DICHIARAZIONI DEL COMITATO CENTRALE DEL PCFR

 

Traduciamo due recenti documenti apparsi nel sito internet del PCFR, che evidenziano il carattere strategico della battaglia condotta dal partito, per riattivare i processi di integrazione nello spazio postsovietico.

Il primo è la risoluzione approvata, a conclusione del Plenum del Comitato Centrale del 1 dicembre 2001 (che ha, tra l’altro, stabilito la convocazione di un Congresso straordinario del Partito per il 19 gennaio 2002), per ricordare il decimo anniversario (praticamente ignorato in Italia) della decisione presa dai presidenti di Russia, Bielorussia e Ucraina, di procedere allo scioglimento dell’URSS. La risoluzione viene diffusa nello stesso momento, in cui, in Russia, l’istituto di sondaggi ROMIR (Gallup) rileva che oltre il 72% dei russi afferma di “rimpiangere” l’URSS. Il secondo documento, dell’ufficio stampa del partito, risale al 3 dicembre 2001 e fa riferimento all’incontro tra il presidente del PCFR, Ghennadij Zjuganov, e il primo segretario del Partito Comunista di Bielorussia, Valerij Zacharcenko.

M.G.

 

 

RISOLUZIONE DEL COMITATO CENTRALE

 DEL PARTITO COMUNISTA DELLA FEDERAZIONE RUSSA

 

www.kprf.ru                                                                                                          1 dicembre 2001

 

L’8 dicembre 2001 saranno passati esattamente 10 anni dal giorno in cui, nella località di Viskuli presso la frontiera polacca, i dirigenti di Russia, Ucraina e Bielorussia - B.Eltsin e G.Burbulis, L.Kravchuk e V.Fokin, S.Shuskevic e V.Kebic - siglarono i criminali documenti di Bielovezh. In essi si prendeva atto che l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, in quanto soggetto di diritto internazionale e realtà geopolitica, aveva cessato di esistere, e veniva proclamata la formazione della Comunità degli Stati Indipendenti. In tal modo veniva completamente ignorata non solo la Costituzione dell’URSS e delle repubbliche dell’unione, ma anche la volontà popolare di mantenere l’URSS, espressa nel referendum dell’unione del 17 marzo 1991, e le disposizioni della Conferenza di Helsinki.

Già il 10-12 dicembre i Soviet Supremi di Russia, Ucraina e Bielorussia ratificavano in tutta fretta l’Accordo sulla creazione della Comunità degli Stati Indipendenti e denunciavano il Trattato per la formazione dell’URSS.

Il CC del PCFR considera l’artificioso smembramento dell’URSS alla stregua di un atto di tradimento nazionale dei popoli, che facevano parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, ed anche degli amici del campo socialista. Ciò è stato possibile in conseguenza dell’attività proditoria di M.Gorbaciov e A.Jakovljev, che hanno agito anche come “quinta colonna” delle forze antisovietiche dell’Occidente ai massimi vertici del potere statale.

Gli scopi e i principi, proclamati nell’Accordo sulla costituzione della Comunità degli Stati Indipendenti, a tutt’oggi, in gran parte, non si sono realizzati. Sono considerati normali gli stati, in cui vengono continuamente violati i diritti dell’uomo, della popolazione russa e di lingua russa, dove è venuta perdendosi l’indipendenza economica, dove sono state liquidate molte conquiste sociali dei lavoratori, dove crescono le disuguaglianze sociali, e non si pone fine ai conflitti tra le nazionalità. La maggioranza dei cittadini viene privata dei diritti garantiti dal Potere sovietico al lavoro, all'istruzione gratuita, all'abitazione e ad un'assistenza medica di qualità. Gli stati della CSI hanno cessato di prendersi cura di bambini e anziani. Solo la popolazione della Russia, in questi anni, è diminuita di 13 milioni di persone, e il numero dei bambini abbandonati ha raggiunto la cifra di 4 milioni. Un’ondata di criminalità, di tossicomania e di alcolismo si è abbattuta sui paesi della CSI e della regione baltica. Le ex repubbliche sovietiche sono, di giorno in giorno, sempre più assorbite nella sfera di interessi globali degli USA e delle organizzazioni internazionali, del tipo NATO, FMI, WTO.

Il Partito Comunista della Federazione Russa, ricostituito dopo la messa fuorilegge del PCUS, ha con coerenza denunciato l’illegalità e l’amoralità dell’atto compiuto, ha avviato un lavoro per ottenere la ricostituzione di un unico stato, coordinando le proprie azioni con i comunisti di Ucraina, Bielorussia e degli altri stati, che si sono costituiti nello spazio postsovietico.

Per iniziativa del gruppo parlamentare del PCFR, il 15 marzo 1996, la Duma di Stato, con più di 250 voti, ha approvato la risoluzione dal titolo “Per il rafforzamento dell’integrazione dei popoli, che si riunivano nell’URSS, e per il cambiamento della risoluzione del Soviet Supremo della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa del 12 dicembre 1991 che denunciava l’Accordo sulla formazione dell’URSS”. E, sebbene tale documento non abbia ancora portato al ristabilimento di un unico stato federale, ha provocato comunque processi di unificazione, prima attraverso la creazione della Comunità, e in seguito dell’Unione di Bielorussia e Russia. Lo stato unitario bielorusso-russo, nonostante la furiosa ostilità delle forze reazionarie, si rafforza e si sviluppa e, sempre più, attira su di sé l’attenzione dei popoli degli altri stati della CSI.

Non a caso, i principali distruttori dell’Unione, persa la fiducia dei propri popoli, sono stati costretti ad abbandonare la scena politica, benchè debbano ancora rendere conto delle responsabilità avute in merito a quanto è stato fatto.

I comunisti della Russia si batteranno, con crescente tenacia, per l’ulteriore sviluppo di uno stato unitario, per l’aggiunta ad esso di altri stati e per la crescita dei legami di integrazione.

Il CC del PCFR dà indicazione alle organizzazioni di partito delle repubbliche, dei territori e delle regioni perché si preparino alle prossime elezioni per un unico parlamento dell’Unione di Bielorussia e Russia.

Il PCFR ritiene particolarmente importante il lavoro dei partiti fratelli, teso a raggiungere l’unione dei loro paesi allo stato unitario, che, avendo come base l’Unione di Bielorussia e Russia, dovrà vedere l’ingresso di Ucraina e Moldavia e, infine, degli attuali stati del Caucaso e dell’Asia Centrale.

Questa è la posizione del partito. Questa è la decisione del XXXII congresso dell’Unione dei Partiti Comunisti-PCUS.

Il Comitato Centrale del PCFR fa appello ai comunisti, ai patrioti, a tutti i cittadini dell’Unione Sovietica distrutta con la violenza, affinchè riuniscano le forze in difesa della causa della ricostituzione di un unico stato federale rinnovato. Consideriamo compiti essenziali la rinascita del potenziale economico dei nostri paesi nell’interesse dei lavoratori, il ristabilimento di un autentico potere popolare, della democrazia, dei diritti dell’uomo e delle altre fondamentali conquiste del socialismo.

I comunisti della Russia sono stati e rimarranno combattenti coerenti per l’unità, l’amicizia e la fratellanza dei popoli sovietici. In questo il PCFR vede uno degli obiettivi fondamentali della propria missione storica.

La rinascita della nostra Patria unita, di una nuova Unione volontaria è inevitabile!

 

Mosca, 1 dicembre 2001

 

 

 

ZJUGANOV: AL CREMLINO E NEL GOVERNO C’E’ CHI CERCA DI FRENARE L’UNIONE RUSSO-BIELORUSSA

 

www.kprf.ru                                                                                                          3 dicembre 2001

 

“Al Cremlino e nel governo ci sono molti che, consapevolmente, operano per frenare il processo di unificazione russo-bielorussa” ha fatto notare il presidente del CC del PCFR, Ghennadij Zjuganov, nel corso dell’incontro con Valerij Zacharcenko, recentemente eletto primo segretario del CC del Partito Comunista di Bielorussia e deputato alla Camera dei rappresentanti dell’Assemblea nazionale della Repubblica di Belarus. “E’ necessario assumere misure straordinarie per assicurare una scrupolosa informazione ai nostri cittadini su come procede concretamente il processo di costruzione dello stato unitario, tale da far conoscere, con nome e cognome, coloro che contrastano l’avvicinamento dei due popoli fratelli”.

“Purtroppo, il potere esecutivo russo non ha ancora spiegato quale strategia intenda adottare nell’affrontare le questioni relative allo sviluppo della nostra Unione”- ha sottolineato G.Zjuganov. “Sebbene oggi a tutte le forze politiche responsabili appaia ben chiaro che, nell’attuale complicata situazione internazionale, senza l’unione di Russia, Bielorussia, Ucraina e Moldavia i nostri popoli non saranno in grado di fronteggiare la crisi di sistema, e non saranno in condizione di contrastare le nuove minacce internazionali e rispondere alle nuove sfide dell’epoca contemporanea”.

Nel corso dell’incontro tra G.Zjuganov e V.Zacharcenko, che ha fatto registrare piena identità di vedute, è stata esaminata la situazione politica, sociale ed economica in Russia e Bielorussia, le condizioni del processo di unione russo-bielorussa, le questioni relative alla collaborazione interpartitica e interparlamentare, la collaborazione a livello di comitati regionali di partito. Sono state esaminate le questioni relative alla preparazione del PCFR e del PCB alle prossime elezioni per il parlamento dell‘Unione di Russia e Bielorussia, ed anche la messa in pratica delle risoluzioni del XXXII congresso dell’Unione dei Partiti Comunisti-PCUS.

 

Ufficio stampa del PCFR

 

Traduzione dal russo

di Mauro Gemma