La Nato verso l’occupazione della Serbia
Il
10 giugno 1999, cessavano i bombardamenti sulla Repubblica Federale Jugoslava e
la criminale aggressione contro il suo popolo; venivano stipulati gli accordi
di pace a Kumanovo, e dopo 6 anni ecco che la verità faticosamente si fa largo
anche a livello ufficiale:…..Altro che “genocidi e fosse comuni mai trovate”,
“diritti umani negati” e “pulizie etniche” mai avvenute, se non dopo
l’occupazione della Nato, e compiuta dalle bande criminali dell’UCK nei
confronti di serbi, rom e di tutte le minoranze non albanesi, oltre che contro
gli albanesi jugoslavisti.
A sei anni dalla fine dell’aggressione la verità lentamente emerge, altro che
“ingerenza umanitaria”, ECCO a cosa miravano i criminali bombardamenti
“terapeutici” sulla Repubblica Federale Jugoslava. Erano semplicemente mire
imperialiste, soltanto che ora non lo diciamo solo più noi, come facciamo dal
1999, adesso ci sono le prove e le dimostrazioni.
Sotto trovate una cartina della Serbia Montenegro, con indicati gli obiettivi e
gli interessi che la Nato ha richiesto all’attuale governo, docile vassallo
dell’occidente, come condizione per entrare nella lista d’attesa per la
Partnership per l’organizzazione atlantica e per poter aspirare ad entrare un
giorno, nell’Europa dei padroni.
La cartina vale forse più che tutte le analisi, ipotesi, disquisizioni teoriche
fin qui fatte, nella sua fredda sinteticità è come l’esibizione dell’arma del
delitto, tutte le menzogne, le falsità, gli alibi degli aggressori, crollano
come un castello di carte.
La cartina ( per l’Italia è quasi uno scoop giornalistico ) è su ciò che si
discute tra i vertici Nato e il governo serbo montenegrino, in questi mesi;
rappresenta quelli che sono gli obiettivi e gli interessi ritenuti “necessari”
dall’Alleanza atlantica e dagli USA: porti, aeroporti, caserme, siti logistici
per installazioni radar, zone considerate strategiche per basi, ecc. ecc.
Nella regione balcanica, ora che sono state portate la libertà e la
democrazia…occidentali, ovviamente, la situazione di agibilità e sovranità, per
i popoli e stati è sinteticamente questa:
in Ungheria l’ex base sovietica di Tasar è ora la principale base militare
americana fino alla Russia;
in Albania sono state posizionate le basi navali più grandi, oltre
all’aeroporto vicino a Tirana;
in Macedonia sono state occupate dalle truppe Nato le due più grandi caserme
del paese a Tetovo e a Kumanovo, oltre all’aeroporto di Petrovac, Skoplije e al
poligono militare di Krivolak;
la Bosnia Erzegovina è stata adibita per l’aviazione: l’aeroporto di Dubrovac,
Tuzla è diventato base aerea Nato, così come a Brcko e Bratulac, sono state
messe due basi terrestri;
i maggiori porti della Croazia sono stati adibiti per le unità navali, mentre
all’aeroporto vicino Pula c’è ora una base dell’Alleanza oltre al poligono di
Slunj vicino Djakova.
Dalla Romania è stata presa la base navale di Costanza, l’aeroporto militare
vicino a Bucarest, le basi terrestri vicino Timisoara, a Costanza, Kluza e
Vlaskoj, ma ne sono richieste altre tre per ultimare il dislocamento delle
truppe nella regione.
In Bulgaria è stata collocata una base navale a Varna e una terrestre a
Sarafovo Infine in Kosovo vi è Camp Bondstel a Urosevac e un'altra base a
Gnjlane.
Da questo scenario geo-militare dei Balcani una cosa salta immediatamente
all’occhio, in quest’elenco manca solamente un paese, che ancora non risulta
“occupato” da basi straniere, ed è la Serbia Montenegro, ex Repubblica Federale
Jugoslava; ecco svelato l’arcano dei mille contorcimenti mass mediatici,
inventati per giustificare l’aggressione e lo smantellamento di quell’ultmo
pezzo di Jugoslavia, che aveva una gravissima colpa per questi tempi: quella di
pretendere e difendere la propria indipendenza e sovranità e quella di non volere
truppe straniere a casa propria. E questo nel ventunesimo secolo è una colpa
gravissima, perché si diventa un ostacolo “de facto” ai piano geo-strategici
dell’imperialismo americano, e non può essere ammesso. O si accetta o si viene
spazzati via, certo le motivazioni pro forma vengono trovate e pianificate
attraverso la disinformazione strategica, c’è sempre un buono e sacro motivo
democratico per aggredire un popolo o un paese “ non asservibile” con pressioni
o dollari. Qui come in Iraq, come in
Palestina, Libano, Siria, Iran, Cuba, Corea del Nord, Bielorussia, Zimbabwe
ecc. ecc perché la lista è continuamente suscettibile di cambiamenti o
aggiornamenti, a seconda degli eventi che accadono.
E così si può tranquillamente capire come, nelle trattative tra un nuovo
governo serbo montenegrino, creato, sponsorizzato e finanziato per arrivare al
potere, scalzando un governo di unità nazionale che impediva questi scenari in
terra serba, la discussione è come fosse una riunione amministrativa di
riscossione di quanto dovuto. Ai “Quisling” locali il governo amministrativo,
alla Nato ed agli Usa il potere di decidere e comandare, a casa di altri.
Il ministro della difesa della SCG, P.
Davinic nei colloqui di Londra per poter entrare nella Partnership Nato ha ricevuto
le seguenti richieste, ritenute necessarie per “armonizzare” le relazioni tra
la nuova Serbia e l’occidente:
la stazione radar di Kopaonik, la più avanzata tecnologicamente dell’esercito
serbo ed anche strategica per qualsiasi minima concezione difensiva del paese e
quella di Pesterska;
basi aeree a Batajnica vicino Belgrado, Zlatibor, Kraljevo, Nis e Visoravan:
basi terrestri a Novi Sad, Pancevo, e Nis;
le basi navali di Herceg Novi e Bar sulla costa montenegrina.
Oltre alla richiesta di una consistente riduzione degli effettivi dell’esercito
federale, a cui l’ossequiente nuovo governo “libero” ha già risposto con una
proposta di passare dagli attuali circa
70.000 militari a circa 35.000. Quindi trasformare quello che era l’esercito più forte e organizzato di tutti
i Balcani, in una poco più di milizia territoriale, debole e quindi sottomessa
e ubbidiente.
Già, perché una delle clausole presuppone anche la presenza di “esperti
militari” statunitensi nei vertici degli Stati Maggiori serbo montenegrini.
E qualcuno osa chiamare tutto questo…libertà !?
Queste trattative e richieste sono la dimostrazione che le aggressioni ai
popoli e paesi “renitenti o resistenti”, non cessano con il rumore dei
bombardamenti “intelligenti”, ma proseguono con la distruzione degli stati
sociali, delle condizioni di vita dei lavoratori e della popolazione, con le
politiche di privatizzazioni e svendite delle ricchezze nazionali,
nell’immiserimento che investe la stragrande maggioranza della società, ed ora
con l’asservimento militare, ultimo passaggio per annientare completamente
qualsiasi inversione di tendenza politica, essendo coscienti che il malessere e
il disagio sociali, prima o poi si trasformeranno in lotte e conflittualità.
Così saranno garanti della pace sociale e degli interessi di coloro, che nel
frattempo parallelamente, si sono
formati ed arricchiti : le borghesie “compradore” locali, veri e propri
pirati e banditi in doppiopetto, ma legati a doppio filo con gli interessi del
capitale straniero; che sono altro da quella borghesia nazionale che perlomeno,
aveva trovato un alleanza con le forze patriottiche e popolari, per resistere
all’invasione e asservimento economico, politico e sociale del paese, in un
ottica di interesse nazionale.
Questi gli obiettivi e le richieste della Nato, al governo della Serbia
Montenegro, per diventare ancora un po’ di più… “democratici, liberi ed
europei”:
Enrico Vigna – Forum di Belgrado, Italia – SOS Yugoslavia