La Gioventù Comunista di Siria: non molleremo mai!
ICP | sol.org.tr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
09/02/2016
Intervista inedita con Wessam Kahel, membro della Commissione Relazioni Internazionali dell'Unione della Gioventù Comunista di Siria Bakdash.
ICP: Come consideri le dinamiche interne e le posizioni dei soggetti politici nella Siria di oggi?
Wessam Kahel,WK: Vorrei dare qualche informazione dopo gli ultimi eventi. Ultimamente, l'esercito siriano è avanzato in diversi fronti. Come sapete, la Siria è un paese piuttosto esteso. Di conseguenza l'esercito siriano non può schierare tutte le sue forze in ogni luogo. Queste avanzate dovrebbero essere dovute alla Russia, della quale parleremo più oltre. Aleppo, per esempio, il sud di Aleppo è in gran parte controllato dall'esercito siriano ed i ribelli reazionari sono stati cacciati via. Questa potente e veloce avanzata dell'esercito siriano è stata supportata dalla Russia. Più di 75 luoghi a sud di Aleppo sono ora controllati dall'esercito siriano. Non è la città, ma una vasta porzione della circostante campagna. In qualche piccola città, l'esercito ha cacciato fuori i ribelli in poche ore. Siamo rimasti sorpresi di una così rapida progressione.
Anche ad ovest di Aleppo, importanti avanzamenti sono stati guadagnati questa volta contro Daesh.
Nel sud, c'è la principale organizzazione terroristica, il Fronte di Nusra, affiliato di Al Qaeda ed anche altre piccole organizzazioni terroristiche controllate dal Fronte di Nusra.
Ad est di Aleppo si è anche avanzato verso Raqqa, quella che viene chiamata la capitale di Daesh.
Siamo tutti molto sorpresi da queste avanzate ed anche ovviamente molto speranzosi.
Anche attorno a Damasco, dove molti dei luoghi sono sotto il controllo del Governo, nelle campagne ed esattamente all'ovest, c'è il Fronte Islamico, un'organizzazione controllata dall'Arabia Saudita. Il leader di questa organizzazione è stato ucciso in una operazione congiunta di Russia e Siria. Il suo nome era Zehran Hallush. Ciò ha significato per questa organizzazione un grosso problema, dal momento che dipendono da una persona e non da un'ideologia.
A sud di Damasco, a Dara, vicino alla Giordania e ad Israele, dove è ancora presente il Fronte di Al-Nusra, l'esercito siriano ha riguadagnato il controllo di alcune grandi città e luoghi di importanza strategica. Questa del sud è una vasta regione ma l'esercito Siriano è avanzato in ognuno di questi luoghi.
Nella Siria centrale, a Homms, c'era una piccola base dove erano radicati i ribelli. L'esercito siriano l'ha circondata, attaccata ed ha costretto i ribelli a lasciare la città. Homms è ora liberata. La campagna verso il Libano è altrettanto liberata.
ICP: Che dire di Palmira?
WK: Sfortunatamente sapete che lì c'è stato un attacco da parte di centinaia, forse migliaia di ribelli per conquistare questa piccola città. E' un centro molto importante poiché è un luogo di importanza storica. L'esercito siriano si è ritirato perché non voleva danneggiare le bellezze storiche ed artistiche. Palmira è ancora sotto il controllo dell'ISIS, ma l'esercito siriano è solo a dieci chilometri più sopra. Non è il luogo più importante, per adesso, tuttavia vi sono molte grandi città che l'esercito siriano sta cercando di affrontare.
ICP: Ci sono stati danni a questa città antica?
WK: Sì, sfortunatamente… Come sapete, Daesh e le altre organizzazioni terroristiche non hanno ideologia, umanità o razionalità; combattono ed uccidono, distruggono ogni manufatto od eredità storica, perché sono organizzazioni reazionarie, con idee reazionarie che potremmo considerare come idee fasciste. "Se non vieni con noi ti uccidiamo" oppure "se questo luogo è caro alle tue idee, io lo distruggo". Così agiscono.
ICP: Come comunisti che combattono in così difficili condizioni, come considerate l'intervento della Russia e il ruolo di altri attori come Hizbullah o l'Iran che dicono di opporsi all'imperialismo americano?
WK: Riconosciamo che la Russia è oggi un paese capitalista. Non è più l'Unione Sovietica. Ma sappiamo anche che il nostro attuale nemico è l'imperialismo USA, che è quello che per ora combattiamo. Consideriamo l'intervento russo come positivo perché ha fornito e sta ancora fornendo al popolo ed all'esercito siriano più e più potenza contro le organizzazioni che combattono contro il nostro popolo ed il nostro esercito.
L'intervento militare russo è legittimo sin dalla sua origine perché è il governo siriano che ha chiesto alla Russia di intervenire. Così non possiamo chiamarlo invasione od aggressione. E' stato invece molto utile. Sin dai primi momenti di questo intervento ci sono state molte importanti azioni e progressi dell'esercito siriano. Un ruolo similare è stato giocato dall'Iran e da Hezbollah. Abbiamo ricevuto da essi supporto militare. Posizioni di sostegno all'esercito ed al popolo siriano. Noi consideriamo che tutto ciò è stato finora molto positivo per noi, perché c'è stato il sostegno a resistere agli attacchi dell'imperialismo. (E ci ha fornito anche un po' di tempo).
ICP: Cosa ci dice del contributo dell'Unione? [Unione della Gioventù Comunista di Siria Bakdash n.d.t.] Partiamo dal presupposto che voi siete attivamente coinvolti nella difesa del paese ed oggi sarebbe una posizione reazionaria schierarsi contro Assad, ma un giorno potrà cambiare. Puoi parlarci della strategia futura della vostra organizzazione?
WK: In molti posti non possiamo muoverci, non possiamo far nulla, è "vivere o morire". Lì bisogna tenere le nostre posizioni insieme all'esercito e non svolgiamo alcun ruolo attivo autonomo. Ma nei luoghi che sono controllati dal governo o dall'esercito siriano, come ti ho detto, noi siamo attivi e siamo a supporto della guerra. Dividiamo le nostre attività in due parti: la prima dietro il grande slogan "La Siria non si inginocchia", creato dal nostro leader storico Halid Bakdash molti anni fa. Questo slogan patriottico è ancora attuale. Sotto questa parola d'ordine, noi continuiamo la nostra lotta supportando l'esercito siriano ed il popolo siriano che resiste, Dividiamo questo slogan non soltanto coi comunisti, con la nostra Unione o col nostro Partito, ma anche con altre importanti forze nazionali che condividono tale patriottismo. Lo consideriamo non solo un dovere nazionale o di classe, ma anche un imperativo internazionalista, perché la Siria rappresenta una lotta internazionalista contro l'attacco dell'imperialismo globalizzato.
La seconda parte è sotto lo slogan: "Difendere i diritti della gioventù Siriana". E' collegato alla nostra lotta economica e sociale contro il liberismo economico del nostro governo. Siamo contro i cambiamenti neoliberisti del governo nell'educazione, nella sanità ed in qualsiasi altro settore. Cerchiamo di mantenere i diritti acquisiti nella sanità, nell'istruzione e negli altri settori sociali. Noi continuiamo anche la nostra lotta per maggiori diritti sociali per l'abitare e per il lavoro delle giovani generazioni. Sosteniamo la nazionalizzazione dei settori produttivi del paese perché crediamo sia un importante fattore economico per il sostegno della Siria.
Abbiamo anche altre iniziative. Di fronte alla guerra, abbiamo portato la nostra carovana per tutto il paese. Ma ora, a causa di questa situazione, abbiamo dovuto farla diventare un'iniziativa locale. Un'altra iniziativa è prettamente culturale, i "raduni di Halid Bakdash", nei quali invitiamo artisti e cantanti progressisti. Anche come organizzazione portiamo avanti analisi e confronti sulle principali ed attuali questioni.
Abbiamo anche una scuola esclusivamente dedicata alla formazione dei membri del nostro Partito e della nostra Unione. Nelle nostre università, specialmente a Damasco e ad Aleppo, noi abbiamo rappresentanti la nostra Unione in molti atenei ed anche nell' "Unione Siriana degli Studenti". In questo modo siamo vicini alle istanze degli studenti, come nostro primo dovere. Il nostro secondo dovere è quello di comunicare le istanze degli studenti e della gioventù in generale.
Continuiamo a lottare nonostante la guerra e non molleremo mai…
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