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La “giustizia” dei Nazisti e quella della NATO: come le immagini si somigliano.


Discorso di Klaus Hartmann, vice presidente dell’ICDSM, tenuto l’8  novembre 2003, nella Piazza de L’Aia.

Amici e cittadini!

Oggi manifestiamo qui per la seconda volta quest’anno, chiedendo la  soppressione del Tribunale de L’Aia sulla Jugoslavia. Stiamo  dimostrando per l’immediato rilascio di Slobodan Milosevic. Stiamo  dimostrando per il rilascio di tutti i prigionieri politici della NATO! 

Non chiediamo che i criminali vengano rilasciati: al contrario,  chiediamo la condanna e l’imprigionamento dei criminali di guerra, i  criminali di guerra che hanno distrutto la Jugoslavia:
- I governanti degli stati della NATO devono finire dietro le sbarre!
- Il rilascio e il risarcimento per le loro vittime!

Non stiamo protestando contro il fatto che il governo dei Paesi Bassi e  L’Aia ospitino le corti internazionali delle Nazioni Unite. Ospitare la  Corte internazionale di Giustizia e la Corte internazionale per i  crimini di guerra rende onore a questa città e a questo Paese. Ma la  buona reputazione viene danneggiata da questo cosiddetto Tribunale ad  hoc sulla Jugoslavia. Esso non è un’istituzione legale, ma uno  strumento di ricatto politico. E’ al servizio degli Stati Uniti e degli  altri Paesi della NATO come strumento della loro continua aggressione  contro i popoli dei Balcani. Con il cosiddetto “tribunale”, questa  città tiene in braccio il bimbo illegittimo di Madeleine Albright, che  è definita “la madre del Tribunale”.

Questo cosiddetto “tribunale” è illegale: è stato fondato da un corpo  non autorizzato su basi legali inesistenti. E’ finanziato illegalmente  ed è il simbolo di una violazione permanente della legge  internazionale. Questa è illegalità dall’inizio alla fine, è  un’illegalità che non può essere riscattata. E che non condurrà da  nessuna parte. Ecco perché domandiamo:
- La soppressione di questo “tribunale”
- L’annullamento di tutte le sue cosiddette sentenze
- Il rilascio di coloro imprigionati illegalmente e il loro risarcimento

La nostra protesta ha luogo in un momento in cui, in tutto il mondo,  gli antifascisti stanno commemorando il Giorno della Rimembranza e del  Monito.

Tale occasione è la notte del 9 novembre, perché nel 1938, 65 anni fa,  la campagna razzista ed antisemita che si era sviluppata nel corso  degli anni divenne un’orgia di violenza nel pogrom su scala nazionale  conosciuto dai nazisti come il “Reichskristallnacht” (La notte dei  cristalli). I nazisti ritenevano responsabili le loro vittime ebree, e  chiedevano loro di pagare per la violenza e le distruzioni! Ciò è  simile ai recenti sviluppi nei Balcani.

I fascisti hanno coniato l’immagine degli “slavi subumani” e i media  occidentali non hanno esitato a utilizzare questa immagine nella loro  campagna di odio contro i serbi all’inizio degli anni novanta.Fu una  campagna nazista e si intensificò fino a diventare una violenta orgia:  l’aggressione della NATO contro la Jugoslavia nel 1999.

I libri di storia degli aggressori diffondono l’immagine dei serbi come  aggressori, ad esempio contro i croati. Molto tempo prima che  l’attenzione internazionale fosse rivolta alla guerra già in corso, i  separatisti croati avevano imitato “la notte dei cristalli”. Durante  “la notte dei cristalli” dalmata, il 2 maggio 1991, i croati, cantando  le canzoni ustascia-fasciste della Seconda guerra mondiale e  sventolando le loro bandiere a scacchi con le svastiche croate,  inseguirono e massacrarono i Serbi. Chi conosce questa “notte dei  cristalli” in Occidente, con il lavaggio del cervello dei mass media?  Naturalmente, questo reato non riveste alcun ruolo nel circo della Del  Ponte.

Dal settembre al dicembre del 1933, esattamente settanta anni fa, si  svolgeva a Leipzig il cosiddetto processo per il rogo del Reichstag con  Georgi Dimitrov e i suoi compagni Blagoj Popov e Vassil Tanev come  imputati. I fascisti tedeschi tentarono di usare questa farsa nella  Corte del Leipzig Reich per criminalizzare tutti i loro avversari, così  da legittimare e consolidare la loro dittatura. Erano stati gli stessi  fascisti tedeschi ad appiccare il fuoco al Reichstag, allo scopo di  accusare i comunisti di incendio doloso. Come si somigliano le  immagini! La NATO ha distrutto la Jugoslavia, ma accusa di distruzione  coloro che la difendevano.

Come si somigliano le immagini!
A Leipzig, la Corte tedesca del Reich  cercò di rifiutare a Georgi Dimitrov il diritto di parlare,  consentendogli solo di rispondere alle domande. A L’Aia, il giudice May cercò di dichiarare “irrilevanti” le  imbarazzanti domande poste da Slobodan Milosevic, a volte spegnendo  anche il suo microfono.

Come si somigliano le immagini!
I fascisti cercarono di isolare  completamente Georgi Dimitrov in prigione, di tagliarlo fuori da tutti  i contatti con l’esterno, specie da quelli con i suoi camerati. Il  “tribunale” de L’Aia sta cercando non solo di rifiutare a Slobodan  Milosevic le visite della sua famiglia, ma anche dei suoi compagni.

Come si somigliano le immagini!
I nazisti avevano pianificato il  processo di Leipzig come uno spettacolo esemplare per promuovere la  loro dittatura. Avevano installato un ufficio postale speciale  adiacente al palazzo di giustizia; il processo era trasmesso in diretta  dall’aula del Tribunale… Ma, proprio come a L’Aia, ciò funzionò solo  all’inizio del processo.

Come si somigliano le immagini!
Settanta anni fa, l’8 novembre 1933, il  ministro nazista della Propaganda, Joseph Goebbels, prese posizione nel  “processo” contro Georgi Dimitrov. Subì una totale sconfitta. I capi  della propaganda Rudolf Scharping, Tony Blair, Madeleine Albright e  Jamie Shea, ancora oggi hanno paura di testimoniare contro Slobodan  Milosevic. La terza schiera – Holbrooke, Petritch, Ashdown e Mesic  rappresentano dei Goebbels in miniatura – anch’essi senza successo.

Come si somigliano le immagini!
A Leipzig, i Nazisti chiamarono a  testimoniare contro Georgi Dimitrov informatori della polizia,  criminali e agenti. A L’Aia, sono saliti sul banco dei testimoni i  terroristi dell’UCK, l’agente della CIA William Walker e il generale  Naumann della NATO.

Come si somigliano le immagini!
I fascisti tedeschi portarono davanti  alla corte di Leipzig gli antifascisti incarcerati nelle prigioni e nei  campi di concentramento, promettendo loro la libertà in cambio di una  falsa testimonianza contro Georgi Dimitrov. Lo stesso schema a L’Aia:  offrendo degli “accordi”, la corte spinge gli altri imputati a rendere  falsa testimonianza. A Belgrado, i collaboratori del tribunale hanno  promesso a Rade Markovic non solo di rilasciarlo, ma anche di  procurargli la ricchezza e una nuova identità. Ma per via della sua  fermezza, Rade Markovic fu riportato immediatamente in prigione a  Belgrado.

Come si somigliano le immagini!
La corte di Leipzig fu sorpresa e  inorridita, quando Georgi Dimitrov riuscì a dare un carattere politico  al processo. Oggi la Del Ponte, Nice, May e i loro servitori dei media  sono terrorizzati dal fatto che Slobodan Milosevic possa contraddire,  con fatti storici inseriti nel loro giusto contesto, la manipolazione  falsa e razzista dei media.

Come si somigliano le immagini!
Georgi Dimitrov si oppose al piano  fascista di un processo farsa anticomunista trasformando lo stesso in  un atto d’accusa contro il fascismo. Slobodan Milosevic si oppone ai  piani dei suoi accusatori NATO mettendoli al banco degli imputati e  persino i media che simpatizzano per il tribunale rimangono stupiti e  hanno dovuto ammetterlo (prenderne atto). 

Come si somigliano le immagini!
Georgi Dimitrov denunciò che il rogo  del Reichstag e il (relativo) processo costituivano due parti della  stessa provocazione fascista, e definì con sarcasmo “Spirito Santo”  coloro che, dietro le quinte, inscenarono sia il rogo sia gli atti  d’accusa. Oggi, Slobodan Milosevic sta dimostrando che gli aggressori e  gli accusatori appartengono alla stessa scuderia e che questo tribunale  fa parte dell’arsenale NATO per assoggettare i popoli.

Come si somigliano le immagini!
All’inizio degli anni ’90, gli Stati  uniti e i loro complici inserirono il “Nuovo ordine mondiale” nella  loro agenda. Chi ricorda, chi sa che 60 anni prima si parlava del  “Nuovo ordine europeo” (in italiano nel testo) e che il “Nuovo ordine  per l’Europa” era nell’agenda delle potenze dell’asse fascista?

Molte immagini si somigliano, ma alcune differiscono. Nel 1933, i  fascisti non fecero segreto dei loro obiettivi: volevano sbarazzarsi  del comunismo e instaurare la loro dittatura illimitata. Oggi, gli  aggressori condannano le violazioni dei diritti umani e i crimini di  guerra per celare le loro crociate di asservimento. E’ il trionfo  dell’ipocrisia. Essi raramente svelano i loro segreti:

Il colpo scagliato contro Milosevic nell’ottobre del 2000, benché  originariamente spacciato nelle capitali NATO come una vittoria sul  “nazionalismo serbo”, fu ben presto reclamizzato come la vittoria su  “l’ultimo stato comunista in Europa”.

Quando Alija Izetbegovic fu seppellito qualche settimana fa, coloro che  tennero il discorso al funerale si rammaricarono che non fosse riuscito  a raggiungere “il traguardo più importante della sua vita”: la  supremazia politica dei musulmani in Bosnia! Neanche una parola  sull’idillio multi culturale che si dice egli abbia incoraggiato  durante la guerra.

Immaginate che venga svelato un angolo di verità – e benché esso  denunci la menzogna della cosiddetta “aggressione serba” passa  praticamente inosservato!

Come continuerà lo spettacolo del circo della Del Ponte?
Il professor Paul de Waart, rinomato esperto olandese di diritto  internazionale, ha di recente dichiarato alla televisione olandese che  il processo contro Milosevic sarebbe dovuto essere sospeso un mese dopo  l’inizio, per carenza di prove. Il fatto che ciò non sia avvenuto parla  da sé e dimostra che non abbiamo a che fare con una corte ma con degli  agenti politici della NATO.

L’orario ridotto della difesa di Slobodan Milosevic seguirà l’orario  ridotto della “accusa”. L’”accusa” ha avuto otto anni per preparare il  suo caso. Slobodan Milosevic aveva chiesto due anni per la sua  preparazione – due anni in libertà, con accesso agli archivi, con  testimoni e mezzi di comunicazione. Conosciamo la risposta della corte: 
Milosevic ha avuto tre mesi – nella sua cella in prigione. Ciò  significa, in realtà, solo sei settimane, entro le quali egli dovrebbe  presentare la lista completa dei testimoni della difesa e i temi  principali della loro testimonianza. Una pari protezione davanti alla  legge è un principio fondamentale riconosciuto in campo internazionale.  Ma questo “tribunale” se ne infischia dei principi riconosciuti a  livello internazionale. Qui c’è un uomo, cui vengono negati i suoi  diritti, che deve affrontare da solo l’enorme apparato dell’emisfero  NATO. Ciò dimostra semplicemente che questa “corte” non ha nulla a che  vedere con la legalità. Essa calpesta i principi e le regole di legge.

Siamo orgogliosi che il fondatore del nostro Comitato internazionale  sia il presidente degli antifascisti di Bulgaria, la terra di Georgi  Dimitrov. Il professor Velko Valkanov aveva ragione dichiarando: “Non  ci sorprende che i giudici abbiano concesso a Milosevic così poco tempo  per preparare la sua difesa. Quelli non sono dei veri giudici. Se il  tribunale non è legittimo, come possono queste persone essere dei veri  giudici? Essi hanno una missione politica da compiere. Sono gli organi  esecutivi di una vendetta politica – una vendetta portata avanti contro  tutti coloro che hanno osato contraddire i governanti del mondo. I  “giudici” de L’Aia sono in realtà i complici dei crimini della NATO. Il  loro comportamento in tribunale è la prova della loro natura  antigiuridica.

Anche il modo in cui il tribunale tratta il problema della salute delle  sue vittime parla da sé e si prende gioco delle convenzioni ONU. Dopo  la diagnosi di un cardiologo olandese che Slobodan Milosevic ha la  pressione così alta da rischiare problemi organici, infarto, danni  cerebrali e la morte, la Del Ponte motteggiò sul Neue Zuricher Zeitung  il 18 giugno 2003 che “egli è in ottima salute. Molta gente a  sessant’anni e oltre soffre di pressione alta”. Non che ci si debba  aspettare una maggiore sensibilità da questa creatura, ma ella  aggiunse: “Non lo risparmieremo – spero di non darvi questa  impressione!” Come si può definire questo – un tentativo di omicidio  legale? Che abisso di cinismo, di puro disprezzo per l’umanità! E’  proprio questo profondo cinismo che ha reso infami i torturatori  fascisti!

Nel mio discorso del 28 giugno al Vidovdan, di fronte all’ex prigione  nazista di Scheveningen – ora utilizzata come prigione NATO – ho detto:  “Non riusciranno a farla franca! Gli schiavisti non hanno mai vinto  nella storia!”

Oggi stiamo manifestando con il motto: “Non permetteremo alla NATO di  scrivere la nostra storia!”.

Le potenze della NATO hanno bisogno della “giustizia” del circo della  Del Ponte per instaurare la loro versione della storia, la loro  interpretazione della realtà come l’unica ed eterna verità. Non ci  riusciranno, così come i fascisti tedeschi non riuscirono a costruire  il loro “Reich dei mille anni”, che si concluse in 12 anni.

Nel 1933, comunisti ed antifascisti scrissero il “Libro marrone sul  rogo del Reichstag e il terrore di Hitler”. E’ un eccellente documento  di solidarietà internazionale antifascista. E’ la storia scritta dalle  masse, la vera storia che aiuta la popolazione ad imparare la verità  sulla barbarie fascista. Dobbiamo continuare questa tradizione di  antifascismo e internazionalismo: dobbiamo seguire questo esempio e  scrivere il libro nero sulla distruzione della Jugoslavia e il terrore  della NATO. Dobbiamo contribuire a svelare la verità sui loschi  personaggi NATO dietro il tribunale. Dobbiamo diffondere la verità  sulla giusta lotta del popolo serbo, la sua eroica resistenza contro  l’aggressione NATO – come un incentivo per la necessaria resistenza al  “nuovo ordine mondiale”.

Nell’articolo “Let’s distribuite Original-Ton of Slobodan Milosevic”,  SLOBODA ha reso una formulazione classica: Slobodan Milosevic ci  aiuterà nella nostra lotta se ora noi aiutiamo lui! Facciamo conoscere  quello che Slobodan Milosevic dichiara in tribunale. Egli rappresenta  un temibile strumento contro l’imperialismo, come dimostrato dal  comportamento di May in “tribunale” e dal silenzio dei media. La nostra  lotta per il rilascio di Slobodan Milosevic si colloca nella tradizione  della lotta contro il fascismo e contro la guerra.

La lezione centrale, il giuramento reso dopo la liberazione dalla  barbarie fascista terminava con la seguente promessa: “Mai più il  fascismo, mai più la guerra!” Questa promessa fu tradita il 24 marzo  1999. Mai più il fascismo, mai più la guerra! Questo è, e rimarrà, il  nostro impegno. E’ questo che ci collega agli antifascisti e agli  antimilitaristi di tutte le generazioni.

L’antifascismo non è solo una commemorazione del passato.  L’antifascismo non ha lo sguardo rivolto al passato. L’antifascismo  significa ancora ciò che Georgi Dimitrov disse all’epoca: è la lotta  contro le forze più aggressive del capitale finanziario internazionale  e i suoi disegni egemonici del mondo.

Difendendo coloro che resistono alle nuove forze egemoniche, noi  onoriamo la memoria di Georgi Dimitrov.

Ripetiamo oggi la promessa fatta il 28 giugno. Torneremo ancora!
Libertà per Slobodan! Libertà per la Jugoslavia!
Libertà ed eguaglianza per tutti i popoli!
Mai più il fascismo, mai più la guerra!

(traduzione di Ivan Pavicevac e Manuela Marianetti)

da ICDSM
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