www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 22-05-08 - n. 229

da Rebelion - www.rebelion.org/noticia.php?id=67121
 
Un nuovo ciclo politico nello scenario della Russia
 
di Txente Rekondo – Gabinete Vasco de Analisis Internacional (GAIN)
 
Le fotografie del nuovo presidente russo, Dmitry Medvedev, accanto a Vladimir Putin, all’insediamento di quest’ultimo nella carica di primo ministro e alla sfilata commemorativa del giorno della vittoria, presuppongono l’avvio di un nuovo ciclo politico in Russia. Ciò non vuole dire che ci troviamo di fronte a cambiamenti strutturali profondi, ma piuttosto ad una nuova fase del copione ingegnosamente elaborato dallo stesso Putin per garantire lo sviluppo della Russia e la sua presenza nel nuovo scenario mondiale.
 
Le posizioni istituzionali che occupano i due politici rendono evidenti che il ruolo di Putin nella politica russa non è diminuito dopo il suo abbandono della presidenza del paese, ma che si è assistito ad un potenziamento del ruolo del primo ministro, anche attraverso la nomina di Putin a presidente del partito politico Russia Unita, che controlla la Duma (parlamento russo).
 
Ciò nonostante, molti non hanno resistito alla tentazione di descrivere la presente situazione come la fine dell’era Putin, nel tentativo di valorizzare il ruolo che Medvedev potrebbe giocare in futuro a beneficio degli interessi occidentali e non del mantenimento e dello sviluppo dell’attuale politica russa.
 
Da qualche tempo a questa parte, in alcuni media si è cominciato a speculare su questa linea di argomentazione, ma una dietro l’altra, le decisioni di Putin hanno rappresentato una smentita. La mancata comprensione di questa complessa realtà, la difesa di altri interessi che vanno al di là della mera analisi politologia o le ansie di anticipazione di quanto succede in Russia hanno spinto a compiere molti errori madornali.
 
La situazione politica in Russia si presenta ora più complessa di quanto lo fosse alcuni mesi fa. Così, l’assunzione da parte dei nuovi dirigenti del paese di nuovi incarichi, ci permetterà di vedere se ci troviamo di fronte ad un eventuale scontro tra Medvedev e Putin o se piuttosto il primo non rappresenti un altro tassello del complesso puzzle elaborato dal secondo.
 
Nelle dispute tra le diverse famiglie del Cremlino vedremo anche come si collocheranno, in questo nuovo ciclo, i potenti siloviki che, non possiamo dimenticare, non rappresentano un movimento uniforme e con i loro scontri interni influenzano lo sviluppo politico del paese.
 
Un altro aspetto da tenere in considerazione in questo scenario è l’assenza di un’opposizione organizzata, e con una minima serietà politica, ad eccezione del Partito Comunista. Al momento, il parlamento è controllato da Russia Unita, creata sulla base di un copione dello stesso Putin. Così, se si eccettua il citato blocco comunista, non si intravedono alternative.
 
Anche la politica estera dovrà essere seguita con la lente d’ingrandimento nei prossimi mesi, soprattutto per quanto riguarda l’Europa e le manovre che gli USA effettuano attraverso la NATO. Mentre stati come Francia o Germania si pronunciano per un maggiore coinvolgimento della Russia in Europa, gli atteggiamenti di Washington hanno prodotto un’atmosfera più rarefatta. Si assiste all’espansione della NATO, soprattutto in Ucraina, che crea importanti problemi di comunicazione (visti), economici (dipendenza industriale) e militari (presenza della marina russa in Crimea) e in Georgia. Le basi militari in Bulgaria e Romania o il recente affare del Kosovo, sono aspetti che inducono a pensare ad una reazione russa di fronte a quello che viene considerato un assedio in piena regola, che richiama l’era della Guerra Fredda.
 
Putin è riuscito a tessere un’importante rete che gli serve d’appoggio per la continuazione dei suoi progetti. A suo tempo è riuscito a creare un’importante base di potere indipendente per il presidente, con il sostegno sicuro di Russia Unita e del parlamento, e si è anche assicurato l’appoggio delle potenti elites regionali, da lui aiutate a entrare nei circoli del potere.
 
La situazione privilegiata che ha creato la forza di Putin gli può permettere di evitare che tutto il suo progetto vada a rotoli a causa delle dispute e degli intrighi tra i diversi settori politici, economici e sociali della Russia: senza dubbio questa sarà la vera preoccupazione del nuovo primo ministro. Senza neppure dimenticare che dovrà far fronte alla rilevante corruzione che devasta buona parte dei settori prima citati, e allo stesso tempo proseguire nella sua strategia mirata a far recuperare alla Russia il suo peso nella scena internazionale.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare