www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 25-02-12 - n. 398

da http://www.solidnet.org/russia-communist-party-of-russian-federation/2622-cp-of-the-russian-federation-give-the-country-fair-elections-en
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
PC della Federazione Russa: Dare al paese libere ed eque elezioni
 
Da tre mesi le piazze del paese esprimono la richiesta di elezioni libere ed eque. Dall'opposizione sono 20 anni che il PCFR porta avanti la medesima richiesta.
 
Nel corso delle campagne elettorali ai vari livelli, le nostre sezioni regionali hanno siglato accordi "per libere elezioni". Seppur lanciati dal partito di governo, ogni volta ci sono state nuove violazioni di legge, un'incontrollata pressione burocratica e violazione dei diritti dei cittadini.
 
Le elezioni per la Duma di Stato del 4 dicembre 2011, sono state particolarmente sporche: arbitrarietà, manipolazioni e brogli elettorali hanno provocato una logica ondata di diffuso malcontento. Fedele ai suoi principi, il PCFR non si è limitato alla protesta ed ha presentato un pacchetto di proposte per porre rimedio alla situazione.
 
Alla Duma di Stato il nostro partito ha proposto un disegno di legge per sanare il sistema elettorale. Prevede la formazione di commissioni elettorali da parte dei partiti su base paritaria. Garantisce ottimali condizioni per il lavoro degli osservatori e dei giornalisti ai seggi, nonché immediato e libero accesso alle copie dei protocolli con i risultati di voto. Purtroppo, Russia Unita, partito di maggioranza alla Duma, ignora le nostre iniziative. Le proposte di legge del PCFR pendono al Parlamento.
 
Le autorità non prestano ascoltano alle rivendicazioni di milioni di persone. Dimostrano un attaccamento viscerale ai metodi di governo che i cittadini rifiutano. V. Churov è ancora presidente della Commissione elettorale centrale, simbolo della frode elettorale. I responsabili di Mordovia e Daghestan, Tambov e Saratrov, sono ancora organizzatori di ampie falsificazioni.
 
Le autorità hanno risposto a tutte le proposte costruttive con atti amministrativi arbitrari e dura censura. Questo è particolarmente evidente sui due canali televisivi, Channel One e NTV, che non offrono un accesso equo ai candidati presidenziali. Putin continua a eludere un dibattito aperto con gli avversari. Non ha mai presentato alla società il suo programma elettorale, a parte lunghi documentari precostruiti in anticipo. I notiziari sono dedicati principalmente alla sua figura.
 
Ancora una volta, con l'avvicinarsi del giorno delle elezioni, monta la manipolazione dell'opinione pubblica. Gli spin doctors del Cremlino segnalano altissimi indici di gradimento per l'attuale primo ministro. I capi delle organizzazioni hanno la rigida consegna di inviare i loro sottoposti alle manifestazioni filo governative. I proprietari delle imprese si accertano che i propri dipendenti votino per il candidato "giusto". In un certo numero di regioni le aziende pubblicitarie sono autorizzate a mostrare solo le bandiere di Putin e Prokhorov e negare quest'opportunità ad altri candidati presidenziali.
 
E' chiaro così che le autorità non mostrano alcun desiderio di organizzare elezioni eque. In questa situazione spetta ai cittadini esprime la loro volontà e difendere i diritti costituzionali. Vi è un crescente bisogno di controllo pubblico sulla procedura elettorale del 4 marzo.
 
Il PCFR ha preparato 300.000 osservatori per i seggi elettorali. Abbiamo collaborato con l'LDPR (Partito Liberal Democratico della Russia) e Russia Giusta, siglato accordi con la Lega degli elettori e altre organizzazioni, tra cui più di cinquanta organizzazioni sindacali, femministe e giovanili, lanciando un appello a sostenere il candidato PCFR e per vigilare sullo svolgimento del voto.
 
Le forze patriottiche popolari della Russia sono a favore di elezioni eque. Continueremo a lavorare per il rispetto rigoroso delle regole democratiche. Noi siamo per negoziati costruttivi e accordi che garantiscano la libera espressione della volontà dei cittadini e siamo contrari a qualsiasi patto che copra violazioni su larga scala del processo elettorale.
 
Oggi, inaspettatamente, Russia Unita ha lanciato un'iniziativa per un accordo sulle libere elezioni. Siamo molto sorpresi dal tentativo di imporre un documento che non è il risultato di un ampio dialogo sociale e di negoziati tra i partiti, né tantomeno è stato discusso in tavole rotonde a cui abbia preso parte il grande pubblico.
 
La proposta di firmare un accordo sotto l'egida del Ministero per le Emergenze ci lascia attoniti. Infatti i partecipanti alla campagna elettorale vengono coinvolti in una violazione collettiva del divieto giuridico all'uso di organi esecutivi di potere nell'interesse dei partiti politici.
 
L'arroganza ha dato alla testa ai rappresentanti del partito di governo che tentano di dividere i candidati alla presidenza della Russia in due categorie: quelli che assumono determinati obblighi e gli altri, esclusi dagli accordi.
 
Il PCFR ritiene che sia possibile e necessario un patto sociale volto a liberare le elezioni da arbitrarietà e imbrogli. Ma non può essere concluso senza un lavoro congiunto che ne definisca i principi. In caso contrario, l'accordo non potrebbe che servire da paravento per nuovi abusi. Inoltre, Vladimir Putin deve sottoscrivere direttamente tale documento. Deve dichiarare di esser pronto ad assumersi personalmente la responsabilità nell'adempiervi, su due piani distinti: come leader di Russia Unita, partito al governo che ha le più ampie possibilità, e come capo dell'esecutivo chiamato a garantire che le elezioni si svolgano in stretta conformità con la normativa vigente.
 
La giornata elettorale è tra due settimane. Significa che c'è ancora tempo per adottare immediatamente nuove regole capaci di creare un sistema elettorale sano in Russia. Solo a queste condizioni, un accordo per libere elezioni non sarà una parodia, ma un dispositivo effettivo per migliorare la situazione sociale e politica.
 
Gennady Zyuganov,
Presidente del CC CPRF,
Candidato alla presidenza della Federazione russa
 
 

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