www.resistenze.org - popoli resistenti - serbia - 14-05-08 - n. 227

da World Net Daily
 
I nostri “amici” in Kosovo
 
di Joseph Farah
 
21/04/2008 
 
Nel 1999, gli Stati Uniti, in complicità con gli alleati della Nato, attaccava la sovranità nazionale della Serbia, la quale non arrecava alcuna minaccia all’America o all’Europa.
 
La scusa per la campagna di bombardamenti, che ha ucciso migliaia di serbi innocenti e distrutto le infrastrutture civili, era che i serbi erano responsabili di violazioni dei diritti umani nella propria provincia e che il governo era responsabile di condurre una campagna di “genocidio” contro la minoranza albanese del Kosovo.
 
Naturalmente erano tutte menzogne.
 
La Serbia non arrecava alcun tipo di minaccia agli Stati Uniti. La Serbia non aveva nessun tipo di armi di distruzione di massa. La Serbia non sosteneva il terrorismo internazionale. La Serbia non aveva nessuna intenzione ostile verso gli Stati Uniti.
 
Ora è emerso che 2.108 persone furono uccise in Kosovo dopo un periodo di mesi di scontri, incluso il periodo dei pesanti bombardamenti sulla Serbia delle forze della Nato.
 
Questo è il duro “ genocidio”, come fu definito da Clinton, dal Segretario alla Difesa W. Cohen, dai Senatori J. Biden, C. Hagel, dall’ex Senatore B. Dole e da D. Schiffer ambasciatore USA per i crimini di guerra.
 
Fomentando l’isteria per provocare una illegale campagna di bombardamenti, ognuno di questi uomini ha le mani sporche di sangue.
 
Non c’erano centinaia di migliaia di morti in Kosovo, come alcuni rapporti suggerivano. Non ce n'erano neanche decine di migliaia. C’erano alla peggio, un paio di migliaia di morti entro un considerevole periodo di tempo. Anche se, naturalmente, pure questo è un terribile ed orribile prezzo.
 
Pensate all'iperbole che noi abbiamo sentito prima della campagna di bombardamenti:
 
-         “Prima che la neve cada il prossimo inverno, ci sarà un genocidio documentato su larga scala in Kosovo”, disse Biden.
-         La storia ci giudicherà duramente, se noi non faremo qualcosa per fermare questo genocidio devastante”, disse Hagel.
-         “Ciò che noi abbiamo in Kosovo oggi e ciò che abbiamo avuto in Bosnia è genocidio, ecco perché io penso che noi dovremo intervenire”, disse Dole.
-         Ci sono indicazioni che il genocidio in Kosovo è in atto”, disse il portavoce del Dipartimento di Stato USA, J. Rubin.
-         Cohen ha definito la campagna di bombardamenti come una “ lotta per la giustizia contro il genocidio”.
-         Scheffer disse che il Kosovo era uno dei tre più grandi genocidi dal 1950 ad oggi, superato solo dal Rwanda e dalla Cambogia.
 
Ma nessuno l’ha sparata più grossa di Clinton. Egli ha paragonato le atrocità in Kosovo all’Olocausto. In Kosovo, egli disse, “ non vi è una guerra in senso tradizionale. Immaginate cosa sarebbe successo  se noi e i nostri alleati, invece di intervenire, avessimo deciso di stare a guardare come questo popolo veniva massacrato sulla porta della NATO”.
 
Nove anni dopo, la vera natura dei nostri “amici” in Kosovo è diventata chiara.
 
Mentre gli Stati Uniti e la NATO propagandavano che lo spargimento di sangue era opera di una sola parte, esclusivamente dei Serbi, un nuovo libro rivela che alcuni dei più odiosi, rivoltanti abusi circa i diritti umani, sono stati attuati dai cosiddetti “ bravi ragazzi”, le supposte “vittime” del genocidio.
 
Investigatori del Tribunale dell’Aja per i crimini di guerra nei Balcani, hanno trovato una casa dove furono rinchiusi come prigionieri serbi, a cui venivano tolti organi dei loro corpi e venduti dagli albanesi. Il denaro ricavato da questo orribile lavoro serviva a finanziare l’UCK, una banda armata di terroristi alleati ad Al Qaeda.
 
 Oggi gli Stati Uniti e molti paesi Europei hanno sostenuto la creazione di un autonomo, indipendente e artificioso stato del Kosovo, con presidente Hasim Thaci, uno dei massimi capi dell’UCK.
 
Le rivelazioni non sono proprio delle frivolezze. Sono state fatte nel libro: “ La caccia. Me e i Criminali di Guerra”, di Carla Del Ponte, la quale è stata fino allo scorso anno procuratore capo del Tribunale dell’Aja.
 
Secondo le sue fonti, centinaia di giovani Serbi rapiti erano portati con camion dal Kosovo al nord dell’Albania, dove venivano loro asportati gli organi. Alcuni prigionieri venivano ricuciti dopo che gli erano stati tolti i reni, riportati dentro una baracca, in attesa di vedersi prelevare altri organi ed in seguito essere uccisi. Altri prigionieri, consci di ciò che sarebbe accaduto, vivevano in uno stato di disumano terrore di essere uccisi in qualsiasi momento.
 
Le persone che hanno commesso questi crimini erano protette militarmente dalle Forze Aeree degli Stati Uniti, dalle forze NATO, con i soldi delle vostre tasse e sotto la direzione e guida del Presidente Bill Clinton.
 
Come vi fa sentire tutto questo?
 
Traduzione a cura del Forum Belgrado Italia