www.resistenze.org - popoli resistenti - serbia - 16-01-07
Prospettive di successo in Kosovo - di Agim Ceku
Mentre il Kosovo oggi è de facto indipendente, troppi nella comunità internazionale sono ancora riluttanti a riconoscere l’inevitabile - e siamo tutti bloccati.
Il Kosovo ha bisogno dell’indipendenza per muoversi verso un passaggio successivo…
Definire lo status del Kosovo Kosovo porterà alla fine della insicurezza e dell’assenza di speranza per i Serbi del Kosovo- e della Serbia stessa. E libererà la Serbia da un legame mitologico…
Gli Stati Uniti sono intervenuti in Kosovo…Le truppe americane con la NATO ricacciarono e sconfissero l’esercito di Slobodan Milosevic…
Riconoscere l’indipendenza del Kosovo.. rappresenta, per l’America e il mondo, la possibilità di una nuova e vittoriosa pagina di politica estera.
Arrivando a Washington dalla regione dei Balcani occidentali, risulta immediatamente che la politica estera americana ha una nuova serie di priorità. Anche un visitatore nella mia regione noterebbe un cambiamento simile. Questa è una buona cosa. Ciò significa che abbiamo fatto dei progressi comuni.
In questi anni, il Kosovo ha affrontato una trasformazione notevole. La maggioranza delle responsabilità di governo sono stati trasferite dalla Missione NATO al Governo provvisorio.
Il Kosovo ha una forte base microeconomica, così come un sistema di tassazione con poche esenzioni e tassi di interessi bassi. Le nostre leggi del lavoro sono tra le più flessibili in Europa e il governo ha normalizzato le leggi sulla proprietà privata.
Mentre il settore giudiziario e quello della sicurezza necessitano ancora di profonde e fondamentali riforme, il Kosovo ha sviluppato pienamente delle effettive e funzionali istituzioni.
Abbiamo anche sviluppato un sistema per proteggere i diritti delle nostre minoranze. I Serbi costituiscono solo il cinque per cento della popolazione totale, ma il Serbo è una delle nostre due lingue ufficiali. Un esempio come questo non ha precedenti in Europa. Venti posti in parlamento sono riservati alle nostre minoranze, ed io ho insistito personalmente per avere rappresentanti delle minoranze nel mio Governo.
Allo stesso modo, il governo ha rafforzato il potere delle singole municipalità. Ciò garantisce che la maggioranza dei Serbi – molti dei quali vivono in comunità disperse sul territorio del Kosovo- vivranno guidati da rappresentanti Serbi e poliziotti Serbi, saranno visitati da medici Serbi e seguiranno scuole Serbe.
Noi riconosciamo che la chiave per la conduzione del Kosovo è un ponte tra le divisioni del passato. Il Kosovo è uno Stato multietnico - e abbiamo fatto tutti i passi necessari per assicurare che tutte le sue minoranze etniche abbiano la stabilità, la sicurezza e la prosperità alle quali tutti aspiriamo.
Sfortunatamente, parti dell’elite del governo di Belgrado stanno cercando di fare dei martiri nella comunità Serba in Kosovo, ma non stanno facendo nulla per offrire realmente a questa comunità un futuro sostenibile. Il risultato è che il Kosovo è oggi de facto indipendente, ma troppi nella comunità internazionale sono riluttanti a riconoscere l’inevitabile. E siamo tutti bloccati.
Il Kosovo ha bisogno dell’indipendenza per muoversi verso un nuovo livello, da cui possiamo poi cominciare a pensare ad una promozione del nostro potenziale economico e alla gestione della nostra integrazione nell’Unione Europea. Ma soprattutto , portare a conclusione lo status del Kosovo porterà alla fine della insicurezza e dell’assenza di speranza per i Serbi del Kosovo- e della Serbia stessa. Libererà la Serbia da un legame mitologico e aprirà la porta a politiche adeguate e allo sviluppo economico.
Esistono due Serbie al giorno d’oggi. La Serbia moderna capisce che il Kosovo sta andando avanti e sta facendo i conti con questa realtà. Questa Serbia è focalizzata sull’Europa e sulla rivitalizzazione del potenziale economico serbo e, con esso, sul benessere dei cittadini Serbi. Allo stesso tempo, la vecchia Serbia nazionalista si tiene stretto il Kosovo. Questo gruppo non ha in programma nessuno piano a lungo termine per lo sviluppo economico, sociale o politico del Kosovo o della Serbia.
Riconoscendo questa dicotomia, la comunità internazionale deve trovare un sistema per favorire la Serbia democratica e per emarginare i radicali. Questo è anche nel nostro interesse.
Il Kosovo sta facendo quello che può per aiutare la Serbia. Siamo d’accordo a differire la decisione sullo status finale del Kosovo a dopo le elezioni generali in Serbia di gennaio. Questo è il nostro modo per dire che sosteniamo la Serbia democratica. Vorrei sviluppare con la Serbia una relazione matura e produttiva, appropriata per due Stati vicini che condividono interessi ed obbiettivi.
In effetti, tutta la regione ha bisogno di una Serbia orientata verso l’Europa per poter fare dei passi avanti e per liberare la comunità internazionale dal vincolo dell’intervento. La cooperazione regionale e l’integrazione europea sono due lati della stessa medaglia e la ricetta per i moderni Balcani occidentali.
E comunque, nulla sarà possibile finchè la questione dello status del Kosovo rimarrà irrisolto.
L’Europa deve assumere un ruolo di primo piano nello sviluppo della regione. In molti modi, lo sta già facendo. Che la regione graviti verso Bruxelles è solo naturale e inevitabile. Ma rimane essenziale una forte e chiara leadership americana, soprattutto nei mesi a venire quando la discussione sullo status del Kosovo prenderà piede nel Consiglio di Sicurezza.
Gli Stati Uniti sono intervenuti in Kosovo sull’aspetto del diritti umani. Le truppe americane con la NATO ricacciarono e sconfissero l’esercito di Slobodan Milosevic che aveva portato la pulizia etnica in Europa. L’intervento americano in Kosovo è servito come costante monito che l’abuso sistematico dei diritti umani non sarà a lungo tollerato dalla comunità internazionale e che il richiamo alla sovranità non è una garanzia per l’immunità internazionale per grandi crimini.
Riconoscere l’indipendenza del Kosovo chiuderebbe i capitoli bui della storia dei Balcani, e creerebbe la possibilità per una nuova e sostenibile stabilità della regione. Ciò rappresenta , per l’America e il mondo, l’opportunità per una nuova e vittoriosa pagina di politica estera di successo.
NdT : Agim Ceku, incriminato dai tribunali della Serbia come criminale di guerra, è stato colonnello delle forze croate secessioniste negli anni ’90 e comandante dell’UCK in Kosovo; è l’attuale Primo Ministro del Kosovo.
Da Washington Post, 12 dicembre 2006
Traduzione di C. Busto per Forum Belgrado Italia