da Parti du travail de Belgique
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAABBSBE&obid=21393
traduzione dal francese di F.R.
martedì, 14 ottobre 2003, 15h44
Dopo l'attacco israeliano e le sanzioni USA contro la Siria
Attacco alla Siria:"Bush e Sharon allargano la guerra per uscire dalla loro crisi"
Il 5 ottobre Israele ha bombardato un
vecchio campo palestinese vicino a Damasco. Il Congresso USA voterà nuove
sanzioni contro la Siria.
Perché quest’aggressività d’Israele e degli Stati Uniti? Si va verso una
generalizzazione della guerra in Medio Oriente?
Le risposte con Mohammed Hassan, specialista della regione.
Davide Pestieau
15-10-2003
Come
spiegare quest’attacco di Israele contro la Siria?
Mohammed Hassan. Bisogna
considerare la situazione interna in Israele. Sharon, il Primo ministro
israeliano è stato eletto perché ha promesso di ottenere la pace. Schiacciando
ciò che chiama il terrorismo palestinese.
La situazione attuale è tutto il contrario. La resistenza palestinese resta in
piedi e le condizioni economiche si degradano. Secondo il quotidiano Al Qods,
quest’anno 40.000 israeliani sono emigrati fuori dal paese. La crisi e la paura
degli attentati fanno sì che quelli che ne hanno i mezzi partano per andare
altrove, al riparo. Le contraddizioni di classi nella società aumentano fino al
più alto livello dell'esercito. Che circa 200
piloti dello Tsahal, l'esercito israeliano, rifiutino oggi di bombardare Gaza e
la Cisgiordania ne è l'espressione più evidente
Incapace di mettere la resistenza palestinese al passo, né di mettere al passo
gli Hezbollah in Sud-Libano, Sharon adesso vuole attaccare la Siria. E
probabilmente anche l’Iran, alleato potente della Siria.
Ma gli Stati Uniti avevano interesse a questo
attacco?
Mohammed Hassan. Tutto indica che lo squadra Bush era informata.
Essi si immaginavano anche che dopo la caduta di Baghdad in aprile, non ci
sarebbe stata resistenza in Iraq, che la demoralizzazione dovuta alla disfatta
avrebbe colpito tutto il mondo arabo, che in un Medio Oriente sotto il dominio
USA, Israele avrebbe visto aprirsi un grande mercato economico, e che un paese
della linea del fronte (linea che divide Israele ed i paesi arabi di frontiera)
come la Siria non avrebbe mantenuto la sua ferma opposizione ad Israele.
Sei mesi più tardi, la resistenza irachena porta dei colpi sempre più duri
all’esercito yankee, gli Stati Uniti spendono miliardi senza nessuna
prospettiva di uscire dal tunnel.
Piuttosto dovrebbero essere meno aggressivi,
no?
Mohammed Hassan. No, Bush e Sharon
sono tutti due in un pantano. Negoziano, o allargano la guerra come fuga in
avanti. È questa seconda opzione che sembrano privilegiare oggi. Ma è una
confessione di debolezza: per nascondere i problemi interni, li si esporta. Ciò
vale per l'Israele come per gli Stati Uniti.
Israele pretende di colpire ancora la Siria, indica già le case a Damasco dove
abitano dei dirigenti della resistenza palestinese, del FPLP, Fronte Popolare
di Liberazione della Palestina, così come di Hamas. La Commissione delle
Relazioni Esteri del Congresso americano ha appena deciso delle nuove sanzioni
contro la Siria, accusandola di sostenere il terrorismo e di nascondere delle
armi di distruzione di massa, riprendendo esattamente le stesse accuse
proferite contro l'Iraq.
Gli Stati Uniti, con l'Israele, stanno per allargare la guerra come l'avevano
fatto durante la guerra del Vietnam bombardando la Cambogia ed il Laos, paesi
di frontiera che non avevano nessuno legame con la guerra in corso.
Certi analisti affermano che Israele vuole
provare la reazione della Siria.
Mohammed Hassan. Difatti. Israele,
come gli Stati Uniti, agisce militarmente contro la Siria ma anche attraverso i
loro servizi segreti. Da anni, vogliono dividere il Fronte Unito al potere in
Siria, un'alleanza tra i Partito Baath, il partito Comunista di Siria e di
altre forze nazionaliste arabe. Vogliono favorire l'uscita di una borghesia
pro-imperialistica come alternativa politica.
L'attacco del 5 ottobre ha avuto l'effetto inverso: i differenti componenti della
Fronte Unito hanno reagito molto energicamente, con dichiarazioni molto ferme.
Le organizzazioni palestinesi hanno espresso il loro sostegno alla Siria,
affermando che avrebbero considerato ogni attacco contro la Siria un attacco
contro il popolo palestinese e che agirebbero di conseguenza.
Ci sono dunque dei comunisti che partecipano
al potere in Siria, in alleanza con le forze nazionaliste arabe. Ciò non
avviene in altri paesi della regione.
Mohammed Hassan. Il PC siriano è uno dei più vecchi partiti
comunisti del mondo arabo. Nato nel 1930, ha partecipato al Congresso
dell'internazionale Comunista nel 1935, il Congresso del Fronte Unito contro il
fascismo. I tre partiti del mondo arabo presente, il Partito comunista della
Siria, quello di Palestina e dell'Iraq, hanno tracciato la loro strategia: per
avanzare verso la realizzazione del socialismo nel mondo arabo, bisogna
liberarsi dall'influenza dell'imperialismo. Unificare la nazione araba divisa
dal colonialismo. Creare un unica entità politica ed economica.
Così sono state poste le basi dell'alleanza dei partiti comunisti con la
corrente nazionalista araba sostenuta dalla borghesia nazionalista araba.
Inevitabilmente delle contraddizioni esistono in queste fronti, ma queste
contraddizioni non devono deviare i comunisti dal compito del momento. Per
cacciare i giapponesi dal paese, i comunisti cinesi hanno prima stretto
alleanza con Tchiang Kai-Chek che aveva ucciso più comunisti di tutti i
dirigenti nazionalisti arabi riuniti.
Il fronte tra comunisti e nazionalisti si è sviluppato in Siria sotto forma di
"Fronte Unito", formato fin dagli anni 68-70 e che dirige lo stato
siriano.
Questo fronte si è potuto mantenere spesso in condizioni molto difficili.
L'Egitto nazionalista fin negli anni 70 si è rivolto sempre più verso gli Stati
Uniti, che lasciarono unicamente la Siria come paese della linea del fronte
opposto ad Israele.
Negli anni 80 e 90, la Siria ha sostituito la sua alleanza con l'Egitto per
un'alleanza con l'Iran. Ha contribuito militarmente alla disfatta di Israele in
Libano: Israele si è dovuta ritirare del Sud-Libano e le falangi cristiane
pro-israeliane sono state emarginate completamente della vita politica
libanese. Perciò l'imperialismo vuole far di tutto per rompere questo Fronte Unito,
per dividere i comunisti ed i nazionalisti arabi.
Brano della dichiarazione del Comitato Centrale del Partito comunista siriano,
4 luglio 2003:
I comunisti siriani e la resistenza
in Iraq
" La guerra del Golfo era pianificata dai decenni, per attenuare
la crisi nel mondo imperialistico ed impossessarsi di posizioni che permettono
di controllare i giacimenti di petrolio. Ma lo scopo era anche di rompere
l'alleanza tra la Siria e l’Iran e di distruggere la capacità militare
irachena, perché questa costituiva una minaccia seria per lo stato sionistico.
Volevano creare uno Stato artificiale che permettesse al governo americano di
raddoppiare i bilanci militari.
Ma la guerra non si è svolta così facilmente come gli americani l'avevano
creduto, soprattutto quando hanno imposto un governo iracheno prefabbricato
dietro ai loro cacciabombardieri.
Oggi, gli invasori si trovano di fronte ad una situazione nuova, molto
differente della partita di golf che l'opposizione irachena, avvalorata dalla
CIA, aveva predetto. Le forze di occupazione sono trascinate ogni giorno in una
guerra di attrito per la resistenza eroica del popolo iracheno che si batte con
tutte le armi di cui dispone. È una vera lezione all'imperialismo americano e
britannico e di tutti quelli che vogliono privare i popoli della loro libertà e
della loro indipendenza."
Il testo integrale è ripreso sul sito
anglofono del PTB: www.wpb.be