www.resistenze.org - popoli resistenti - serbia - 25-02-08 - n. 216

da PCFR - http://kprf.ru/international/55021.html
 
I comunisti russi e la situazione nel Kosovo
 
Dichiarazione di Ivan Melnikov, primo vicepresidente del PCFR
 
In relazione alla proclamazione unilaterale dell’indipendenza della provincia serba del Kosovo, avvenuta il 17 febbraio, su richiesta dei media il primo vicepresidente del PCFR Ivan Melnikov ha commentato gli sviluppi della situazione:
 
“Il Comitato cittadino di Mosca del PCFR e i deputati comunisti della Duma di Stato hanno organizzato un presidio davanti all’ambasciata USA per protestare contro il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo. Stiamo seguendo con la massima attenzione gli attuali sviluppi nei Balcani.
 
Il PCFR è convinto che il tentativo di riconoscimento unilaterale del Kosovo, a cui stiamo assistendo in questo momento, è un episodio che ci allontana dai confini di quanto è consentito dalla pratica accettata internazionalmente, e che assume un autentico carattere di provocazione.
 
Le forze, che vogliono avallare questa avventuristica indipendenza, sono interessate a che tale operazione avvenga rapidamente, senza che l’opinione pubblica abbia la possibilità di rispondere: il carattere della cosiddetta “indipendenza” è filo-americano, e tutto il territorio è costellato di bandiere degli USA.
 
Le conseguenze sono sostanzialmente tre. La prima: un altro tentativo di disgregare il territorio dell’ex Jugoslavia, privando la Serbia di una sua parte storica e, allo stesso tempo, di spingere i serbi ad uscire dal proprio territorio. La seconda conseguenza: la creazione di un precedente, in grado di provocare una serie di situazioni analoghe in tutto il mondo, anche nelle forme più pericolose. La terza, e più importante: è stata lanciata una sfida all’ordine mondiale, emerso dopo la Seconda guerra mondiale, dal momento che non è stata presa nella benché minima considerazione la posizione dello stesso Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Inoltre occorre anche prestare attenzione a un altro fatto: tra i paesi, che sostengono l’indipendenza del Kosovo ci sono quelli che hanno scatenato la guerra all’Iraq e che, fino a questo momento, hanno sparso il sangue dei popoli del Medio Oriente.
 
La Russia, a nostro parere, deve continuare sulla linea del non riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo e condurre di conseguenza un lavoro comune con coloro che condividono il nostro punto di vista, e con coloro, il cui punto di vista potrebbe modificarsi (…)
 
Per quanto riguarda l’atteggiamento della nostra politica nei confronti delle repubbliche non riconosciute, è certo che, in questa nuova situazione, non possiamo rimanere immobili, anche se non dobbiamo assumere lo stesso comportamento di coloro che violano le regole internazionali. Il PCFR propone le seguenti azioni concrete. Il primo passo: riconoscere i risultati dei referendum sull’autonomia e l’indipendenza delle repubbliche non riconosciute sul territorio dell’ex URSS. Secondo passo: concludere con esse trattati di sostegno reciproco e la stipula di accordi di collaborazione militare, da cui derivi che, in caso di aggressione da parte di terzi, queste repubbliche potranno essere difese. E solo qualora dovessimo verificare che la questione del Kosovo non presenta sbocchi, il passo successivo potrebbe essere rappresentato dalla nostra apertura nei confronti della questione relativa al desiderio di unirsi alla Russia che queste repubbliche hanno manifestato.
 
In ogni caso ciò che il mondo attende dal nostro paese sono azioni concrete. Meditate, ma decise, esse rappresentano l’unico modo per bloccare la revisione dell’ordine mondiale esistente che sta avvenendo in nome degli interessi degli USA e dei suoi alleati.
 
L’Assemblea Federale della Federazione Russa ha già predisposto un documento: la dichiarazione congiunta della Duma di Stato e della Camera del Consiglio della Federazione dal titolo “Le conseguenze della dichiarazione unilaterale d’indipendenza del territorio del Kosovo (Serbia)”. Contiene valutazioni chiare e comprensibili, e in ragione dell’urgenza non abbiamo ritenuto necessario dilungarci in discussioni su questioni secondarie. Anch’io, in qualità di vicepresidente della Duma di Stato, ho firmato questo documento. La dichiarazione è sufficientemente dura, vi si mette in rilievo in modo inequivocabile il ruolo degli USA nella sollecitazione del separatismo kosovaro e pone le premesse per un nuovo tipo di relazioni con gli stati che si sono dichiarati indipendenti nello spazio post-sovietico”.
 
Traduzione dal russo di Mauro Gemma per www.resistenze.org