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da: www.srbija.sr.gov.yu/vesti/vest.php?id=6842
 
Il Governo Serbo ha emanato una risoluzione a proposito della “Proposta per una soluzione complessiva dello status del Kosovo”
 
Belgrado, 13 febbraio 2007
 
Il Governo della Repubblica di Serbia ha emanato, nella seduta odierna, una risoluzione a proposito della “Proposta per la soluzione complessiva dello status del Kosovo” dell’inviato speciale del segretario generale dell’ONU Martti Ahtisaari e il proseguimento dei negoziati circa il futuro status del Kosovo e Metohija e l’ha inviata al Parlamento popolare che la esaminerà.
 
Il sito ufficiale del Governo di Serbia riporta il testo integrale di questo documento:
 
La proposta della risoluzione del Parlamento popolare della Repubblica di Serbia a proposito della “Proposta per la soluzione complessiva dello status del Kosovo” dell’inviato speciale del segretario generale dell’ONU Martti Ahtisaari e il proseguimento dei negoziati circa il futuro status del Kosovo e Metohija.
 
Partendo dalla Costituzione della Repubblica di Serbia, che nel preambolo afferma che “la provincia del Kosovo e Metohija è la parte integrante del territorio di Serbia, che ha una posizione di sostanziale autonomia all’interno dello Stato sovrano di Serbia e che, da tale posizione, provengono gli obblighi costituzionali di tutti gli organi statali di rappresentare e proteggere gli interessi statali di Serbia in Kosovo e Metohija, in tutti i rapporti politici interni ed esterni”;
 
partendo inoltre dall’articolo 8 della Costituzione della Repubblica di Serbia che afferma che “ il territorio della Repubblica di Serbia è unitario e indivisibile” e “il confine della Repubblica di Serbia è intangibile”, nonché dall’articolo 182 che stabilisce che “l’autonomia sostanziale della Provincia autonoma di Kosovo e Metohija sarà ordinata con una legge speciale emanata secondo la procedura prevista per le modifiche alla Costituzione”;
 
partendo anche dai principi fondamentali e dalle norme del diritto internazionale, e in particolare dalla Carta dell’ONU, dell’Atto finale della Conferenza sulla sicurezza europea e la cooperazione di Helsinki (1975) e da altri documenti delle organizzazioni internazionali, nelle quali la sovranità e integrità territoriale sono definite come i fondamenti del moderno ordine internazionale;
 
ricordando che la Risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU num. 1244 (1999), con le garanzie della sovranità e integrità territoriale della Repubblica Federativa di Jugoslavia, ha definito la posizione del Kosovo e Metohija come di autonomia sostanziale all’interno della Repubblica Federativa di Jugoslavia, cui successore nel diritto internazionale è la Repubblica di Serbia;
 
siamo convinti che la questione del futuro status del Kosovo e Metohija si deve risolvere in base ai principi e norme fondamentali del diritto internazionale, e cercando la soluzione pacifica, comprensiva e durevole attraverso i negoziati;
 
considerando che l’inviato speciale del segretario generale dell’ONU, Martti Ahtisaari, ha consegnato agli organi statali della Repubblica di Serbia la sua “Proposta per la soluzione complessiva dello status del Kosovo”, che non osserva la sovranità e integrità territoriale della Repubblica di Serbia verso il Kosovo e Metohija e allo stesso tempo propone che al Kosovo e Metohija sia riconosciuta una serie di diritti e prerogative che appartengono solo agli Stati sovrani;
 
confermando ancora la risoluzione del Parlamento popolare della Repubblica di Serbia adottata il 21 novembre del 2005, circa il mandato per i negoziati politici sul futuro status del Kosovo e Metohija, e specialmente la posizione che “il Parlamento popolare della Repubblica di Serbia dichiarerebbe ogni soluzione imposta per il futuro status del Kosovo e Metohija come illegittima, contraria alla legge e invalida”;
 
confermando anche la piattaforma dell’Equipe statale per i negoziati sul futuro status del Kosovo e Metohija del 5 gennaio del 2006, le posizioni principali espresse nei discorsi del Presidente della Repubblica di Serbia, Boris Tadic, e del presidente del Governo della Repubblica di Serbia, Vojislav Kostunica, ai negoziati a Vienna il 24 luglio 2006, nonché il contenuto dei documenti espressi dall’Equipe statale per i negoziati nel corso del 2006 ai negoziati a Vienna (circa la decentralizzazione del potere nella provincia e la formazione dei nuovi municipi con la maggioranza serba, protezione della Chiesa ortodossa serba, dei suoi monasteri, chiese, proprietà e altra eredità culturale serba nella Provincia, le questioni economiche ed altre),
 
il Parlamento popolare della Repubblica di Serbia conferma le seguenti posizioni:
 
il Parlamento popolare della Repubblica di Serbia conclude che la proposta dell’inviato speciale del Segretario generale dell’ONU Martti Ahtisaari viola i principi fondamentali del diritto internazionale, perché non osserva la sovranità e integrità territoriale della Repubblica di Serbia rispetto al Kosovo e Metohij. In questa proposta al Kosovo e Metohija si attribuiscono infondatamente e contrariamente al diritto internazionale gli elementi dello stato sovrano, con il che in modo contrario alla legge si posano i fondamenti per la creazione del nuovo stato indipendente nel territorio di Serbia;
 
il Parlamento popolare rifiuta quindi tutte le posizioni della proposta dell’inviato speciale del Segretario generale dell’ONU con i quali si viola la sovranità e integrità territoriale della Repubblica di Serbia come uno stato internazionalmente riconosciuto. Il Parlamento popolare ammonisce che in questo modo si mette in dubbio la possibilità di raggiungere una soluzione di accordo e compromesso, obiettivo principale dei negoziati circa il futuro status del Kosovo e Metohija;
 
il Parlamento popolare ribadisce che solo nei negoziati sotto il patrocinio delle Nazioni Unite, senza pressioni e termini artificiali, si può raggiungere una soluzione accettabile per tutti e durevole, che sarebbe conforme al diritto internazionale e ai valori democratici che sono i fondamenti degli stati moderni e dei loro rapporti reciproci.
 
Partendo da questa disposizione generale, il Parlamento popolare rinnova il mandato all’Equipe statale per i negoziati e la obbliga a rappresentare, ai prossimi negoziati a Vienna, la politica adottata con la precedente risoluzione del Parlamento popolare, e confermata con questa risoluzione, una politica della difesa della sovranità e integrità territoriale della Repubblica, della protezione dei diritti e interessi del popolo serbo e della Chiesa ortodossa serba nella Provincia, la preservazione dell’intera eredità religiosa e culturale in Kosovo e Metohija, nonché degli interessi delle comunità non albanesi.
 
Il Parlamento di Serbia obbliga particolarmente l’Equipe statale per i negoziati ad esprimere nel proseguimento dei negoziati la posizione della Repubblica di Serbia circa l’intera Proposta dell’Inviato speciale del Segretario generale dell’ONU, formulando, conformemente a questa Risoluzione, le sue concrete proposte e soluzioni, nonchè a fare un rapporto, subito dopo il ritorno dai negoziati, al Parlamento popolare, che decide sull’ulteriore corso dei negoziati.
 
Impegnandosi per una soluzione di compromesso e di accordo per il futuro status del Kosovo e Metohija, il Parlamento popolare rileva che l’indipendenza imposta per la Provincia avrebbe enormi conseguenze negative. Tale esito sarebbe destabilizzante a lungo termine per la regione, renderebbe difficile la prospettiva europea degli interi Balcani occidentali e rappresenterebbe un pericoloso caso senza precedenti per la soluzione delle questioni di minoranze e dei conflitti territoriali in tutta l’Europa e mondo. Quindi il parlamento popolare invita tutti gli Stati, organizzazioni internazionali e altri fattori internazionali, a opporsi alle minacce per la sovranità e integrità territoriale della Repubblica di Serbia e a rifiutare qualsiasi soluzione imposta per il futuro status del Kosovo e Metohija.