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- popoli resistenti - serbia - 24-02-08 - n. 216
KOSOVO è Serbia!
27 febbraio 2008
Cominciamo con questo numero un aggiornamento di ultime notizie ed immagini, relative alla situazione del Kosovo Metohija in evoluzione continua. Conterrà via via notizie e immagini degli ultimi giorni ed ore, che saranno poi anche in parte raccolti nei prossimi KOSOVO NOTIZIE, di cui è un supplemento.
Questo, come impegno per un informazione legata al lavoro per la verità e la giustizia, strettamente legato a quello dei progetti di solidarietà dell’associazione SOS Yugoslavia denominati “ SOS Kosovo Metohija”, su cui siamo impegnati da anni.
A cura del Forum Belgrado Italia
LA SERBIA CHE RESISTE!
La Serbia ha annullato e annullerà ogni atto del falso stato creato con forza nel suo territorio
Discorso del presidente del Governo della Repubblica di Serbia Vojislav Kostunica
“Cari cittadini di Serbia,
Serbia!
Che cos’è il Kosovo?
Dov’è il Kosovo?
Di chi è il Kosovo?
C’è uno tra di noi che non sia del Kosovo?
C’è uno tra di noi che pensa che il Kosovo non sia il suo?
Il Kosovo- è il primo nome della Serbia.
Il Kosovo appartiene alla Serbia.
Il Kosovo appartiene al popolo serbo.
È stato così da sempre. Sarà così per sempre.
Non c’è forza, non c’è minaccia, non c’è pena tanto grande e terribile che a qualsiasi serbo, in qualsiasi tempo, faccia dire altro che: il Kosovo è Serbia!
Mai si sentirà da noi dire che il Patriarcato di Pec non sia nostro, che Visoki Decani e Gracanica non siano nostri! Che non sia nostro il posto dove siamo nati; e noi e il nostro Stato e la nostra chiesa e tutto quello che siamo oggi!
Se come serbi rinunciamo all’essere serbi, alle origini, al Kosovo, agli avi e alla storia:
allora, chi siamo noi serbi? Come ci chiamiamo?
C’è popolo oggi nel mondo al quale i potenti, come oggi ai serbi, richiedono di rinunciare a quello che è? Se ammettiamo che non siamo serbi, ci promettono che come popolo senza storia e senza origine staremo meglio.
Ci chiedono di rinunciare ai nostri fratelli in Kosovo. Dicono ai nostri fratelli in Kosovo che, senza uscire dalle loro case, sono andati in un altro Stato. Non l’hanno fatto e mai lo faranno.
Dicono loro che sono separati dai noi. Non lo sono e mai lo saranno.
Quale legge divina, umana o europea abbiamo trasgredito? Quale accordo non abbiamo osservato? A chi non abbiamo steso la mano di amicizia e di cooperazione, offrendo ciò che non è mai stato offerto a nessuno ? I potenti del mondo dicono: ciò non basta. Basterà, dicono loro, quando voi serbi accetterete di essere umiliati. Quando firmerete la vostra umiliazione. Nessuno mai avrà il mandato del popolo serbo per acconsentire a un commercio così indegno. Nessuno e mai!
Noi come Stato, come cittadini e come nazione non rinunciamo al nostro posto nel mondo. Noi non rinunciamo al nostro posto tra i popoli del mondo. Ma chiediamo che a quel posto e al nostro futuro arriviamo alle stesse condizioni di tutti gli altri popoli e tutti gli altri Stati nel mondo. È giusto! È il diritto internazionale! È il XXI secolo. Il resto è la forza.
Con noi serbi tutto si può fare con amicizia, ma nulla si è mai potuto fare con la forza. Questo ci è rimasto dagli avi. Se accettiamo la forza e la paura, ogni sacrificio di tutti quelli che hanno creato la storia della Serbia è stato inutile. Se accettiamo questa violenza, ogni battaglia che i nostri avi avevano vinto, noi oggi la perderemo.
Lo Stato di Serbia ha annullato e annullerà ogni atto dello stato illegale e falso, creato con la forza nel territorio della Serbia. E questo falso stato non è altro che il trionfo delle menzogne sopra il diritto e la verità. Nel falso stato tutto deve essere falso. La legge e i confini, la bandiera e la geografia, e la storia. E più si impegnano i potenti del mondo per quella menzogna, più la loro creazione sarà falsa.
Finchè esiste lo Stato della Serbia non riconosceremo ciò che è nato con la violazione dei principi sui quali si basa il mondo civilizzato. In quella lotta non siamo soli. Il popolo serbo non dimenticherà l’amicizia e l’appoggio che il presidente Putin, a capo della Russia, ha offerto alla Serbia. Non dimenticheremo neanche l’appoggio di tutti quegli Stati che si oppongono alla distruzione dell’attuale ordinamento internazionale.
Con la sua posizione verso l’usurpazione del Kosovo, il popolo serbo ha mostrato forza e unità. Quella forza e quell’unità hanno obbligato tutte le istituzioni statali a prendere le decisioni che sono la base del nostro programma nazionale e statale per il Kosovo.
Il popolo oggi chiede che giuriamo: finché siamo vivi, il Kosovo è Serbia.
Finché siamo vivi, i nostri fratelli in Kosovo non sono soli e non sono dimenticati.
Finché rifiutiamo gli ultimatum, e accettiamo le amicizie, la Serbia sarà libera! La parola c’è!
Tutto il mondo l’ha sentita! E tutti sanno quant’è grande la parola serba!
Il Kosovo è Serbia!”
Belgrado, 21 febbraio 2008
La nostra venerabile Europa ha perso il cuore
Di Peter Handke, scrittore.
La Jugoslavia è stata durante la seconda guerra mondiale, un paese che si è liberato (quasi) da solo dall’occupazione nazista. Cos’è che penserebbero oggi, i partigiani, i resistenti dell'epoca, quegli sloveni, quei croati, quei bosniaci, quei serbi, macedoni ed anche quegli albanesi nel sentire il refrain (diventato assillante) che la grande Jugoslavia, per la quale si sono battuti insieme, era uno "Stato artificiale" e che il suo smantellamento non è stato uno strappo e soprattutto non una tragedia? Riconoscendo lo Stato albanese del Kosovo (KOCOBO in cirillico), questi autoproclamatisi medici dell'emisfero occidentale si sono schierati per un paziente contro un altro paziente. Riconoscendo lo Stato albanese del Kosovo, questi medici hanno violato il giuramento di Ippocrate e si sono dimostrati falsi medici. Riconoscendo lo Stato albanese del Kosovo, gli stati criminali occidentali, che avevano prima bombardato e distrutto l'Jugoslavia serba, hanno accolto tra loro uno Stato criminale per eccellenza. Riconoscendo lo Stato albanese kosovaro, l'occidente ha privato, in un solo colpo mortale, il popolo serbo del Kosovo della sua patria e lo ha reso, prigioniero ed esiliato allo stesso tempo, nel suo paese. Riconoscendo lo Stato albanese del Kosovo, la nostra degna Europa ha definitivamente perso il suo cuore. Piangiamo silenziosamente insieme a tutti gli esseri imparziali e di buona volontà, con il popolo serbo del Kosovo perduto.
KOSOVO KOCOBO. Da Le Figaro (22/02/08) Traduz a cura del FBIt
Contro l’indipendenza del Kosovo Metohija :
Belgrado, l’assalto all’ambasciata USA
Comunità serba di Podgorica, Montenegro
Manifestazione a Vicenza della comunità serba del 23.2-08