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- popoli resistenti - russia - 18-08-08 - n. 239
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Medaglia d’Oro per Vladimir Putin
di Heinz Dieterich
16/08/2008
Col Primo Ministro russo Vladimir Putin ai giochi olimpici di Pechino, ed il presidente russo Dmítri Medvedev in vacanza, il duo Bush-Cheney ha deciso che era il momento buono per liquidare militarmente la zona autonoma dell’Ossezia del Sud, farlo anche nella zona autonoma dell’Abkazia e integrare, finalmente, la Georgia nel Blocco di potere della borghesia transatlantica e del suo braccio armato, la Nato.
Ligio alla sua condizione di servo politico, il “Presidente” neocoloniale della Georgia, Mijail Saakashvili, con l’autorizzazione di Bush-Cheney ha commesso il peggior crimine conosciuto dal diritto internazionale: la guerra d’aggressione. Mentendo sfacciatamente su di una “tregua” in Ossezia, il delinquente politico ha lanciato a sorpresa la sua soldataglia - istruita da specialisti statunitensi - contro la zona autonoma, dove sono stati commessi crimini contro la popolazione civile.
La camarilla Bush - Cheney - Saakashvili ha fatto però un grave errore, ha sottovalutato Putin.
L’ex studente di diritto, laureatosi all’Università di Leningrado con una tesi sulla politica imperialista di Washington in Africa, per poi entrare nella direzione delle Questioni Estere del KGB e aver praticato nell’unità sovietica di ricerca politica e militare a Dresda - Repubblica Democratica Tedesca - conosce il mostro imperiale a fondo, ed ha reagito magistralmente a fronte della cospirazione imperiale - oligarchica.
Putin ha rapidamente schiacciato con efficienza militare le orde di Saakashvili, nonostante i rinforzi militari forniti dal Pentagono e giunti dall’Irak.
Quando Saakashvili ha offerto una tregua unilaterale, non l’ha accettata, ha invece tratto profitto dei suoi vantaggi militari per consolidare le posizioni russe sul campo di battaglia. Terminata questa fase, ha firmato una tregua con la Georgia orchestrata dall’operatore transatlantico e politico-playboy Sarkozy.
Poi ha occupato militarmente la strategica città di Grosi. E quando l’imperialismo ha cominciato a mobilitare la sua macchina militare e mediatica mondiale per rispondere, ha semplicemente fermato le manovre militari per portare il conflitto nella dimensione politico-diplomatica.
Il complesso militare-industriale statunitense è rimasto attonito a fronte dell’implacabile software di difesa amtimperialista e le mosse dell’ex avvocato. Ufficiali del Pentagono hanno rivelato che non avevano previsto una reazione tanto rapida e potente dell’avversario.
Condoleezza Rice, Segretaria agli Esteri della potenza imperialista, ha avvertito Putin che la Russia non è l’URSS. Ha ragione, ma dimentica che anche gli USA non sono più quello che erano. Non siamo più nel 1990 e Putin non è l’inetto sognatore Gorbachev, né l’ubriacone neocoloniale Yeltsin.
La lezione principale del conflitto per l’America Latina è questa: le cospirazioni imperiali –oligarchiche non si sconfiggono con le buone intenzioni, ma con il potere dissuasivo e distruttivo reale che possono mobilitare le forze dell’emancipazione. Il resto è folklore.