www.resistenze.org - popoli resistenti - russia - 08-12-15 - n. 568

Nelle fila della stessa classe

Partito Comunista Operaio Russo (PCOR-PCUS) | rkrp-rpk.ru
Traduzione per Resistenze.org a cura di R. R.

08/12/2015

Dichiarazione della Segreteria del Comitato Centrale del Partito Comunista Operaio Russo - PCUS sulle relazioni russo-turche

Le relazioni diplomatiche russo-turche sono peggiorate bruscamente dopo che l'Aeronautica Militare turca ha abbattuto un bombardiere russo Su-24, che partecipava all'operazione antiterrorismo in Siria. Ma questo è un pretesto. In realtà, il motivo alla base dello scontro tra Russia e Turchia è legato alle diverse alleanze interimperialiste delle loro élite finanziarie e capitaliste, tra le quali è in corso una lotta occulta e palese a livello economico, politico e militare su scala globale.

Il Partito Comunista Operaio Russo sottolinea ancora una volta che l'imperialismo si nutre da sempre di crisi. Economiche, politiche e militari. L'imperialismo porta sempre la guerra, cerca la guerra, che usa come una via d'uscita dalla crisi. Il fatto che questo causi la morte di persone innocenti, preoccupa pochissimo l'imperialismo.

La lotta dei predatori finanziari e le sue implicazioni si possono osservare oggi nella pratica, e un esempio è proprio l'aggravamento delle relazioni russo-turche. In contrasto con il ministero degli Esteri russo, dichiariamo che noi, i rappresentanti del proletariato russo, non abbiamo nulla contro il proletariato turco. Esprimiamo la nostra più calorosa solidarietà ai lavoratori della Turchia e del Kurdistan, siamo sinceramente solidali con i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, e quindi i mezzi di sussistenza, a causa del conflitto interimperialista tra la Turchia e la Russia.

Respingiamo fermamente ogni tentativo delle classi dirigenti e dei circoli nazionalisti dei nostri paesi di seminare odio e diffidenza tra le due nazioni, facendo ipocritamente appello alla memoria storica e ai difficili problemi contemporanei in Medio Oriente. Ricordiamo come, nonostante le numerose guerre e conflitti nella storia delle relazioni tra la Russia e la Turchia, le classi oppresse, i lavoratori dei nostri paesi si sono riuniti con entusiasmo nell'ottobre 1917, hanno combattuto insieme in un impeto di lotta rivoluzionaria per l'eliminazione dell'oppressione sociale e nazionale. Da parte nostra, assieme ai nostri fratelli - i comunisti della Turchia - faremo tutto il possibile per garantire che i semi di ostilità etnica e sfiducia seminati dagli imperialisti dei nostri paesi, non generino alcuna ostilità e nessuna nuova sanguinosa guerra, ma invece si giunga a una nuova tempesta rivoluzionaria che spazzi via i regimi autocratici presidenziali e paramilitari espressioni della dittatura borghese in entrambi i paesi.

Denunciamo l'ipocrisia dei funzionari di Putin, che improvvisamente, solo ora, aprono gli occhi. Solo oggi, dopo che è stato colpito un jet da combattimento russo, si è iniziato a parlare della questione curda, delle rivendicazioni territoriali della Turchia, del genocidio armeno, del ruolo di Erdogan e della sua famiglia nel commercio di petrolio del cosiddetto "Stato islamico", dell'islamizzazione della Turchia stessa e molto altro, come se solo ora vedessero alla luce. Abbiamo sempre sostenuto la risoluzione dei conflitti internazionali, tra cui quello curdo, armeno, ucraino e russo non attraverso le contraddizioni interimperialiste tra le classi dirigenti di Turchia e Russia, ma attraverso la costruzione generale del socialismo. Putin e i suoi ministri oggi stanno semplicemente sfruttando questi problemi nell'interesse delle loro politiche, e domani se ne dimenticheranno, se cesserano di essere redditizi. Non crediamo alla cura Erdogan per il benessere e i diritti dei tartari della Crimea e dei musulmani della Federazione russa, così come non crediamo nel fatto che i governanti della Russia si preoccupino dei diritti dei curdi come dei diritti dei propri cittadini.

Siamo consapevoli che l'attuale deterioramento delle relazioni bilaterali tra la Turchia e la Russia è particolarmente pericoloso, perché la Turchia è un membro della NATO ed è considerato dagli imperialisti USA e dai paesi dell'Europa occidentale come candidato all'adesione all'Unione Europea. L'escalation delle tensioni che si svolge sotto i nostri occhi dimostra ancora una volta che, come nel caso di una guerra tra la Turchia e la Grecia a causa di Cipro, la NATO è uno strumento di guerra, piuttosto che un mezzo per garantire la pace; non fornisce sicurezza ai popoli dei paesi-membri del blocco, ma piuttosto mette questi popoli in pericolo a livello di conflitto armato, in particolare, per la volontà degli avventurieri che vogliono usare il quinto articolo del Trattato Nord Atlantico (sicurezza collettiva e reciproca assistenza dei paesi membri della NATO).

Dichiariamo che la cosiddetta "guerra al terrorismo" è solo un pretesto che i leader di Stati Uniti, Unione Europea e Russia usano per coprire i loro interessi imperialisti in Medio Oriente. Il cosiddetto "Stato islamico", così come la guerra civile in Siria, non sono stati generati dall'Islam o dalla lotta per la democrazia, ma dall'imperialismo con il suo diretto intervento militare e la flagrante interferenza negli affari interni della Libia, Egitto, Siria, Iraq, Afghanistan e altri paesi. Sono loro, gli imperialisti, i paesi NATO, compresa la Turchia, che hanno tirato fuori dal cappello questo estremismo islamico, che ora vogliono far credere di voler combattere. Quindi dichiariamo che, una volta eliminata la minaccia dell'Isis diretta prima ai popoli di Siria e Iraq, e ora in Afghanistan e nutrita dall'imperialismo NATO, è necessario sostenere collettivamente la non ingerenza dei paesi imperialisti della NATO e della Russia negli affari interni di queste nazioni che devono decidere da sole il loro destino. Ricordiamo come dalla Jugoslavia all'Iraq, dalla Libia all'Afghanistan fino all'intervento militare nel Caucaso, l'intervento degli imperialisti ha sempre portato solo ad esacerbare l'odio etnico e religioso e all'escalation dei conflitti esistenti. Oggi viene pagato un prezzo terribile per i risultati di questa politica, non solo dai popoli di questi paesi, ma anche dai popoli dell'Europa occidentale. Pertanto, esprimiamo la nostra solidarietà con i comunisti di tutti i paesi caldi del Medio Oriente: Turchia, Siria, Egitto, Iraq, Afghanistan e altri paesi, e li incoraggiamo a condurre la lotta per la libertà e l'autodeterminazione dei popoli. Oggi non è solo dannoso, ma pericoloso fare affidamento sul fatto che gli Stati Uniti, i paesi della NATO e la Russia porteranno la pace duratura a questi popoli. Il percorso per la pace passa attraverso la liberazione dell'umanità dalle catene della proprietà privata, attraverso una vittoriosa rivoluzione socialista e il rovesciamento del sistema imperialista mondiale.

Per il popolo russo, in particolare, una ferita aperta è il sanguinoso conflitto scatenato dagli imperialisti in Ucraina. Sosteniamo con forza la guerra antifascista, condotta dai lavoratori del Donbass. E sappiamo che la matrice del sanguinoso conflitto in Siria e in Ucraina è una sola: l'imperialismo. Sosteniamo la lotta dei popoli per la loro libertà e contro il fascismo. Allo stesso tempo, crediamo che sia possibile utilizzare le contraddizioni del capitale per la lotta contro il fascismo, per lo sviluppo della lotta della classe operaia e il conflitto insanabile con gli interessi della borghesia.

Invitiamo i comunisti e tutte le persone di buona volontà a opporre il rifiuto più deciso a tutti coloro che oggi si ritrovano sul punto di vista della borghesia nazionale, questo aiuterà a legare i nostri popoli. Noi siamo per l'internazionalismo, per la promozione delle tradizioni antimperialiste e rivoluzionarie dei popoli della Russia, Turchia, Siria, Iraq e altri. Lottiamo per la promozione della ricca cultura dei nostri popoli, per l'attivazione di tutti i contatti non governativi di carattere culturale ed educativo e di rispetto per l'identità storica e le caratteristiche nazionali di ogni popolo. Invitiamo pertanto all'uso di tutti i mezzi d'azione politica, della propaganda orale e scritta su Internet, tramite opuscoli e giornali, al fine di rafforzare la nostra solidarietà antimperialista comune per esporre ai lavoratori la menzogna degli imperialisti contro il terrorismo, e soprattutto le bugie degli imperialisti dei propri paesi, per smascherare il veleno del nazionalismo sia moderato sia militante e l'intolleranza religiosa, di spiegare con pazienza al popolo la necessità e l'inevitabilità di una nuova rivoluzione socialista, l'unica che può portare una pace duratura per tutti i popoli, il progresso e la cooperazione reciproca.

Accogliamo con favore in particolare le relazioni amichevoli e fraterne tra i comunisti della Russia e i comunisti della Turchia, Siria e LNR, esempio di solidarietà proletaria che ispira e infonde fiducia nella nostra vittoria comune sulle forze di guerra e di oppressione dei popoli dell'inumana dittatura del capitale.

Insieme trionferemo!
Non vacillare nel percorso scelto!
Proletari di tutti i paesi, unitevi!


Resistenze.org     
Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support Resistenze.org.
Make a donation to Centro di Cultura e Documentazione Popolare.