www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 20-02-07
da: www.gazeta-pravda.ru/pravda/pravda.html
La versione spagnola di Josafat S. Comin in: http://civilizacionsocialista.blogspot.com/2007/02/putin-no-ha-abandonado-la-va-trazada.html
I risultati del governo di Putin. L’opinione dei comunisti russi
Estratto dell’intervista di G. Zjuganov alla stampa estera
Mosca, 12 febbraio 2007
Rispondendo a una domanda del giornalista della BBC, Zjuganov ha espresso un giudizio sui risultati della gestione di Putin, in relazione alla fine del suo mandato nell’incarico di presidente.
“Il nostro partito ritiene che Putin non abbia abbandonato la via tracciata da Eltsin. Essa era talmente fangosa, sporca e criminale da impedire a Putin di scostarsene. Putin non ha saputo offrire al paese la politica industriale di cui aveva bisogno. Negli anni del suo governo il paese non ha costruito neppure una sola impresa tecnologicamente competitiva. Segnaliamo, per fare un paragone, che Stalin prima della guerra, per tanto che si possano criticare i suoi errori ed eccessi, costruì in dieci anni novemila fabbriche, rimise in piedi interi settori dell’economia, senza i quali sarebbe stata impossibile la vittoria nella guerra. Il paese ai tempi di Brezhnev, durante i piani quinquennali – il settimo e l’ottavo -, colonizzò la Siberia occidentale, la regione che oggi alimenta il bilancio, contribuendo all’attuale regime dei petrodollari. Sviluppò l’industria atomica. Seppe creare la parità balistico-nucleare con gli USA e lo scudo che al giorno d’oggi garantisce la nostra sicurezza nazionale e la pace nel pianeta”.
Oltre ad operare dei parallelismi storici, Zjuganov ha fatto un paragone tra i risultati degli otto anni di governo di Putin e quelli dello sviluppo di un suo vicino: la Cina socialista.
“Prendiamo ad esempio la Cina. Durante questo periodo ha costruito 20 fabbriche di automobili. Gli investimenti stranieri non si preoccupano delle sue bandiere rosse e delle sue tessere di partito, scommettendo sull’industria cinese, piuttosto che su quella russa. Stanno anche costruendo il quarto cosmodromo, a testimonianza dello status di potenza spaziale. Non molto tempo fa, durante una mia visita in Cina, mi hanno raccontato un episodio curioso della visita a Shanghai del primo vice-ministro russo, il signor Zhukov. Rimasto a bocca aperta davanti ai risultati del Partito Comunista Cinese, ha esclamato: “Ecco ciò che si può ottenere, se non si ruba”. Avrebbe dovuto trasformare questa frase in una parola d’ordine. E affinché il partito del governo riflettesse su quello che potrebbe ottenere la Russia se non ci fosse la corruzione, avrebbe dovuto affiggere questa parola d’ordine sul palazzo del nostro governo e scriverla in ogni messaggio del Cremlino”.
“Si, Putin ha potuto in qualche modo rafforzare la capacità difensiva del paese dopo il disastro di Eltsin, - ha aggiunto Zjuganov, - e abbiamo ottenuto qualche progresso nell’arena internazionale. Ma i suoi costanti fendenti a destra e a manca sui temi internazionali non riescono a dare i risultati sperati. La cosa più riprovevole è che nel periodo del governo di Putin abbiamo avuto una congiuntura economica esterna favorevole e buone condizioni di cui non si è saputo approfittare adeguatamente. Durante gli anni del suo mandato, non si sono registrate siccità e neppure grandi gelate, abituali in Russia; tanto meno grandi cataclismi. Aggiungiamo a questo i prezzi molto alti di petrolio e gas. Il Signor Putin ha avuto la possibilità di investire enormi somme di denaro nella produzione, nella scienza, nell’educazione, nelle fatiscenti infrastrutture. Al contrario, egli con i suoi ministri ha “sterilizzato” questo denaro, inviandolo in banche straniere e trasformandolo in titoli con un interesse del 2-4%. Mentre il governo e le corporazioni statali chiedono prestiti all’Occidente con un interesse del 5-7% , offrendoli alle proprie imprese a tassi del 15-17%…”.
“Se prendiamo in considerazione la politica dei quadri, dei ministri di Putin, vediamo che nel governo si sono conservate le stesse figure che hanno avuto collegamenti con la vendita della proprietà e della ricchezza dello stato, con la corruzione. Il governo di Putin è composto da figure odiose: dai Zurabov ai Ciubais, passando per Gref e Kudrin. Si sono mantenuti dai tempi di Eltsin gli stessi che dirigevano allora l’economia, le finanze e i mezzi di comunicazione. Logicamente, con questa composizione di quadri, sarebbe ingenuo confidare nella fuoruscita dalla via di Eltsin. E’ praticamente impossibile”.
“Ora Putin lascia intravedere la sua futura linea di condotta, - ha affermato Zjuganov. – Staremo a vedere…Ma in generale la squadra di Putin non offre una visione adeguata di ciò di cui il paese ha bisogno per uscire dalla crisi. Non ha saputo utilizzare le enormi possibilità che aveva. Certamente Putin non è Eltsin dedito al bere. Ma avrebbe potuto mettere in pratica un’altra politica nell’interesse del paese.” (…)
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare