www.resistenze.org - popoli resistenti - serbia - 27-04-04

Da "Novosti", Belgrado, 22.3.04

Carla Del Ponte , Complice di Thaci


Lettera aperta di Vladan Batic, ex ministro di Grazia e Giustizia nel governo di Djindjic, a Carla del Ponte.

"Nel corso dei tre anni ho capito che la sua giustizia è parziale e selettiva, i suoi parametri disuguali. Ho capito che lei nutre una  avversione evidente nei confronti del popolo serbo, ed è venuta meno ad  ogni sua promessa", scrive Vladan Batic a Carla del Ponte, ex ministro  della Giustizia (e sicuramente non filo Milosevic).

"Nel marzo del 2001 lei ha promesso che Alija Izetbegovic sarà  processato, invece egli è morto nel 2003 senza che alcuna accusa contro  di lui sia stata mossa. Se lo fosse stata, viceversa, la posizione  della Serbia - accusata dalla Bosnia ed Erzegovina davanti al Tribunale  internazionale - sarebbe molto più favorevole.

Al presidente Djindjic Lei ha promesso che a Milutin Milutinovic sarà  data la possibilità di defendersi in libertà. A questa promessa Lei è  venuta meno come anche alla promessa che non saranno più rivolte accuse  contro i militari ed i poliziotti in attivita'. E quello che è più importante, la ragione per cui le scrivo, è che Lei  non ha mosso alcuna accusa contro Thaci, Ceku e Haradinaj , i più  grandi grandi criminali nel mondo dopo la II Guerra mondiale. Lei non  ha reagito ancora in proposito malgrado il Ministero della Giustizia Le  abbia consegnato una documentazione di 40.000 mila pagine  (quarantamila) già nel 2001. Tutto era a Sua disposizione: le mappe di  guerra, i piani, foto, documentazione, video, descrizioni, analisi.

Lei aveva promesso che due accuse sarebbero state mosse entro la fine  del 2002. Anche a questa promessa è venuta meno. Poiché Lei ha cosi' giustificato i criminali albanesi, è avvenuta  l’ennesima strage del popolo serbo: il 17 marzo scorso.

In questo modo Lei è diventata la complice dei terroristi albanesi e  dei criminali di guerra, ed ha una grande responsabilità per questi  tragici eventi. Io l’ho avvertita a suo tempo.

L’unica cosa che Lei ancora può fare è di muovere subito le accuse e  firmare l’arresto di questi criminali, e poi dare le dimissioni. Faccia  questo almeno, ora. Almeno così non la tormenteranno le anime dei  bambini serbi uccisi e le ceneri dei nostri avi.

in italiano a cura di Ivan Istrijan