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- popoli resistenti - russia - 10-03-14 - n. 489
Dichiarazione del Consiglio Politico del Comitato Centrale di RCWP sulla minaccia di guerra in Crimea, Ucraina e in tutto il mondo
In ginocchio, farabutti!
Partito Comunista Operaio Russo (RCWP) | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
03/03/2014
Il 1° marzo 2014, la Camera alta del Parlamento russo, Consiglio della Federazione, ha accordato al Presidente V. Putin il diritto di applicare le forze militari in relazione alla situazione in Ucraina, per difendere i cittadini della Russia, le persone di lingua russa, nonché le unità della Flotta russa del Mar Nero* contro gli elementi fascisti e criminali sul territorio dell'Ucraina.
Tutto appare corretto e nobile, tanto più che questa intenzione è sostenuta dalla maggioranza dei cittadini della Russia, Crimea e Ucraina orientale. Tuttavia, crediamo che sia giunto il momento di ricordare che il 17 marzo ricorrerà il 23° Anniversario del Referendum sul futuro dell'URSS (17 marzo 1991), quando la maggioranza dei cittadini votò risolutamente per la preservazione dell'URSS. Dovremmo anche ricordare e analizzare le ragioni per cui in URSS prima della vergognosa "perestroyka" non vi furono conflitti e guerre tra i popoli.
Allora, tali fenomeni erano assenti, perché l'Unione poggiava sui principi del potere sovietico, cioè il potere che appartiene e che agisce nell'interesse dei lavoratori. Come è noto i lavoratori non dovevano competere tra loro per i territori, i mercati o altro, ed è per questo che la gente viveva come una grande famiglia: un solo popolo che dimostrò la sua integrità sconfiggendo il fascismo europeo nel 1945.
Non appena lo Stato e il partito al governo iniziarono ad abbandonare l'obiettivo dello sviluppo del Socialismo e mossero verso il cosiddetto mercato e il capitalismo, presero vigore i capitali, i mercanti e una varietà di piccoli commercianti che divisero tra loro i mercati, lottando per i loro profitti e affermare la loro influenza, gettando la gente comune nel bagno di sangue delle guerre tra i popoli.
Il percorso verso il capitalismo ha distrutto l'Unione Sovietica e portato le guerre e i massacri nelle terre delle Repubbliche sovietiche. Ricordiamo questi nomi: Sumgait e Karabakh (Azerbaijan), Tagikistan, Pridnestrovie (o Transnistria), Repubblica di Cecenia, Abkhazia, Ossezia del Sud e ora l'Ucraina. Sono tutti anelli della stessa catena. Questo è un prodotto del capitalismo sulla società. Se ci chiediamo di chi è la colpa, la risposta più semplice e corretta è: del capitalismo.
In questi giorni in Ucraina è emersa l'abitudine di marcare la vittoria sopra l'avversario, ordinandogli di mettersi in ginocchio per mostrare pentimento davanti al pubblico.
In generale leader ancora viventi, come Gorbaciov, Kravchuk (Ucraina), Shushskevich (Bielorussia) insieme a ex segretari di partito come Rakhmonov (Tadjikistan), Nazarbaiev (Kazakistan), così come Putin insieme a Yanukovich, Kuchma e Yushchenko, dovrebbero mettersi in ginocchio e chiedere perdono ai popoli dell'URSS. Sono proprio loro che hanno attuato le politiche capitaliste che hanno portato sangue e disastri sulle terre delle Repubbliche sovietiche.
E' chiaro che nei conflitti in Ucraina si scontrano gli interessi dei grandi capitali di Ucraina, Russia e dell'Europa occidentale e del mondo. Sopravvivendo alla seconda guerra mondiale gli ucraini nazionalisti di Bandera**, riusciti nel tentativo di risorgere, non avrebbero mai osato agire in Ucraina, senza il sostegno della fonte genuina del fascismo, ossia degli elementi più reazionari e maggiormente imperialisti non solo del capitale finanziario locale, ma anche di quello Occidentale. Queste forze imperialistiche hanno i propri obiettivi ben definiti, che presuppongono uno stato di belligeranza nel territorio dell'Ucraina: una guerra tra Russia, Ucraina e le forze trascinate nel conflitto. Ricordiamo che quest'anno ricorre il 100° anniversario della prima guerra mondiale scatenata dal giovane imperialismo del 20° secolo.
La classe borghese della Russia ha dichiarato la sua disponibilità a difendere i suoi cittadini e la popolazione dell'Ucraina contro gli elementi fascisti e criminali. Tuttavia, dovrebbe essere chiaro che gli interessi della gente semplice in questo conflitto sono sostanzialmente trascurati e servono solo da copertura propagandistica in un'operazione volta a difendere gli interessi dell'imperialismo russo, in lotta per conquistare influenza sull'Ucraina, così come nel mondo. Siamo consapevoli che anche in Russia il Capitale è sempre pronto a sbarazzarsi delle forme della sua dominazione, quali la democrazia borghese e stabilire una dittatura fascista e terrorista. E' davvero triste osservare il sostegno del popolo alle bandiere del Gen. Vlasov*** in lotta contro le bandiere dei nazionalisti di Bandera.
Nelle attuali circostanze, il Partito Comunista Operaio Russo sostiene l'auto-organizzazione dei popoli dell'Ucraina e della Crimea, nonché delle regioni ucraine nella loro lotta contro i fascisti. I comunisti riconoscono il diritto del popolo multi-etnico della Crimea e delle regioni ucraine all'autodeterminazione mediante la lotta e l'istituzione del potere del popolo stesso.
In caso di evidente esaurimento della capacità della popolazione a difendersi contro la pressione degli elementi fascisti, il RCWP ritiene possibile l'uso del potere borghese esterno, compreso l'esercito russo, quando vi sia una richiesta corrispondente da parte del popolo e delle autorità di Crimea. Tutto questo dovrebbe servire al solo compito di frenare la diffusione del fascismo. Tali misure dovrebbero influenzare le autorità nazionaliste-borghesi auto-proclamatesi in Ucraina. L'unico fattore che potrebbe contenere e riassorbire il rigurgito fascista è la capacità di applicare la forza, visto che i fascisti non capiscono il linguaggio dei negoziati come ha dimostrato l'esperienza politica di conciliazione del presidente Yanukovich.
RCWP invita i lavoratori e le organizzazioni comuniste dell'Ucraina a spiegare al popolo la situazione e organizzarlo nella lotta contro la causa principale di tutti i disastri e spargimenti di sangue in Ucraina, in Russia e nel resto delle Repubbliche dell'URSS, cioè il capitalismo. I capitalisti russi non sono migliori di quelli ucraini o quelli occidentali: cercano tutti di ottenere profitti a scapito della debole economia ucraina, ossia a scapito dei lavoratori. Essi non sono interessati a mantenere l'auto-organizzazione delle persone che è stata di recente raggiunta. Il compito principale dei comunisti è quello di preservare e sviluppare gli elementi di questa auto-organizzazione, introdurre al suo interno una percezione politica dei motivi reali della miseria del popolo, sia in Ucraina che in Russia, e dirigere così la lotta di tutti i lavoratori contro i parassiti indipendentemente dalla nazione di appartenenza, dirigerla contro il capitalismo.
I lavoratori potranno lavorare, vivere in amicizia e in pace e costruire il socialismo solo dopo che il capitalismo sarà abbattuto. Solo allora potremmo dire: "In ginocchio, farabutti!" Ma per fare questo dobbiamo mobilitare le forze e organizzare la lotta. Lavoratori di tutto il mondo, unitevi!
* Dal 1991 la Flotta russa del Mar Nero è di stanza in Crimea in base a una serie di accordi riconosciuti a livello internazionale tra Federazione russa e Ucraina;
** - S. Bandera - principale leader dei nazionalisti ucraini nell'Ucraina occidentale (Galizia), che ha guidato l'Organizzazione dei nazionalisti ucraini. L'ideologia di questo movimento è stata sviluppata sotto la forte influenza del nazismo tedesco, i membri del movimento hanno attivamente collaborato con le truppe naziste tedesche nei territori temporaneamente occupati dell'Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale.
*** - Un ex generale sovietico che, dopo esser fatto prigioniero dalle truppe naziste tedesche durante la seconda guerra mondiale, tradì l'URSS e iniziò a collaborare attivamente con i tedeschi. Su ordine dei nazisti, si occupò di organizzare unità militari anti-sovietiche per aiutare l'esercito tedesco, queste unità sono note anche con il nome di "Esercito di liberazione russo". Come colori le sue truppe hanno usato la stessa bandiera tricolore in uso nella Russia zarista e attualmente utilizzata nella Federazione Russa.
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