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Traduzione dall’inglese Bf
Lettera di Ramsy Clark ad Annan
Il
processo di Slobodan Milosevic, ex-Presidente della Repubblica Federale
Jugoslava, davanti alla Corte Criminale Internazionale per l’ex-Jugoslavia.
di Ramsey Clark
Caro Segretario Generale Annan,
Il processo all’ex-Presidente della Repubblica Federale Jugoslava è programmato
a chiudere la presentazione degli atti al Tribunale Internazionale per i
Crimini in Jugoslavia (ICTY) il 19 Febbraio 2004, a più di due anni dalla prima
testimonianza; da allora 500 mila pagine di documenti, 5 mila video, 300 giorni
di giudizio, 200 testimoni, 33000 pagine di trascrizione di atti.
L’accusa non è riuscita a presentare significative o inconfutabili prove di
alcuna azione o intento criminale del Presidente Milosevic. In mancanza di ciò
l’accusa sembra sperare di mettere assieme una documentazione talmente ampia da
richiedere anni di analisi degli atti per portare ad una conclusione.
Intanto lo spettacolo di questo poderoso attacco, portato da una squadra di
sostegno dell’accusa enorme, con grandi risorse gettate contro un singolo uomo,
che si difende da solo, cui è negata una effettiva assistenza, i cui
sostenitori sono sotto attacco in ogni luogo, che sta perdendo la salute per la
fatica, da l’idea dell’ingiustizia del
processo.
Diverso fu il primo processo della storia per “crimini contro la pace del
mondo” tenutosi a Norimberga, iniziato il 20 Novembre 19454 contro 19 accusati
e finito circa tre mesi dopo, il 4 Marzo del 46, quando 4 nazioni presentarono
le prove. Nella sua apertura, il Capo dell’Accusa Robert H. Jackson ha
osservato: “ C’è una drammatica differenza
tra le circostanze degli accusatori e dell’accusato, che può screditare il
nostro lavoro se esiteremo, anche nelle piccole cose , bisogna essere sereni e
temperati …non dobbiamo mai dimenticare che la documentazione sulla quale noi
giudichiamo questi imputati è la
documentazione sulla quale la storia giudicherà noi domani. Passare a questi imputati un calice di
veleno è porre lo stesso anche sulle nostre labbra.
Il processo contro Milosevic fu istruito da R. Goldstone (Sud Africa)
nell’Ottobre del 1994. Quando lasciò l’incarico, nel Dicembre del ’96, non
aveva trovato prove che sostenessero l’imputazione. Il suo successore Arbour
(Canada) continuò le indagini senza emettere azioni formali fino al Maggio del
‘99, quando il Presidente Milosevic fu imputato per presunti atti compiuti all’inizio
di quello stesso anno.
Tale imputazione giunse durante il pesante bombardamento US/NATO su tutta la
Serbia e il Kossovo: un’azione di guerra di aggressione che ha ammazzato civili
e distrutto proprietà per miliardi di dollari,
(inclusa la casa di Milosevic, nel tentativo di assassinarlo, il 22/4/99
e l’ambasciata Cinese a Belgrado, il 7/5/999). Bombe all’uranio impoverito,
bombe cluster, e superbombe hanno centrato civili e le loro risorse Centinaia
di infrastrutture civili sono state distrutte e uomini uccisi a Novi Sad, a
Nis, a Pristina...
Nell’imputazione iniziale non sono compresi i crimini in Croazia o in Bosnia.
Si occupa esclusivamente delle presunte
azioni dell’esercito serbo in Kossovo nel 1999. Tutta la Serbia, compreso il
Kossovo, è rimasta sotto attacco di pesanti bombardamenti US/NATO mentre
venivano mosse le accuse. Non c’erano forze US/NATO o investigatori ICTY in Kossovo; le indagini erano impossibili.
Le accuse sono semplicemente un’azione politica per demonizzare Milosevic e la
Serbia, e giustificare quei bombardamenti sulla Serbia, che sono essi stessi
una violazione criminale della Carta delle Nazioni Unite e della NATO
Come ambasciatrice US alle UN, la Albright
guidò le pressioni US per indurre
il Consiglio di Sicurezza a creare l’ICTY. In seguito scrisse nelle sue
memorie che mentre era Segretaria di Stato US, aveva perseguito da lungo tempo
la rimozione di Milosevic dalla sua carica: “ Ho spinto l’opposizione interna serba a costruire una efficace
organizzazione politica puntata ad estromettere Milosevic. In una nota pubblica
affermai ripetutamente che gli US volevano Milosevic ‘via dal potere’, via
dalla Serbia e agli arresti per crimini di guerra”.
Il Presidente Milosevic è stato accusato ed è sotto processo per aver pensato e
agito per proteggere e preservare la Jugoslavia, una federazione essenziale
alla pace nei Balcani. Interessi forti stranieri, con l’aiuto di gruppi nazionalisti e separatisti e di interessi affaristici dall’interno delle
diverse Repubbliche jugoslave, erano determinati, per loro diverse ragioni,
allo smembramento della Jugoslavia. Primi tra questi gli Stati Uniti; con la
Germania che ha giocato un ruolo. E poi la NATO, che ha prestato il suo nome all’opera, in violazione della sua
stessa Carta. La violenza che ne è seguita è stata prevedibile e tragica.
In tutto questo non c’è stato leader più conciliante di Milosevic, che ha
evitato di portare la guerra in Slovenia, Croazia, Bosnia e Macedonia,
separandole dalla Repubblica Federale.
Nella sua strenua difesa della Jugoslavia, ridotta a Serbia e
Montenegro, sarà soprattutto ricordato per i suoi compromessi di Dayton, in
Ohio, per frenare il brutale bombardamento della Serbia da Marzo a Giugno
del’99. La sua condotta è stata improntata alla pace e alla sopravvivenza del
nucleo della federazione degli Slavi del Sud, di quella che in giorni migliori
fu la federazione degli stati Balcani, essenziale per il mantenimento della
pace, l’indipendenza politica e l’agibilità
degli scambi economici nella regione. Ma Stati Uniti ed altri hanno
voluto altrimenti.
Le conseguenze sono state disastrose per ognuno degli stati che facevano parte
della precedente repubblica federale. Oggi in Jugoslavia ci sono interferenze
economiche e stagnazione, instabilità politica, diffuso malcontento e una
montante minaccia di violenza. Gli US
sollecitano la Croazia a far parte della NATO come base per le forze europee
per il controllo della regione e mantenere la sua divisione. La Croazia ha mandato un piccolo contingente militare al
servizio alla NATO in Afganistan e sta subendo pressioni per mandare truppe in
Iraq, in questo modo mantiene il confronto con i popoli musulmani della Croazia
e della Bosnia. Il Ministro della Difesa US, Rumsfeld, incontrando la
lesadership nazionalista croata, Presidente e Primo Ministro compresi, l’8
Febbraio 2004 ha detto: “Attendo il giorno in cui la Croazia sarà parte della
NATO”.
L’ex-Presidente della Jugoslavia, accusato per aver difeso la Jugoslavia in una
corte del Consiglio di Sicurezza, non può far rimostranze. Invece il Presidente
degli US, che ha apertamente e
notoriamente indetto una guerra di aggressione, “supremo crimine
internazionale”, contro l’Iraq indifeso, causando decine di migliaia di morti,
spargendo violenza qui e altrove, non affronta addebiti. Il Presidente
Bush continua a minacciare guerre
d’aggressione unilaterali e a spingere allo sviluppo di una nuova generazione
di armi nucleari tattiche - dopo aver invaso l’Iraq usando il pretestuoso
argomento che fosse una minaccia per gli US e che possedesse di armi di
distruzione di massa-. Questo può
avvenire soltanto perché il potere e
non i principi stanno ancora prevalendo.
Le Nazioni Unite non possono sperare nella fine del flagello della guerra
finché non troveranno la volontà di affrontare il potere e restare saldi e uniti sui principi di pace. Quale più chiara
evidenza è necessaria sulla intenzioni
degli US di infischiarsene della legge e di imporsi con la forza che i grandi
sforzi statunitensi per distruggere la Corte Criminale Internazionale (ICC) e
guidare i trattati bilaterali perché le nazioni non accettino di sottomettere
cittadini US all’ICC? Composta questa ostruzione alla giustizia con l’esposto
del 30 Giugno 2002 della Rappresentanza Permanente degli US alle UN,
l’ambasciatore Negroponte ha chiesto l’immunità per gli US da tutti gli
accusatori stranieri ai quali il Consiglio di Sicurezza è sottoposto.
Negroponte, minacciando il veto sulla risoluzione pendente in Consiglio di
Sicurezza per il rinnovo della missione di pace in Bosnia Herzegovina, ha così
ottenuto dal Consiglio un’immunità, che è impunità, autorizzando l’apporto di
personale alle missioni di pace keeping. La proposta era di porre il personale
e i delegati US al di sopra dalla legge, mentre i nemici degli Stati Uniti sono
vittime di processi discriminatori in tribunali illegali.
Il tribunale ICTY e gli altri creati ad hoc dal Consiglio di Sicurezza, sono
illegali perché la Carta dell’ONU non da mandato al Consiglio di Sicurezza di
istruire alcun tipo di corte penale. Il dettato della Carta è chiaro. Fosse
stato messo un tale potere nella Carta nel 1945, non ci sarebbero le Nazioni
Unite. Nessuna delle 5 potenze fatte membri permanenti del Consiglio di
Sicurezza nella Carta avrebbe accettato di sottoporre alle UN un rapporto
criminale.
L’ICC fu creato con una trattativa, riconoscendo che le UN non avevano il
potere, senza emendare la loro Carta, di creare questo genere di tribunale. La creazione dell’ICC dovrebbe
precludere la creazione di altri
tribunali criminali e chiedere
l’abolizione di quelli esistenti; che sono stati creati per servire le
ambizioni geo-politiche degli Stati Uniti. La questione è della più grande
importanza. Ciò determina se lo stesso Consiglio di Sicurezza sia sopra alla
Carta e al dettato della legge.
I tribunali criminali ad hoc sono inerentemente discriminatori, sfuggendo i
principi
di equità nell’amministrare la giustizia. Le discriminazioni sono utilizzate
per distruggere i nemici. Così quello del Ruanda (ICTR) non ha indiziato un
solo tutsi nel corso di nove anni, durante i quali Faustin Twagirimungu, Primo
Ministro del governo Tutsi del Ruanda (1994-1995), ha testimoniato davanti a
quello di aver creduto che più hutu che tutsi fossero stati uccisi nelle
tragiche violenze del 1994. In seguito centinaia di migliaia di hutu furono
massacrati in Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo, e restano ancora
oggi impuniti. Il tribunale ICTR è uno
strumento degli US per favorire il controllo dei tutsi in Uganda, Ruanda, Burundi
e forse ancora nella Repubblica Democratica del Congo.
Il tribunale dell’ICTY è schiacciantemente contro i serbi e solo i leaders
serbi sono stati imputati da questo, inclusi non solo Milosevic e il suo
governo ma anche i leaders della Srpska, l’enclave dei serbi in Bosnia.
Il processo dell’ex-Presidente della Jugoslavia mina la sua salute; egli è seriamente indebolito e la sua stessa
vita è in pericolo. La scorsa settimana l’udienza è stata cancellata perché
stava troppo male, ma il Tribunale ha aggiunto un carico di ore di udienza per
le ultime due settimane della causa. Solo ieri il Tribunale è stato costretto a
ridurre le udienze a mezze giornate in
seguito ad un referto medico di Milosevic, redatto dai dottori indicati dalla
corte. Il Presidente è stato tenuto in
totale isolamento per mesi, durante i quali ha capeggiato il ticket del
partito socialista nelle elezioni parlamentari e il suo partito si è unito
nella coalizione che ha eletto il nuovo
portavoce del Parlamento, la scorsa settimana. All’inizio di questa settimana,
il Tribunale ha prolungato l’isolamento di Milosevic per un altro mese a causa
degli eventi politici in Serbia.
Il Presidente Milosevic, da carcerato,
con la salute pericolosamente compromessa, difendendosi da solo nell’aula del
tribunale, ha avuto, a più di due anni dalla deposizione, meno di tre mesi di tempo per preparare la
sua difesa, prima che la presentazione della difesa sia calendarizzata
all’inizio di Maggio. Queste ultimissime azioni del Tribunale sono rappresentative
della grossolana grande ingiustizia dei procedimenti durante gli anni della
prigionia di Milosevic e della causa contro di lui.
Per preparare correttamente la difesa, gli sarebbe necessario assicurarsi e
esaminare decine di migliaia di documenti, cercare e interrogare centinaia di
potenziali testimoni e organizzare la deposizione in una presentazione coerente
ed efficace.
Le Nazioni Unite devono compiere le azioni seguenti nell’interesse della mera
giustizia, per correggere gli errori precedenti, assicurare la legalità e la serietà di una corte a tal fine
creata e per mantenere credibilità agli occhi del Popolo delle Nazioni Unite:
- Dichiarare una moratoria su tutti i procedimenti in tutti i tribunali
criminali istruiti ad hoc dalle UN, per un periodo di almeno sei mesi, e per il
periodo aggiuntivo che fosse giudicato necessario dalle UN per:
Creare una commissione di studiosi di diritto pubblico internazionale e di
storici per esaminare i precedenti, gli abbozzi, il linguaggio e le intenzioni
della Carta delle Nazioni Unite per determinare se la Carta autorizza il Consiglio di Sicurezza a creare tribunali
criminali e, se così , i fondamenti, l’autorità e lo scopo di questo potere, o
rimettere il problema alla decisione della Corte di Giustizia Internazionale
Creare una commissione di studiosi di diritto criminale internazionale per
rivedere il processo in corso contro il Presidente Milosevic, per determinare
se gli errori legali, le violazioni dei dovuti procedimenti legali, o
l’ingiustizia nella condotta del processo costringano alla ricusazione degli
atti e se le prove addotte dall’accusa contro l’ex-Presidente Milosevic siano
sufficienti per la legge internazionale, prima che ogni difesa sia presentata,
per convalidare e giustificare la continuazione del processo.
Provvedere l’ex-Presidente Milosevic dei fondi per l’anticipo al collegio dei
consiglieri, a investigatori, ricercatori, esaminatori di documenti ed altri
esperti sufficienti a confutare efficacemente le prove presentate contro lui ed
assicurare il tempo richiesto a completare il lavoro prima di qualsiasi ulteriore ripresa processuale;
tale sforzo diventerà essenziale, anche se la Corte sarà abolita o se il
processo sarà respinto, per favorire la dimostrazione storica dei fatti per la
pace futura.
Provvedere fondi per garantire diagnosi mediche indipendenti, trattamenti e
cure per l’ex-Presidente Milosevic, in Serbia.
Rispettosamente, Ramsey Clark