www.resistenze.org
- popoli resistenti - russia - 27-02-12 - n. 398
da siarivoluzione.altervista.org/n2/elezioni.htm
Traduzione dal russo di Stefano Trocinida www.vkpb.ru - 02/02/2012
Elezioni presidenziali in Russia: Boicottaggio!
Documento del Comitato Centrale del Partito Comunista Pansovietico dei Bolscevichi (VKPB)
02-02-2012
Il 4 marzo si svolgono in Russia le elezioni del Presidente. I candidati sono il primo ministro V.Putin presentato da "Russia unita", il leader del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) G.Zjuganov, il signor S.Mironov di "Russia giusta", il presidente del Partito liberal-democratico russo V.Zhirinovskij e l’oligarca M.Prochorov indipendente. L’elenco pare completo. Altri pretendenti non hanno alcuna speranza di essere iscritti alla competizione.
La Commissione Elettorale si è rifiutata di registrare la candidatura di G.Javlinskij, fondatore del partito "Jabloko" ("La mela"), dopo aver accertato che il 25, 66% delle firme presentate non erano valide, cinque volte di più del 5% tollerato. Sono state respinte anche le candidature del governatore della regione di Irkutsk D.Mezentsev e del leader di "Volja" ("Libertà") S.Pennova, che ha presentato solo 243 mila firme affermando giustamente che in venti giorni non se ne possono raccogliere di più: "Questa è la verità, - ha detto, - chi sostiene di aver raccolto due milioni di firme o le ha falsificate, o si è avvalso di leve amministrative". L’oligarca Prochorov ha fatto esattamete così.
Le elezioni del presidente della FR sono uno spettacolo ben congegnato con un finale precostituito e con altrettanto precostituita percentuale di voti "favorevoli" al pupillo del grande capitale.
Con cinismo e sfacciataggine fin dal 24 settembre 2011 è stato annunciato al congresso di "Russia unita" che Putin sarebbe diventato presidente, mentre il presidente in carica D.Medvedev, in realtà sostituto di Putin per un mandato presidenziale, avrebbe ricevuto l’incarico di primo ministro, oltre che di "leader" di "Russia unita" oramai del tutto screditata. Secondo sondaggi via Internet Putin avrebbe un 25% dei voti, però i media ufficiali e gli sponsor gli assegnao il già preventivato 52%.
Vale la pena di partecipare ad elezioni di cui già conosciamo il "vincitore" al 100%? Ad elezioni senza alternative? La posizione del VKPB è che queste elezioni vanno boicottate e quindi non bisoogna recarsi ai seggi.
Putin, uomo di fiducia del grande capitale, nei suoi due precedenti mandati di presidente e nella carica di primo ministro ha seguito la linea delle "riforme" per la distruzione della Russia in piena conformità con le richieste degli USA. Non vi è dubbio che, diventato nuovamente presidente, egli perseguirà ancora la politica di tradimento degli interessi nazionali della Russia e di distruzione del paese. "Il signor Putin, - ha dichiarato James Appaturay, rappresentante speciale del Segretario Generale della NATO, - ha avviato una fase nuova nelle relazioni Russia - NATO che non ha precedeti per ampiezza e profondità".
La politica distruttiva di Putin è stata illustrata abbastanza bene da V.Iljuchin nella sua relazione ad un’assemblea di ufficiali sulla condotta illegittima ed esiziale del candidato presidente (Mosca, 10/2/2011).
Zjuganov come nelle precedenti campagne elettorali sfodera ancora le sue irrealizzabili promese di vittoria, attirando i cittadini dentro un gioco impossibile secondo le regole della oligarchia finanziaria. Egli stesso non ha nessuna intenzione di battersi seriamente per il potere. Il suo programma considera in un certo senso legittima la proprietà degli oligarchi frutto di rapina e non ne prevede la restituzione al popolo lavoratore. "La nazionalizzazione (dietro compensazione, ovvero a spese del popolo! N.d.R.) riguarderà solo una ristretta cerchia di persone... A chi ha acquisito (rubato! N.d.R.) beni comuni negli anni ’90, ma poi li ha inseriti nello sviluppo della produzione, noi poponiamo un adeguato indennizzo (!!!). Siamo pronti ... ad invitare costoro a partecipare ad interessanti progetti di investimento. La nostra squadra è disposta a dialogare ed a ragionevoli compromessi... ". Zjuganov è al servizio del grande capitale, così come tutti gli altri pretendenti alla carica presidenziale!
Mironov e Zhirinovskij, come Zjuganov "eterni candidati presidenti", sono palesemente delle comparse ammesse alla competizione dal Cremlino per creare una finzione di "alternativa", di "democraticità", pronte in qualsiasi momento a donare i propri voti al padrino.
Prochorov, oligarca miliardario, terzo businessman russo per patrimonio (18 miliardi di dollari) e fra i primi cento nel mondo, rientra nel progetto del Cremlino in caso di ballottaggio. I vertici del potere al Cremlino, allarmati dal risultato sconfortante delle elezioni parlamentari per "Russia unita" (partito dal quale Putin ora si distanzia, legando invece le proprie sorti al "Fronte popolare pan-russo"), ed anche dal malcontento di massa della cittadinanza, stanno inscenando l’ennesima commedia: vorrebbero intercettare la protesta di quanti hanno voluto punire "Russia unita" attraverso l’esca di Prochorov, che in caso di ballottaggio consegnerà a Putin i suoi voti per una "brillante" vittoria. Lo stesso Prochorov non nasconde questo giochetto: "Ho il compito di rappresentare alle elezioni l’anti-Putin numero uno", ovvero di attrarre quegli elettori che non vogliono più votare il partito di governo.
Il programma di Prochorov è un programma di devastazione irreversibile della Russia, del suo asservimento all’Occidente. Esso prevede di:
1. perpetuare la memoria delle vittime del terrore leniniano-staliniano, proclamare il 7 novembre Giornata della memoria di tutti i russi vittime delle rivoluzioni e delle guerre del secolo XX, smantellare il Mausoleo di Lenin e dare nuova sepoltura al suo corpo;
2. smontare il sistema dei conglomerati statali, abolire il concetto di settori strategici, privatizzare le ferrovie e le strade, le condotte e gli aeroporti;
3. liberalizzare i rapporti di lavoro, introdurre la settimana lavorativa di 60 ore (setimana lavorativa di 6 giorni con giornata lavorativa di 10 ore ciascuna, N.d.R.), abolire l’obbligo di registrazione dei cittadini (libertà di immigrazione illegale!);
4. avviare la riforma radicale dei rapporti fondiari, togliendo qualsiasi limitazione al’uso della terra;
5. abolire la leva militare e passare alle forme di arruolamento per contratto;
6. trasformare le forze armate della FR in una branca economica vera e propria (in un business, N.d.R.);
7. liberalizzare al massimo l’accesso delle compagnie straniere al mercato russo... ecc., ecc.
Il Cremlino ha escluso dalla competizione elettorale G.Javlinskij di "Jabloko" in modo che i voti dell’"opposizione liberale", del "plancton impiegatizio", della "classe media", dei rivoltosi di piazza Bolotnaja (Piazza della Palude) e Prospekt Sacharov possano andare all’oligarca Prochorov ed al suo programma ultra-"liberale". Una buona parte degli studenti delusi dalla politica di "Russia unita" (che alle elezioni parlamentari hanno votato per tutti i partiti meno che per "Russia unita") faranno confluire anch’essi il proprio voto su Prochorov, che si presenta come "un giovane imprenditore di successo" diverso dagli "incalliti dinosauri della Duma" (egli non racconta ai giovani come si è impadronito del nichel di Norilsk e di altre ricchezze attraverso una serie di aste truccate).
I politecnologi del Cremlino hanno calcolato tutto al millimetro. Gli elettori sono solo delle pedine in questo sporco puzzle di inganni e falsificazioni.
A Mosca proseguono, come in altre regioni, le proteste di massa contro queste sporche elezioni. Il nostro giudizio su quanto accade e la nostra posizione rispetto alle dimostrazioni di piazza li abbiamo espressi nella dichiarazione del CC del VKPB "Teniamo fermamente il passo verso la Rivoluzione Socialista!". Approfittando del malcontento dei cittadini la "quinta colonna liberale" (i cui esponenti sono ospiti abituali del nuovo ambasciatore USA a Mosca Michael McFaul, "specialista" per la Russia e le "rivoluzioni arancioni", venuto per sua stessa ammissione a fare la rivoluzione anche in Russia...) si è già proposta di realizzare la "perestrojka-2", cioè di frantumare la Federazione Russa in quanto stato unitario con conseguente cancellazione della stessa dalla carta geografica. Ricordiamo che il 4 febbraio scorso essa ha convocato una manifestazione e proprio il 4 febbraio 1990 si svolse a Mosca un corteo di massa dei "democratici" contro l’articolo 6 della Costituzione dell’URSS sul ruolo dirigente del PCUS, la cui abolizione fu uno dei detonatori del crollo dell’Unione Sovietica. Certamente si punta su manifestazioni di massa dopo le elezioni presidenziali. Noi bolscevichi dovremo seguire attentamente la situazione, essere preparati ad ogni sviluppo degli eventi e pronti ad effettuare le necessarie correzioni a seconda della situazione concreta.
La nostra partecipazione alle elezioni deve consistere nella più ampia propaganda delle nostre idee comuniste e bolsceviche, nello smascheramento della natura criminale del capitalismo e nella spiegazione della necessità impellente di ricostituire la nostra Patria Socialista Sovietica, l’URSS. La nostra posizione bolscevica è ben ferma come quattro anni orsono. "Il futuro della Russia non sta nel voto per delle marionette dell’Occidente al servizio degli interessi del capitale mondiale, ma nella coesione della classe operaia delle città e delle campagne, dei lavoratori intellettuali, nella lotta compatta per i propri diritti sociali e l’instaurazione del reale potere del popolo lavoratore. A tale riguardo ritengo necessario ricordare quanto affermò V.I.Lenin: "La sostituzione dello stato borghese con quello proletario non è possibile senza una rivoluzione violenta..." (v. Nina Andreeva: "Il 2 marzo noi (?) "sceglieremo" il presidente della FR" in "Falce e martello" n. 2, febbraio 2008).
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