www.resistenze.org - popoli resistenti - serbia - 28-12-06
Durissima dichiarazione del Presidente del Partito Socialista Serbo
di J. Radinovic
In queste settimane nella scena politica serba, dove è in pieno svolgimento la campagna elettorale, si è molto parlato delle dichiarazioni del nuovo Presidente del Partito Socialista di Serbia (PSS), Ivica Dacic, il quale ha dichiarato che il Kosovo dovrà essere difeso con “ tutti i mezzi”.
La dichiarazione ha provocato forti reazioni nei partiti serbi filooccidentali, soprattutto la sua dichiarazione secondo cui nessuno ha il diritto di decidere che non è ipotizzabile una guerra per difendere il Kosovo Metohija.
Reazioni quasi identiche si sono avute nelle posizioni contenute nel manifesto politico del leader del Partito Radicale Serbo (PRS), Vojislav Seselj, che è in stato di prigionia nelle carceri del Tribunale speciale dell’Aja. Egli infatti invita la direzione del suo Partito ad opporsi all’ingresso della Serbia nell’Unione Europea e nella NATO, e a lottare per la liberazione della terra serba, e a non accettare mai la separazione del Kosovo Metohija, e nemmeno a fare coalizioni con il Partito Democratico o con il Partito Democratico di Serbia.
Secondo gli analisti del governo i messaggi del PSS e PRS possono pregiudicare seriamente gli interessi di sviluppo e sicurezza della Serbia, e mettere in pericolo le sue prospettive, così come rallentare la democratizzazione del paese.
Da parte loro i partiti politici sono stati ancora più espliciti nella condanna.
Il Partito Democratico di Serbia (PDS), il cui leader è l’attuale primo ministro, V. Kostunica, ha censurato la dichiarazione di Dacic, dichiarando che, nell’affrontare il problema dello status futuro del Kosovo, non si può paventare alcun tipo di guerra o conflitto, né di uso della forza, ora che la Serbia aspira al compromesso, alla stabilizzazione della regione ed al rispetto del Diritto Internazionale; affermando inoltre che il PDS spera che gli anni ’90 con le diverse disavventure, guerre e sanzioni contro questo popolo, non debbano mai più ripetersi.
Fino alla convocazione delle prossime elezioni parlamentari il PSS ha appoggiato il governo minoritario di Kostunica. In riferimento alle ragioni di tale appoggio, Dacic ha spiegato nell’ultimo Congresso del Partito Socialista, che i motivi sono da ricercarsi nella difesa degli interessi della Serbia e del PSS, con il fine di cacciare dal potere il Partito Democratico, il cui leader è l’attuale Presidente della Serbia, Boris Tadic, il quale è definito “ il più grande disastro politico della storia serba”.
Il Partito Democratico a sua volta, ha emesso un comunicato in cui si denuncia che Dacic propone di fatto una nuova politica di guerra e che deve spiegare alla cittadinanza che dovrebbe andare nuovamente alla guerra. Si ricorda anche che tutti conoscono i risultati di una politica avventurista quale fu quella che aveva il regime di Slobodan Milosevic e dei suoi fedeli. I Democratici ribadiscono nel loro programma elettorale, il chiaro messaggio che la Serbia deve entrare nella UE e che il manifesto politico di Seselj dimostra che il Partito Radicale è una formazione politica retrograda che non vede la Serbia in Europa. I Democratici dicono che nelle prossime elezioni i cittadini vanno a scegliere tra due direzioni politiche: una che conduce verso una vita migliore e la UE, come gli offre il PD, e l’altra che è definita nella politica superata dei radicali e nella politica militarista dei socialisti, che portano la Serbia nel fango del passato balcanico.
Nel frattempo Dacic ha smentito di aver chiamato alla guerra durante il Congresso del PSS, affermando di aver detto, che nessuno ha il diritto di decidere preventivamente che non si deve fare la guerra per il Kosovo, valutando che ciò sarebbe controproducente nel processo di negoziazione sul futuro status della provincia.
Molti analisti pensano che la retorica aggressiva di Dacic si debba alla campagna elettorale e che è rivolta all’elettorato nostalgico e che è in contrasto completamente, con quella che è in questo momento la politica nazionale rispetto al futuro status del Kosovo Metohija.
Le elezioni in Serbia sono state causate dalla necessità che l’emissario speciale dell’ONU M. Ahtisaari, rimandi la presentazione della soluzione finale per lo status futuro del Kosovo Matohija.
Il presidente della Serbia B. Tadic ha dichiarato di non pensare comunque che tale decisione possa influenzare la campagna elettorale, ritenendo che la delegazione governativa che negozia, farà il massimo sforzo nelle trattative sullo status futuro del Kosovo per difendere i legittimi interessi della Serbia.
Circa il futuro del Kosovo, il primo ministro V. Kostunica, durante la campagna elettorale ha detto che nel mondo non esiste Stato, il quale possa accettare che nel suo territorio si costituisca un nuovo stato ed ha ribadito che l’attuale Governo non ha permesso né permetterà questo, se nelle prossime votazioni i cittadini gli ridaranno la fiducia.
Da "Seminario Serbo", 16 dicembre 2006
Traduzione di E. Vigna per Forum Belgrado Italia