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- popoli resistenti - sudan - 12-05-26 - n. 963
Editoriale di Al-Midan per il Primo Maggio, Giornata internazionale dei lavoratori
Al-Midan | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
06/05/2026
Editoriale di Al-Midan, 4458, 30 aprile 2026. Quotidiano del Partito Comunista Sudanese
I popoli del mondo celebrano il Primo Maggio come un'occasione politica e sociale di grande importanza, in cui si riaccende lo spirito di solidarietà internazionale e si rinnova la lotta per la giustizia. In questo giorno, le bandiere rosse sventolano dai balconi e ondeggiano in vaste e fragorose parate, portate dai lavoratori che inondano le strade delle città di tutto il mondo: da Città del Capo e Dar es Salaam a Nuova Delhi, Hanoi, Pechino, Mosca e New York; da Dakar all'Avana e a Santiago.
A centinaia di milioni, si radunano nelle piazze pubbliche, non solo per commemorare, ma per riaffermare una determinazione collettiva: andare avanti nella lotta per le loro legittime rivendicazioni - una giornata lavorativa dignitosa e sicura, libertà sindacali inviolabili e un sistema di protezione sociale che sostenga la dignità dei lavoratori e delle loro famiglie.
Dall'altra parte del mondo, nei paesi oppressi da regimi autoritari e subordinati, e in mezzo alle crisi sempre più profonde del capitalismo globale - espresse in modo più acuto attraverso le proiezioni dell'egemonia americana - le guerre si intensificano e i teatri di conflitto si allargano. Dalla Palestina occupata al Sudan, dal Libano e dalla Siria all'Iran, i comunisti e i loro alleati si oppongono con determinazione alla macchina della distruzione. Chiedono la fine delle guerre insensate, legando questa richiesta a una difesa incondizionata dei diritti dei lavoratori - non in condizioni di privazione ed emarginazione, ma all'interno di un nuovo orizzonte plasmato dagli imperativi della pace, della libertà e della giustizia sociale.
In Sudan, sin dalla nascita dell'Organismo per gli Affari dei Lavoratori alla fine degli anni '40, la classe operaia - allineata con le forze del progresso - ha condotto una lotta sostenuta e determinata per organizzare le proprie file e forgiare il proprio strumento sindacale indipendente. Questa traiettoria storica è culminata nella fondazione della Federazione Sindacale dei Lavoratori del Sudan, che è emersa come una piattaforma di lotta incrollabile. Da quella posizione privilegiata, ha svolto un ruolo decisivo nei momenti critici della storia nazionale, ha ottenuto conquiste significative per i lavoratori e si è guadagnata un ampio riconoscimento regionale e internazionale come voce legittima dei lavoratori sudanesi.
In questa occasione, ricordiamo con orgoglio e riverenza i contributi delle avanguardie pionieristiche del movimento operaio che hanno gettato le fondamenta di questo edificio: figure come Qasim Amin, Al-Shafi' Ahmad Al-Sheikh, Al-Hajj 'Abd al-Rahman, Ibrahim Zakaria e i loro compagni - insieme all'alleanza creativa forgiata con gli intellettuali rivoluzionari tra i comunisti, guidati dal martire 'Abd al-Khaliq Mahjub e dai suoi compagni.
L'istituzione della Federazione Generale dei Sindacati ha costituito una leva centrale per portare avanti le lotte del nostro popolo e una forza decisiva nel consolidamento delle correnti nazionali e democratiche. Ciò si è svolto di pari passo con la crescita di efficaci organizzazioni di massa - i fronti studenteschi democratici, l'Unione della Gioventù Sudanese e l'Unione delle Donne - che sono emerse come strumenti duraturi di lotta radicati nella base popolare.
Oggi, l'urgenza di riportare queste organizzazioni di massa al loro ruolo di avanguardia non è mai stata così grande. Esse sono in prima linea nell'affrontare le sfide più gravi che il Paese deve affrontare: porre fine alla guerra, superare le autorità de facto e forgiare un'alternativa democratica nazionale fondata sul governo civile.
Questa guerra, in una delle sue dimensioni centrali, mira a erodere le conquiste duramente ottenute dalla classe operaia e a smantellare o subordinare le sue organizzazioni - un intento reso evidente dai decreti del cosiddetto Registro delle Organizzazioni Sindacali, nonché dalle politiche di licenziamento di massa e dalla sospensione di salari e pensioni. Queste misure colpiscono direttamente i mezzi di sussistenza e minano la dignità dei lavoratori.
Il Primo Maggio, quindi, non è una semplice commemorazione; è un rinnovamento della lotta - un'occasione in cui l'unità della classe operaia non solo viene riaffermata ma riforgiata, e la forza della sua volontà collettiva viene rivendicata con chiarezza e determinazione.
Gloria ed eternità ai martiri della classe operaia sudanese.
Lunga vita alla memoria del Primo Maggio, Festa Internazionale dei Lavoratori - vittoria al nostro popolo e alla sua classe operaia.
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