fonte
http://www.ptb.be/scripts/article.phtml?section=A1AAAABS&obid=22998
traduzione dal francese del Ccdp
Dopo gli attentati, gli Spagnoli sganciano Aznar:
"Vostre le guerre, nostre le morti"
Duecento morti, 1.400 feriti. Quasi esclusivamente lavoratori e studenti. Gli
attentati di Madrid, questo 11 marzo, costituiscono un crimine atroce. Ma la
maggioranza degli Spagnoli non si è fatta coinvolgere nelle manipolazioni del
governo pro-americano di Aznar e l'ha castigato per la sua politica pro-guerra.
Davide Pestieau & Peter Franssen
17-03-2004
Trenta minuti dopo gli attentati, il governo di José Maria Aznar annunciava che
erano opera del movimento separatista basco ETA. Il ministro spagnolo
dell'interno, Angeld Acebes, dichiarava anche che ogni persona che esprimeva
dei dubbi su questo argomento "si rendeva complice di una campagna di
mistificazione."
Nei tre giorni successivi, Aznar continuava a ripetere questa menzogna, anche
se i servizi di polizia e di informazioni gli avevano detto che l'implicazione
dell'ETA era sempre più improbabile. Aznar ha mentito al suo popolo ed
all'opinione pubblica mondiale perché non avrebbe potuto trarre profitto dalle
elezioni di domenica.
Attribuendo l'attentato all'ETA, il governo del Partito Popolare poteva continuare
sul suo tema centrale della "lotta contro il terrorismo", mettendo in
secondo piano la sua partecipazione alla guerra contro l'Iraq che il 91% degli
spagnoli rifiutava, ed i suoi programmi di riduzione di spesa sociale
Anche, quest'ultimo venerdì, il governo ha invitato a manifestare contro il
terrorismo. Otto milioni di persone hanno manifestato così attraverso la
Spagna. Ma ciò che dovevano essere delle manifestazioni silenziose convocate
dal governo si sono trasformate velocemente in una denuncia della manipolazione
mediatica del Partito Popolare di Aznar.
La pista dell'ETA non è più percorribile. Nel passato, l'ETA aveva sempre
colpito dei militari, dei poliziotti, dei politici borghesi. E pure dei centri
turistici, ma annunciando anticipatamente i suoi attentati terroristici per
evitare più gravi conseguenze. E sempre rivendicando chiaramente questi
attentati. Ora, qui, l'ETA ha smentito al contrario ogni implicazione
nell'attentato, mentre la pista di un attentato di Al-Qaida legato alla guerra in
Iraq si affermava. Quando questa verità si è sparsa in tutta la Spagna, la
collera si è aggiunta all'emozione provocata dagli attentati.
Contro il partito di Aznar: "siete voi,
i fascisti, i terroristi"!
"Aznar è colpevole! Nasconde la verità. Ha deciso di partire in guerra
malgrado le nostre proteste massicce. Ecco il risultato! ", hanno gridato
i manifestanti che invocano la pista degli attentati perpetrati da Al-Qaida.
"Vostre le guerre, nostre le morti", hanno urlato i manifestanti di
cui molti avevano sfilato a milioni l'anno scorso contro la guerra.
Sabato pomeriggio, quando si è rivelato che Aznar ed il suo governo avevano
mentito volontariamente, migliaia di persone, ad Alicante, Barcellona, Mataró,
Madrid, San Giacomo di Compostella, Siviglia, hanno sfilato davanti alla sede
del Partito Popolare. A Madrid, si poteva sentire: "Voi siete i fascisti,
voi siete i terroristi"!
Toon, membro del Comac, il movimento di giovani del PTB, studente Erasmus a
Madrid, scrive: "Nella serata di sabato, ho manifestato con migliaia di
giovani dalle sei di sera alle 2 del mattino contro il Partito Popolare, contro
la guerra, contro la dittatura del governo. Le persone sono pazze di rabbia,
vogliono la verità."
Il successore designato di Aznar, Rajoy, ha dichiarato la manifestazione
illegale ed anticostituzionale. Ma le manifestazioni hanno continuato anche
domenica, dove Aznar, all'uscita del suo seggio elettorale, è stato fischiato
dalle centinaia di manifestanti.
In due giorni, il clima è cambiato completamente. Tutte le esperienze di lotta
(dallo sciopero generale contro le misure antisociali, ma innanzitutto i
milioni di persone contro la guerra del 15 febbraio 2003) accumulate durante
gli ultimi anni sono rimontate e cristallizzate. Hanno fatto ribaltare le previsioni
delle elezioni di cui il tasso di partecipazione ha raggiunto il 77%, 9 punti
di più che nel 2000 (il voto non è obbligatorio in Spagna).
Così Aznar ed il Partito Popolare sono stati battuti, perdendo 700.000 voti e
35 seggi. A forza di manipolare e di ingannare il popolo, di reprimere e di
allearsi alla politica di guerra degli Stati Uniti, il partito conservatore è
stato penalizzato.
Rimane da sapere fin dove il Partito Operaio Socialista Spagnolo prenderà sul
serio le richieste della popolazione ritirando le truppe spagnole dell'Iraq...
La lotta contro il terrorismo, precedenza
n°1?
Venerdì, il giornale tedesco Die Welt titola: "Madrid: l'al-qaidizzazione
del terrorismo in Europa". In effetti, gli attentati spingono i politici
europei verso la guerra americana "contro il terrorismo". In questo
caso, l'Europa rischia di diventare un specchio dell'America neoconservatrice.
Dopo il 11 settembre, la guerra interna "contro il terrorismo" ha
spinto gli Stati Uniti sulla via della limitazione legale sempre più draconiana
dei diritti democratici, con la sua giustizia arbitraria. E, sempre questa
guerra, ha creato un'atmosfera di spionaggio e di controllo reciproco. In
Europa, le reazioni spingono già in questo senso.
In Italia, il ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, ha dichiarato che
l'Italia si trova verosimilmente essa stessa nel mirino di Al-Qaida e che il
suo governo "avrebbe preso misure più rigorose". In Portogallo, il
governo userà l'esercito per mantenere l'ordine in tutte le partite del
campionato di calcio Europeo. Il Primo ministro britannico Tony Blair ha
dichiarato: "È un nuovo tipo di guerra e si devono usare tutti i mezzi per
vincerla" E ancora: "La Spagna non può vincere da sola questa guerra
. Dobbiamo tirare tutti lo stesso aratro."
In Francia, il presidente Chirac ha detto che è ora che l'esercito si metta a
pattugliare sistematicamente le strade, e aggiungeva rivolgendosi ai media che
bisognava "trattare questa situazione con la più grande
circospezione". La Grecia ha chiesto l'aiuto della Nato per proteggere le
Olimpiadi di agosto.
In Belgio, il Primo ministro Verhofstadt raccomanda la creazione di un servizio
europeo di informazioni. Esige l'applicazione immediata delle leggi
antiterroristiche in tutta l'Europa. Ora, queste leggi (votate in Belgio nel
dicembre scorso) dopo gli attentati contro il WTC ed il Pentagono, come
accordo-quadro europeo, il 19 settembre 2001, sono state fermamente criticate
da numerosi giuristi e democratici in Europa.
Queste leggi allargano talmente il campo di applicazione della lotta contro il
terrorismo che possono applicarsi oggi ad ogni gruppo che metta in discussione
la società attuale, anche in modo non violento. Dei sindacalisti in sciopero,
del giovani alter-mondialisti, dei gruppi di difesa dei profughi possono
essere, conformemente a queste leggi, spiati, schedati, arrestati
preventivamente con il motivo della lotta contro il terrorismo.
Contro queste derive antidemocratiche bisognerà battersi anche nelle settimane
prossime, ispirandosi all'esempio dei lavoratori e giovani spagnoli.