragione che sta dietro le costanti frizioni con il presidente Putin, le minacce di interferenza negli affari interni della Russia, il desiderio di circondare la Russia con un cordone sanitario di ex repubbliche sovietiche controllate dall’Occidente.
Il Cremlino è nervoso. E’ abbastanza sensibile alle critiche provenienti dall’estero. Il crescente malcontento all’interno, accompagnato dalla minaccia che le autorità al vertice della Russia possano perdere il loro prestigio internazionale, rischia di costituire una miscela esplosiva. Per questo, il Cremlino sta profondendo ogni sforzo allo scopo di indebolire le critiche esterne. A nostro avviso, è opportuno utilizzare questa situazione nell’interesse strategico del movimento di sinistra.
La Russia sta entrando in una nuova fase. Le elezioni per la Duma di Stato si svolgeranno entro la fine del 2007. Saranno seguite dalle elezioni presidenziali. Noi facciamo appello alla solidarietà con il Partito Comunista della Federazione Russa, anche sapendo che ciò che avviene in Russia influisce, direttamente e indirettamente, sugli interessi delle forze di sinistra in tutto il globo. Non mancheremmo di apprezzare un aumento del livello dell’attenzione dell’opinione pubblica e della stampa per gli avvenimenti che si svolgono in Russia, e un giudizio di condanna del comportamento arbitrario delle autorità russe, della loro manipolazione delle elezioni, delle violazioni dei diritti dei lavoratori, dell’instaurazione di un controllo totale dei media, ecc.
Siamo pronti a fornire un’approfondita informazione e l’assistenza nell’organizzazione di visite di vostri rappresentanti con il compito di prendere conoscenza della situazione. E’ di vitale importanza il fatto che inviate vostri deputati ed eminenti rappresentanti di organizzazioni pubbliche in Russia per monitorare le elezioni per la Duma di Stato e quelle presidenziali. Il prossimo anno celebreremo il 90° anniversario della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre. Mi permettete di ricordare quanto questo evento abbia radicalmente cambiato il destino del mondo? Stiamo pensando di accompagnare l’anniversario con un’intensa preparazione della campagna elettorale. La vostra partecipazione alla celebrazione di questa grande data rappresenterà un contributo alla nostra lotta.
I rapporti della Russia con i paesi dove i partiti comunisti e le forze rivoluzionarie democratiche sono al potere meritano un discorso a parte. Sappiamo anche che gli Stati Uniti e i loro alleati non esitano ad incoraggiare i loro sostenitori all’estero, persino attraverso strumenti diplomatici. La segretaria di Stato USA Condoleeza Rice e la premier tedesca Angela Merkel non perdono una sola occasione per incontrare i dissidenti loro partigiani e per sollevare il problema della protezione dei diritti e degli interessi di costoro a livello di stato. Noi siamo fermamente dell’opinione che l’interferenza negli affari di altri sia sbagliata (…)
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare