www.resistenze.org - popoli resistenti - siria - 17-12-14 - n. 524

Comunicato per la riunione allargata del Comitato centrale del Partito Comunista Siriano

Partito Comunista Siriano | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

15/12/2014

Il Comitato centrale del Partito Comunista Siriano ha tenuto una riunione allargata il 5/11/2014 presieduta dal suo Segretario generale, compagno Ammar Bagdash. Alla riunione hanno partecipato i membri del Comitato centrale, i membri del comitato di controllo del partito e i segretari dei comitati regionali. L'incontro è stato aperto da un minuto di silenzio in memoria dei combattenti per la libertà che hanno fatto grandi sforzi e sacrifici enormi per il bene del partito e per la questione nazionale, e in omaggio alla memoria del novantesimo anniversario del Partito Comunista Siriano, partito della pace, del pane e della libertà, partito della lotta in difesa del territorio nazionale e del popolo, per una patria libera e felice.

Durante la discussione sulla situazione politica, il Comitato centrale ha valutato che la situazione globale sta diventando feroce e tesa a causa della politica aggressiva ed espansionista perseguita dall'imperialismo mondiale, al cui vertice si trova l'imperialismo statunitense. Oltre alle campagne coloniali che compromettono la sovranità delle nazioni, le libertà e i diritti popolari, si acutizza lo scontro tra i centri imperialisti dominanti - Stati Uniti, Europa occidentale e Giappone da un lato e i cosiddetti paesi emergenti, in particolare Cina e Russia, dall'altro. La competizione si surriscalda e assume molte forme: economiche, politiche e diplomatiche. Raggiunge perfino lo scontro militare per procura, come in Ucraina, dove gli Stati Uniti e i circoli imperialisti europei, a seguito di un colpo di stato pianificato e preparato, hanno portato al potere forze a loro fedeli, tra cui quelle di chiaro stampo fascista, con la conseguente sollevazione di massa in molte regioni d'Ucraina e il ritorno della Crimea alla Russia. Lo scontro in Ucraina presagisce risvolti pericolosi.

E' in corso un confronto ufficiosamente dichiarato tra USA e Cina, in molte parti del mondo, in particolare nel Sud-Est asiatico e in Estremo Oriente. Con l'accrescere del potere economico della Cina, questo confronto è destinato ad assumere forme più gravi. I complotti statunitensi continuano anche verso molti paesi latino-americani come Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua e altri. Una delle tendenze fondamentali della politica espansionista statunitense è quella di ricondurre i paesi latino-americani nel cortile degli Stati Uniti: compito difficile da realizzare, a causa dell'intensificazione del movimento popolare antimperialista nei paesi del Centro e Sud America.

Ciò che aumenta la tensione della situazione internazionale è la reazione alla grave crisi economica ciclica sperimentata a livello mondiale sul finire del primo decennio di questo secolo. Questo si riflette nella riduzione del tasso di crescita, che è già esiguo in molti dei paesi imperialisti, in particolare in Europa occidentale, così anche nei "paesi emergenti". Le conseguenze economiche del confronto in Ucraina aumentano le manifestazioni e gli effetti della crisi. Queste conseguenze non sono confinate in Russia, ma impattano molte delle economie dei paesi dell'Europa occidentale, tra cui la Germania. L'effetto sulla classe operaia e gli altri lavoratori dipendenti è devastante con licenziamenti, la precarizzazione del lavoro e la riduzione delle garanzie sociali. Tutto ciò prelude allo scoppio di ampi scontri di classe.

La regione del Mediterraneo orientale costituisce ancora una delle basi principali dell'attacco imperialista, facendone teatro avanzato del confronto tra l'imperialismo globale e i suoi seguaci nella regione da un lato, e le forze di liberazione nazionale, dall'altro lato. A degenerare ulteriormente la situazione e a renderla più complessa c'è l'ampio movimento del cosiddetto "ISIS", organizzazione creata dall'imperialismo. Sin dall'estate di quest'anno questa organizzazione terroristica e oscurantista ha conseguito ampi progressi nel nord-ovest dell'Iraq e in alcune zone della Siria. La crescita di ISIS è stata accompagnata da massacri raccapriccianti commessi sotto le bandiere delle tenebre, facendo cadere interi settori sotto il suo controllo, regimi che superano per reazione e barbarie il Medioevo.

L'imperialismo globale ha utilizzato la situazione e ha fatto approvare una risoluzione al Consiglio di sicurezza, presentata dal governo britannico. L'aspetto saliente di questa risoluzione (UNSCR 2014/2170), ispirata al VII capitolo della Carta delle Nazioni Unite, è che fornisce il pretesto per le nazioni imperialiste di ingaggiare un intervento militare diretto nella regione. Questo è ciò che è realmente accaduto, attraverso il bombardamento effettuato dalle forze USA in collaborazione con alcuni degli alleati atlantici e la partecipazione di alcuni regimi seguaci della regione, in aperta violazione della sovranità nazionale. Il Comitato Centrale ha lodato la dichiarazione rilasciata dall'Ufficio Politico il 24/9/2014 titolata Contro l'ignobile aggressività dell'imperialismo americano, emessa quando l'imperialismo USA e i suoi alleati hanno effettuato azioni per colpire la sovranità nazionale siriana, che ha avuto una forte eco su un scala nazionale e globale, tradotta in molte lingue e pubblicata su molti media comunisti e progressisti. E' importante che la correttezza delle posizioni del nostro partito trovino conferma negli eventi, dissipando l'illusione di alcuni circa la possibilità di neutralizzare o cooperare con gli Stati Uniti attraverso un fronte comune contro le organizzazioni terroristiche e oscurantiste. Il nemico principale che l'imperialismo americano vuole eliminare è il movimento di liberazione nazionale della regione, di cui la Siria è uno dei principali baluardi.

Il Comitato centrale ha rivolto un tributo all'Esercito arabo siriano, che si sacrifica nello scontro contro l'aggressione imperialista. Il Comitato centrale ha insistito sulla necessità di realizzare misure economiche e sociali per sostenere la valorosa posizione nazionale siriana. La più importante di queste misure è il sostegno nazionale alla produzione in tutti i settori e in particolare all'agricoltura per via della sua eccezionale importanza nella battaglia in corso, soddisfacendo gli interessi dei produttori e quelli più generali delle masse popolari. Rafforzare ed espandere il ruolo dello Stato nei settori vitali dell'economia riveste un'importanza fondamentale.

Il Comitato centrale ha espresso la sua opposizione alle azioni intraprese con la parola d'ordine "razionalizzazione e sostegno", che implica aumentare le difficoltà delle masse lavoratrici, pilastro della posizione nazionale siriana. Il Comitato centrale ha elogiato le posizioni dei compagni comunisti a tutti i livelli, nella loro battaglia contro i progetti di economia liberale, avanzati da alcuni ambienti che rappresentano gli interessi della borghesia parassitaria e della sua punta di diamante, la borghesia compradora.

Il Comitato centrale ha sottolineato la necessità di rompere completamente con le tendenze economiche liberali, che portano non solo un grave danno economico e sociale, ma anche un indebolimento della posizione nazionale di resistenza.

Gli eventi hanno dimostrato la correttezza delle valutazioni espresse dal nostro partito sin dall'inizio dello scoppio della crisi. E' nelle fasi più difficili che la fermezza non solo è un dovere, ma è anche possibile. Il pilastro su cui poggia la costanza del partito è la massa del popolo siriano, che aderisce all'eredità storica e nazionale ed è disposta a sacrificare tutto per il bene più prezioso: la sovranità e l'indipendenza della patria, la libertà e la dignità del suo popolo. L'umiliazione e la subordinazione al colonialismo non hanno posto sotto il cielo della Siria.

Il Comitato centrale ha sottolineato che il compito di liberare i territori arabi occupati dall'abominio dell'occupazione sionista, è un importante compito nazionale per cui dobbiamo lottare a prescindere dalle circostanze. Il Comitato centrale ha rivolto un tributo al nostro saldo popolo nella regione occupata del Golan. Il Comitato centrale ha inoltre espresso la sua solidarietà con la lotta coraggiosa del popolo palestinese di fronte all'oppressione e alla campagna di terrore svolta dall'entità sionista israeliana. Il Comitato centrale ha espresso apprezzamento e rivolto un ringraziamento a tutti i progressisti del pianeta e del mondo arabo che sostengono la causa del popolo siriano.

Il Comitato centrale ha esaminato le attività intraprese dalle organizzazioni di partito in onore del novantesimo anniversario della sua fondazione. Queste attività sono state volte principalmente a corroborare la fermezza nazionale siriana, perché il Partito Comunista Siriano è innanzitutto, partito della patria. Le organizzazioni di partito e i compagni esprimono nella loro azione questa verità con coraggio e onore.

Durante la discussione è stato affrontato anche il tema delle elezioni sindacali attualmente in corso nel paese. Il Comitato centrale ritiene positivo il contributo dei compagni comunisti sindacalisti, e questa elezione è caratterizzata da un elevato livello di cooperazione, per il bene della patria e della sua fermezza. Il Comitato centrale ha anche sottolineato l'importanza di preservare e sviluppare il ruolo del movimento sindacale per difendere i diritti e i bisogni della classe operaia siriana. La riunione ha anche discusso alcuni problemi relativi all'attività e alla vita di partito, compreso l'aspetto editoriale, lodando il ruolo svolto dal quotidiano Voce del Popolo, organo di partito, per esprimere i problemi nazionali, economici e sociali e dare voce e difendere i bisogni delle masse popolari.

Damasco, 5 novembre 2014

Comitato centrale del Partito Comunista Siriano


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