www.resistenze.org - popoli resistenti - sudan - 24-03-07
da: www.contropiano.org
Un insidioso appello di intellettuali sul Darfur.
Dario Fo e Franca Rame non si prestino a questa operazione
''L'Europa che consenti' Auschwitz e ha fallito in Bosnia non deve tollerare lo sterminio in Darfur''. Così apre l'appello di un gruppo di intellettuali europei - da Umberto Eco ai soliti apologeti della guerra preventiva e filo-USA come Vaclav Havel a Bernard-Henrt Levy - che, in contemporanea sui maggiori quotidiani d'Europa, lanciano un appello ai 27 leader dell'Ue perche' ''impongano immediatamente le massime sanzioni al regime sudanese''.
''Come osiamo noi europei celebrare i cinquant'anni dell'Unione, quando poche miglia piu' a Sud i piu' deboli e indifesi sono uccisi in Sudan?'', si legge nella lettera degli intellettuali pubblicata in Italia dal solito Corriere della sera, diventato ormai l'araldo e il regista di tutte le campagne guerrafondaie di questo secolo.
''L'Europa e' piu' di una rete tra classi dirigenti, piu' di un club economico da primo mondo, piu' di un'escrescenza burocratica'', prosegue la lettera che reca le firme purtroppo anche di Dario Fo, Guenter Grass, Jurgen Habermas, Seamus Heaney, Harold Pinter, Franca Rame e Tom Stoppard. Sarebbe meglio suggerire a queste personalità progressiste di non prestarsi al trappolone bellicista preparato dai soliti noti.
Bisogna ''impedire'' ai leader di Khartoum - sollecitano i firmatari ''di approdare sulle nostre coste, di beneficiare del nostro servizio sanitario e della nostra ricchezza. Congeliamo i loro depositi nelle nostre banche, agiamo senza indugio per coinvolgere altri Paesi interessati''. ''Non dobbiamo tradire ancora la nostra cultura europea restando a guardare, in attesa che un'altra civilta' in Africa sia annientata. Che quest'azione - si chiude la lettera - sia il nostro regalo a noi stessi, la nostra prova di fronte a noi stessi. Quando sara' compiuta, allora potremo celebrare insieme con orgoglio''.
I promotori dell'appello dissero e fecero le esattamente le stesse cose sulla Jugoslavia, fino a quando arrivarono i bombardieri della NATO a distruggere ponti, palazzi e fabbriche e a massacrare la popolazione....e la Jugoslavia fu distrutta e divisa in sette piccole repubbliche senza alcun peso.